Connect with us

Hi, what are you looking for?

Opinioni

Nazitalia, il sottile confine che ci separa dalla barbarie

La DC non è stata solo un ostacolo al comunismo, ma anche al fascismo che oggi, come un fiume mai prosciugato, anche a Verona esonda negli spazi della vita pubblica.

Guernica (Pablo Picasso)
Guernica (Pablo Picasso)

La DC per decenni ha rappresentato non solo un ostacolo al comunismo, ma anche al fascismo che oggi, come un fiume carsico mai prosciugato, anche a Verona esonda in importanti spazi della vita pubblica.

Molte considerazioni sono state espresse in seguito alla presentazione il 26 giugno in Sala Lucchi del libro Nazitalia di Paolo Berizzi. Che Verona fosse un una città in cui l’estrema destra affondasse le proprie radici lo sapevamo già, come pure ne ricordiamo bene le trame nere che l’hanno attraversata negli anni ’70 e oltre.

Congresso di Verona, 14-15 novembre 1943

Congresso di Verona, 14-15 novembre 1943

È vero d’altra parte che Verona si riconosce in una tradizione democristiana che ha saputo gestire il potere con l’intelligenza di chi sa che è utile, oltre che necessario, fare i conti con l’opposizione. Per molti anni si è pensato, a destra come a sinistra, che il ruolo fondamentale della DC fosse quello di diga contro il Comunismo. Ma basta leggere con un po’ di attenzione la Costituzione per capire quale fu il poderoso lavoro di sintesi che riuscì a conciliare istanze politiche così diverse minimizzandone ogni antinomia, fino a teorizzare il famoso “compromesso storico”.

Oggi la Storia ci stende a terra con un sonoro sberleffo, facendoci intendere come la DC abbia rappresentato, paradossalmente anche suo malgrado, un baluardo contro pulsioni ferine ben più tremende che si riconoscono nella legge darwiniana del più forte che appartengono ad una parte rilevante di società italiana. Quella parte arcaica cresciuta ai margini dell’emancipazione civile che ha caratterizzato la fine degli anni ’60 e che è rimasta ancorata al gesto simbolico della clava come discrimine tra il torto e la ragione.

Benito Mussolini, Adolf Hitler

Benito Mussolini, Adolf Hitler

Con la caduta di quell’ordine consensuale fondato sulla contrapposizione dualistica degli schieramenti politici a livello internazionale, prima ancora che nazionale, il lato notturno dell’anima del nostro Paese, quello del delitto d’onore, della discriminazione di genere, dei bordelli come rito iniziatico verso l’adultità, della caserma nella sua accezione più greve e autoritaria, del clericalismo anticristiano preconciliare, ha rotto gli argini quasi d’un colpo, scaraventandoci nella spregiudicatezza del berlusconismo per approdare poi al più becero salvinismo. Craxi e Bossi hanno costituito soltanto delle semplici tappe intermedie di questo processo di radicalizzazione.

Tutto questo per dire che quel rimosso abitato da sentimenti ben poco nobili, responsabile una volta del recondito senso di vergogna, è riaffiorato come un fiume carsico mai prosciugato, esondando in importanti spazi della vita pubblica. La distinzione tra linguaggio informale e formale è caduta, come pure quella tra pubblico e privato, tra scena e retroscena. La cultura non è più percepita come conquista sociale, ma come un orpello, un’appendice commerciale, da usare quanto basta, come il sale.

Il sonno della ragione genera mostri, Francisco Goya, particolare

I fascisti ci sono sempre stati, ma anche nei momenti più tragici della storia repubblicana sono sempre stati tenuti ai margini, dentro agli armadi insieme agli scheletri. Usati certamente, ma sempre in modica quantità e chirurgicamente. Oggi invece, dichiarandosi apertamente come tali, senza perifrasi di circostanza, sono accolti dai partiti di governo, esibiti senza pudore ed insigniti di cariche pubbliche. È questa la vera novità che ci ha testimoniato il libro di Berizzi, lo sconvolgente salto di qualità spiccato dal Potere, sostenuto però dai molti che hanno perso non solo la memoria del proprio passato recente, ma anche espunto dalla propria interiorità ogni umana empatia. In effetti, qualche volto in sala Lucchi riabilitava la fisiognomica del nostro concittadino Cesare Lombroso.

