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la macchina del vento

Libri

La macchina del vento, il passato racconta il presente

Ultima opera solista di Wu Ming 1, dedicato agli antifascisti confinati a Ventotene. Tra storia, mitologia e fantascienza, un romanzo su una vicenda di ieri che racconta anche il presente.

La Libreria Gulliver di Verona organizza, giovedì 2 maggio 2019 alle 17 in Sala Nervi della Biblioteca Civica (Via Cappello 43) la presentazione de La macchina del vento, nuova opera “solista” di Wu Ming 1 che dialogherà con il giornalista Beppe Muraro. L’autore è uno dei componenti del celebre collettivo di scrittori bolognesi autori di libri di culto come Q , Asce di guerra o il recente Proletkult.
In questo suo nuovo romanzo Wu Ming 1 mescola con ironia la storia con la fantascienza; l’ambientazione nella Ventotene negli anni del confino dovrebbe poi essere di stimolo anche per gli appassionati di viaggio che volessero (ri)scoprire questa splendida isola pontina.

la macchina del ventoIsola di Ventotene, colonia di confino degli antifascisti, 1939. Erminio è un giovane socialista, ex studente di Lettere a Bologna. Voleva fare la tesi sui mari d’Italia nei miti greci e adesso, ironia della sorte, è segregato su uno scoglio nel Tirreno, di fronte alla dimora della maga Circe, dove rischia di impazzire. Per non cedere, Erminio guarda all’esempio di un compagno piú anziano, un uomo carismatico e tenace, da dieci anni prigioniero del regime. Si chiama Sandro Pertini. Una mattina d’autunno, dal piroscafo Regina Elena sbarca in catene Giacomo, un nuovo confinato. È un fisico romano e ha un segreto. Anzi, piú di uno. Mentre l’Italia entra in guerra e la guerra travolge l’Italia, le stranezze di Giacomo e i misteri sul suo conto influenzano Erminio, innescando una reazione a catena e trasformando l’isola in un crocevia di epoche e mondi. Perché a Ventotene ci sono anarchici, utopisti, futuri partigiani, costituenti, pionieri dell’Europa unita… Ma c’è chi sogna ancor piú in grande di loro.

La guerra non la pagherà solo il regime: la pagherà l’Italia, e noi erediteremo le macerie. Però noi vediamo l’occasione di ricostruire! Invece là, – puntò il bastone in direzione del continente, – la maggior parte della gente ancora sonnecchia, intorpidita dal fascismo. Qui a Ventotene vediamo il futuro, mentre nel resto d’Italia non ne hanno la minima idea! E allora chi sono gli isolati? Chi sono i veri prigionieri del loro tempo?

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