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Treasure Rooms, un viaggio nei depositi dei maggiori musei italiani

Mauro-Fiorese-Treasure-Rooms-della-Galleria-degli-Uffizi-Firenze-2014

Giovedì 4 aprile ha inaugurato alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti la mostra Treasure Rooms di Mauro Fiorese, aperta al pubblico dal 5 aprile al 22 settembre 2019.

I ventisei scatti della serie, messi a disposizione dalla Galleria Boxart di Verona, sono stati realizzati dall’artista nell’arco di tre anni, dal 2014 al 2016 e ritraggono i depositi di importanti musei italiani: da quello di Castelvecchio, allla Galleria degli Uffizi, dalla Galleria Borghese, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Museo Correr, al MART di Rovereto.

Il progetto espositivo è a cura di Patrizia Nuzzo, Curatrice Responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea della GAM e di Beatrice Benedetti, Direttrice Artistica della Galleria Boxart, e promosso dai Civici Musei del Comune di Verona, con il patrocinio di ICOM-Italia e del FAI Delegazione di Verona.

Le fotografie di Fiorese stampate su carta cotone e inserite in cornici lignee con targhette di ottone, trasmettono solennità grazie all’equilibrio degli elementi compositivi. Le opere, descritte con uno sguardo imparziale, svelano e raccontano di luoghi nascosti, non accessibili al pubblico, colmi di bellezza e potenzialità. Luoghi di ricerca e di studio, depositi di storia e di arte, identità del museo stesso. Le scelte compositive, le campiture luminose e il gioco delle ombre, mimano la pittura “alta”, dal Rinascimento in poi, ma senza rappresentare un periodo storico definito, mantenendosi in uno stato sospeso e sereno.

Beatrice Benedetti, insieme a Giorgio Gaburro, fondatore della galleria Boxart, seguono l’artista da anni e hanno collaborato con lui per lo sviluppo di numerosi progetti tra i quali anche Treasure Rooms. «Il Grand Tour iniziò quell’anno dalla nostra Verona, per la precisione dai caveaux del Museo di Castelvecchio e della stessa Galleria d’Arte Moderna Achille Forti che oggi ne ospita il risultato – Scrive Benedettti nel testo Souvenir dai caveaux e prosegue – Durante i tre anni del progetto sfatammo i nostri pregiudizi sui magazzini dei musei italiani, collezionammo aneddoti e souvenir di viaggio, mentre Mauro plasmava la forma dei suoi ritratti di luoghi»

Mauro Fiorese, Treasure Rooms della Galleria d’Arte Moderna - Torino, 2014

Mauro Fiorese, Treasure Rooms della Galleria d’Arte Moderna (Torino 2014)

La mostra, oltre a presentare per la prima volta la serie completa Treasure Rooms di Mauro Fiorese, invita il visitatore a riflettere sulle funzioni chiave dei depositi e sul loro potenziale: da quello fisico di accumulazione delle opere alla necessaria catalogazione, dall’interscambio inteso come l’osmosi tra visibile e invisibile fino alla magia di cui sono carichi questi «serbatoi di sorprese». La mostra è anche un omaggio alla straordinaria storia dell’arte italiana e svela il grande lavoro svolto dietro le quinte dei musei d’eccellenza.

Nel 2011 un’indagine realizzata dall’UNESCO – ICCROM rileva una generale mancanza di spazi adeguati e denuncia come il 60% delle collezioni museali in deposito non siano in sicurezza. Ciò accade non solo nei musei di aree cosiddette svantaggiate, ma diffusamente quasi ovunque. La stessa percentuale di musei segnala l’esigenza di avere maggiore spazio e razionalizzazione nell’organizzazione delle collezioni non esposte. Nella vita funzionale delle istituzioni si valuta che, per svolgere le funzioni museali, in media il 30% della superficie generale sia da riservarsi a tale destinazione. «Si tratta di luoghi di conoscenza assolutamente vitali per un museo e di servizi essenziali per lo sviluppo della ricerca scientifica e della sperimentazione tecnologica alla base di ogni iniziativa di valorizzazione delle collezioni – sottolinea Francesca Rossi, Direttrice dei Musei Civici di Verona – la definizione “deposito museale” non rende più realmente ragione della funzione che questi luoghi svolgono».

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Mauro Florese, deceduto prematuramente è stato autore e docente di fotografia per oltre ventʼanni, ha tenuto corsi presso lʼAccademia di Belle Arti e lʼUniversità degli Studi di Verona, allʼIstituto Europeo di Design di Milano e alla University of Illinois at Urbana-Champaign. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche europee e americane tra le quali anche la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti che nel 2016 con l’istituzione del premio Ottella For GAM acquisisce un suo lavoro dal titolo Treasure Rooms degli Scavi di Pompei – Napoli 2015, attualmente esposto in mostra. L’artista si spegne per una malattia nella sua Verona a soli 46 anni nel dicembre 2016. Sulla sua vita è in lavorazione un docu-film.

Zeno Massignan

Written By

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

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