Paolo Ricci

Foto in alto: Guernica, Pablo Picasso

Advertisement. Scroll to continue reading.
Written By

Paolo Ricci, nato e residente a Verona, è un medico epidemiologo già direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Agenzia di Tutela della Salute delle province di Mantova e Cremona e già professore a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in materie di sanità pubblica. Suo interesse particolare lo studio dei rischi ambientali per la salute negli ambienti di vita e di lavoro, con specifico riferimento alle patologie oncologiche, croniche ed agli eventi avversi della riproduzione. E’ autore/coautore di numerose pubblicazioni scientifiche anche su autorevoli riviste internazionali. Attualmente continua a collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità per il Progetto pluriennale Sentieri che monitora lo stato di salute dei siti contaminati d’interesse nazionale (SIN) e, in qualità di consulente tecnico, con alcune Procure Generali della Repubblica in tema di amianto e tumori. corinna.paolo@gmail.com

5 Comments

5 Comments

  1. Marcello

    01/07/2019 at 17:59

    Sì, dal pensare da fascisti a comportarsi da fascisti il passo è breve ed è stato fatto, purtroppo, un passo largamente denunciato a Verona ed in Italia, non solo dall’ANPI. Verona, in altri decenni caposaldo di milizie e di “repubblichini”, per lo più lascia correre, ostentando indifferenza (quando non coinvolgimento), come le tre famose scimmiette (non vedo, non sento, non parlo), probabilmente per non disturbare il manovratore di turno. Ma quando avremo una pubblica e motivata protesta popolare contro questo trionfo dell’indifferenza? Nemmeno la Chiesa riesce più ad esprimersi con un’azione chiara ed incisiva nelle omelie parrocchiali e sui “media” veronesi? Cosa c’è di cristiano nel coprire interessi di bottega, rendite economiche e prospettive filofasciste?

  2. Francesca Romana Viviani

    30/06/2019 at 13:33

    Non sono menzionati però Prodi, Monti ,Renzi…ultimamente hanno comandato anche loro.
    Il vero errore è guardare le cose solo da una parte.
    Oggi mancano soprattutto uomini di buona volontà, onesti per quanto possibile, amanti della cosa pubblica e del bene comune.
    Non credo a una deriva fascista ma ad uno sfascio della società dettato dall’assoluta mancanza di valori.
    I vecchi politici erano altra cosa …da 20 anni il nulla

    • Paolo Ricci

      02/07/2019 at 09:13

      È vero che ci sono stati anche gli altri, ma hanno perso, o peggio, hanno tentato di imitare i loro avversari.
      Il fascismo è sorto proprio dallo sfacio dei valori della società del dopoguerra. Certo, non si fanno le fotocopie del passato, ma l’autoritarismo è sempre in agguato nei momenti di crisi, pronto a vestirsi un po’ più alla moda, ma non troppo, e a far leva sull’incertezza e sulla paura che richiede sempre nuovi capri espiatori, come ci ricorda la famosa poesia di Brecht.

  3. Redazione2

    30/06/2019 at 12:19

    Su questi delicati temi a Verona una chiesa silente.

    • Renata Picco

      30/06/2019 at 17:16

      Non tutta, per fortuna.
      Ci sono Comunità che coraggiosamente fanno sentire la loro voce, contro questo SILENZIO della Chiesa veronese, specialmente nelle sue espressioni gerarchicamente più avanzate.
      Come la Comunità di San Nicolò, quella di don Carlo Vinco, certamente il gruppo negli anni cresciuto intorno a don Marco Campedelli, solo per citare le Comunità che conosco, considerato anche sono residente a Verona soltanto da 9 anni.
      Siamo in tanti, a Verona, a NON PROCLAMARCI CREDENTI , SCORDANDOCI PERÒ DI ESSERE CRISTIANI E, SOPRATTUTTO, UMANI.
      E a vivere una realtà quotidiana che si esprime soprattutto nelle relazioni fatte di umanità e di speranza. Siamo voci, sia pur piccole, dal basso, di una Chiesa che si rifiuta di parlare colla bocca dei potenti e dei “poteri forti”.Il vero volto della Chiesa di Verona, è quello della Chiesa di San Zeno, vescovo “extra-comunitario “, da cui Verona accolse la Buona Novella.
      Grazie, e scusatemi della presunzione di sognare, a Verona, una Chiesa dal volto umano, che sappia vedere, in ogni settore, orizzonti diversi e che condivida la varietà di culture che vivono tra le nostre mura, e oltre. Ascoltando la voce di chi grida giustizia.
      Scusatemi per essere, probabilmente, andata fuori tema. Grazie

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SCARICA GRATIS

L'Arsenale, grande opportunita per Verona

Advertisement
Advertisement

Advertisement

Altri articoli

Interviste

INTERVISTA – Andrea Brugnoli: «Dal 2016 pubblichiamo ricerche documentate sulla tradizione del territorio scaligero, disponibili in forma gratuita»

Satira

A colpi di matita attraverso il filtro dell’ironia per sorridere anche quando verrebbe da piangere, perché il sorriso aiuta a tenerci vigili

Opinioni

Mentre il centrodestra intensifica la sua opposizione, chi amministra deve legittimare il risultato elettorale dimostrando, con scelte di governo appropriate, di saper risolvere i...

Libri

Il riconoscimento è stato consegnato al Centro Congressi di Riva del Garda (TN) nell'ambito del 4° Forum Nazionale sulle Dipendenze Patologiche

Advertisement