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Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)
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Solimano Pontarollo, in teatro e in nessun altro posto al mondo

Se è vero che ogni compagnia è come una famiglia, è altrettanto vero che alcuni attori hanno la fortuna di incontrare un “fratello teatrale”: per Solimano è stato Roberto Totola.

Se è vero che ogni compagnia è come una famiglia è altrettanto vero che alcuni attori hanno la fortuna di incontrare un “fratello teatrale”: per Solimano è stato Roberto Totola.

Tra le mani sudate le carte sembravano vivere di vita propria. Dietro quella porta il pubblico attendeva. Solimano fece un respiro profondo ed entrò in scena. Un caloroso applauso gli diede coraggio e tutti i suoi numeri risultarono stupefacenti. La concentrazione era tale che solo dopo l’inchino finale tornò consapevole di ciò che lo circondava: l’albero di Natale illuminato, i suoi parenti sul divano, il profumo della cena della vigilia nell’aria. Agli occhi di quel ragazzino tutto appariva più vivido mentre assaporava ancora quell’emozione: era completamente diversa da quella che provava quando la madre lo convinceva a recitare poesie dal barbiere. Tenne stretta a sé quella sensazione per molti anni, fino a quando decise di liberarla iscrivendosi alla scuola di Ezio Maria Caserta. Imparò a conoscere i mille volti del teatro, seguendo la compagnia nei vari spettacoli e aiutando in ogni modo.

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Una notte, mentre esausto avvolgeva un cavo elettrico in un campo umido dopo l’ennesimo applauso, si sorprese a pensare che non avrebbe voluto essere in nessun altro posto al mondo. In quel momento seppe che la sua vita doveva essere questo. Si gettò in un vortice di trasferte, prove, costumi e spettacoli, in un crescendo di consapevolezza e passione. Per realizzare il vero se stesso abbandonò il suo lavoro e si trasferì sul palcoscenico a tempo pieno, collaborando con la Fondazione AIDA. Il regista Gianni Franceschini gli propose di mettere in scena il Don Chisciotte in Spagna, in lingua originale. Solimano, che non conosceva lo spagnolo, pensò che fosse una follia e accettò quindi con entusiasmo. Il teatro possiede una magia speciale, riservata agli audaci, e fu un successo di pubblico oltre che un’importante conquista personale.

Se è vero che ogni compagnia è come una famiglia, è altrettanto vero che alcuni attori hanno la fortuna di incontrare un “fratello teatrale”: per Solimano fu Roberto Totola, con il quale iniziò una lunga collaborazione. L’esigenza di sperimentare un linguaggio sempre nuovo li portò ad elaborare un sorprendente Cyrano De Bergerac recitato interamente sull’acqua, elemento che divenne parte integrante della storia stessa. Visse con un’intensità particolare questo personaggio; lo sentì affine a sé per carattere e motivazione tanto che gli rimase cucito addosso, con le sue ombre, la sua audacia e la sua ricchezza d’animo.

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Ci furono poi mesi di prove estenuanti per mettere in scena Triplo Amleto mortale, dove la nuova sfida era interpretare il testo utilizzando l’arte circense. La sera del debutto la concentrazione era alle stelle, così come la tensione. Ma Solimano quando è in scena con Roberto si sente come a casa. C’era tra loro un’intesa speciale e ogni scena procedeva per il meglio, come un meccanismo perfetto. Solimano sgattaiolò fuori dalle quinte e andò a posizionarsi alle spalle del pubblico, vicino al tecnico delle luci, da dove avrebbe fatto il suo ingresso a sorpresa per la scena successiva. Osserva il palco, in attesa, ma c’era qualcosa di stonato. Con un brivido freddo si accorse di essersi allontanato troppo presto, e mentre Roberto lo cercava in scena lui improvvisò un’entrata ad effetto in anticipo, tra lo stupore di pubblico e attori.

La continua evoluzione e ricerca lo portò poi ad ottenne il permesso di Kennet Branagh di mettere in scena Nel bel mezzo di un gelido inverno con la compagnia Tabula Rasa. Per vivere fino in fondo il testo, Solimano si immerse completamente nelle parole di Shakespeare, dove ci si può specchiare fino a perdersi. Poco dopo, quasi come se fosse un caso, la Royal Academy of Dramatic Art di Londra in occasione del suo centenario aprì per la prima volta le lezioni anche agli attori non inglesi. Dall’esperienza spagnola Solimano aveva imparato che nulla è impossibile, e senza esitazioni prese un aereo per fare il provino d’ammissione. Davanti alla commissione esaminatrice l’emozione era difficile da contenere, ma la sua determinazione guidò tutto il monologo di Romeo. Talento e dedizione vennero riconosciuti e iniziò per lui un’esperienza unica, condivisa con attori provenienti da ogni parte del mondo.

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Tornò a Verona con l’idea precisa che la città dovesse essere valorizzata anche attraverso le parole del Bardo. Dal suo impegno per diffondere la cultura nacque Casa Shakespeare, un progetto in continua evoluzione che trova dimora al Teatro Satiro Off, nel quartiere Filippini, nelle stesse vie dove Solimano è cresciuto recitando Berto Barbarani nella bottega del barbiere.

Erna Corsi

Solimano Pontarollo è attore e regista veronese, professionista dal 1990. Allievo del Maestro Caserta del Teatro Scientifico – Teatro/Laboratorio di Verona, ha acquisito il master all’Istituto Internazione della Commedia dell’Arte del Teatro Stabile del Veneto nel 2001 e ha frequentato l’Acting Shakespeare della Royal Academy of Dramatic Arts di Londra nel 2004. Attore di riferimento del TIB di Belluno di Daniela Nicosia; ha collaborato con Punto in Movimento di Verona di Roberto Totola e con Fondazione AIDA. Co-fondatore della compagnia Soledarte, fondatore della compagnia Tabula Rasa e di Casa Shakespeare.

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Solimano Pontarollo (foto Maurilio Zago)

Erna Corsi
Written By

Erna Corsi è nata nel 1973 a Verona, dove risiede tuttora. Ha frequentato il Liceo Artistico Boccioni e ha successivamente conseguito un diploma superiore in marketing e design presso il Centro Studi Palladio. Attualmente lavora come graphic designer presso un'azienda privata. Ama il teatro, la danza e la letteratura. ernaluna@gmail.com

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