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Claudio Monteverdi e il Seicento veneziano a Fucina Culturale Machiavelli

Nella città di White Noise City la musica è il più grande dei crimini e tutti gli strumenti sono stati tarati per suonare oltre la soglia di udibilità umana. Con questa premessa, la rassegna di musica da camera Le Partiture Parlanti, vuole avvicinare anche i più scettici alla musica classica.

Domenica 24 marzo alle 18 nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli prosegue la rassegna di musica da camera Le Partiture Parlanti, dedicato in questo caso alla musica di Claudio Monteverdi e il Seicento veneziano. I due soprani Sara Ricci e Cinzia Prampolini e la particolarità di un ensemble di liuti: Antonio De Luigi, Pedro Alcacer, Laura Lavecchia, Alessandro Gonfiantini con musiche di Claudio Monteverdi, J. H. Kapsperger, Domenico Obizzi

Come portare nuovo pubblico ad apprezzare autori lontani come Claudio Monteverdi? Come raccontare la musica in modo tale che appassioni e che venga compresa anche dai non addetti ai lavori? Sono queste le domande che Fucina Culturale Machiavelli si pone e che risolve utilizzando un espediente teatrale.  Le Partiture Parlanti sono concerti che raccontano, attraverso la voce dei musicisti in scena, alcune delle più belle pagine di musica da camera, riprendendo l’idea degli uomini-libro di Fahrenheit 451. Qui però sono i musicisti di Orchestra Machiavelli a diventare partitura, imparandola a memoria per preservarla dall’oblio e dai controlli della polizia nella città distopica di White Noise City, in cui ogni musica è fuori legge. Lo splendore della città di Venezia nei secoli del suo massimo splendore come cornice alla musica di Claudio Monteverdi, con uno dei duetti amorosi contenuti nell’Ottavo libro, ma anche uno sguardo alla produzione e alla figura del suo giovane allievo, Domenico Obizzi, scomparso prematuramente nella terribile epidemia di peste scoppiata nel 1630.

Un genere affascinante, quello della lezione-concerto, che accomuna i vantaggi della lezione frontale con la freschezza dell’esecuzione dal vivo, che viene qui riletta e interpretata, per arrivare ad una soluzione teatrale originale: è la partitura stessa che si racconta, narrando la sua vita, i pensieri di suo padre (il compositore), il processo che l’ha portata alla luce, ma anche che cosa vede e che cosa sente, a dimostrare che la musica è viva.

Sono previsti tre appuntamenti la domenica pomeriggio alle 18 (24, 31 marzo e14 aprile), nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli, l’ex centro Mazziano. «Siamo partiti da due intenti di base – afferma Stefano Soardo, Direttore Artistico – che poi sono gli stessi di Fucina Culturale Machiavelli: formare nuovo pubblico che sappia ascoltare la musica, qualsiasi musica, al di là delle etichette di genere e portare alla luce preziosi capolavori che rimarrebbero altrimenti inascoltati. L’ambientazione post-apocalittica di White Noise City è una contestualizzazione quasi obbligata: un luogo in cui tutti parlano, ma in cui si perde ciò che ha valore, perché viene sommerso da una spessa coltre di rumore bianco»

«Volevamo aggiornare il concetto di lezione-concerto – prosegue Rebecca Saggin – per offrire un prodotto che fosse al tempo stesso accattivante qualitativamente ma che fornisse anche un contesto narrativo di mediazione. Il target della nostra offerta culturale sono infatti i Millennials, spesso dimenticati nelle programmazioni culturali cittadine: divoratori di musica diversissima, che non disdegnano di passare da un concerto di musica pop o rock a proposte più impegnate, ma sempre volendosi divertire».

Zeno Massignan
Written By

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

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