Connect with us

Hi, what are you looking for?

Universita, Verona
Universita, Verona

Territorio

Congresso mondiale delle famiglie, l’Università prende le distanze

Una presa di posizione che pesa come un macigno sull’evento organizzato con il Patrocinio del Comune. Il lungo elenco dei punti che crea perplessità nel mondo accademico veronese.

Una presa di posizione che pesa come un macigno sull’evento organizzato con il Patrocinio del Comune. Il lungo elenco dei punti che crea perplessità nel mondo accademico veronese.

L’Università di Verona non ha messo a disposizione le sue aule per ospitare il Congresso mondiale delle famiglie (WFC), un evento che il rettore Nicola Sartor definisce di natura prettamente politica. «Le aule – precisa Sartor, richiamandosi ad una richiesta in tal senso dello scorso dicembre – vengono concesse per ospitare iniziative di soggetti terzi all’università, purché riconducibili a progettualità scientifiche sviluppate in comune con dipartimenti o docenti dell’ateneo stesso. In ogni caso è esclusa la concessione per manifestazioni con scopo di lucro, finalità politiche, commerciali o sindacali».

Contemporaneamente all’uscita di Sartor, e mentre si registrano in città molte reazioni critiche per i contenuti del convegno, anche il Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo scaligero esprime una posizione netta sull’evento che si terrà alla Gran Guardia di Verona dal 29 al 31 marzo. Sugli organizzatori – Organization for the Family, ProVita Associazione Onlus, CitizenGo, Comitato Difendiamo i nostri Figli, Generazione Famiglia, National Organization for Marriage – i docenti non hanno dubbi: si tratta di «associazioni che si sono caratterizzate, negli anni, per precise prese di posizione». Segue un lungo elenco dei punti che creano perplessità nel mondo accademico veronese.

Nicola Sartor

Nicola Sartor

Perplessità relativamente a: 1. l’affermazione del creazionismo; 2. l’idea che la natura abbia assegnato a uomini e donne differenti destini sociali e diverse funzioni psichiche, che identificano automaticamente la donna in un ruolo riproduttivo e di cura; 3. l’idea che il lavoro fuori casa delle donne, l’esistenza del divorzio e della possibilità di abortire siano le cause del declino demografico; 4. il rifiuto del riconoscimento di diritti civili a configurazioni familiari al di fuori della coppia eterosessuale unita in matrimonio; 5. l’affermazione che configurazioni familiari diverse dalla coppia eterosessuale unita in matrimonio siano, di per sé, contesti educativi e affettivi inadatti all’armonioso sviluppo dei minori; 6. l’equiparazione tra interruzione volontaria di gravidanza e omicidio; 7. la patologizzazione dell’omosessualità e della transessualità e di tutte le forme di orientamento sessuale e identità di genere non ascrivibili a maschio/femmina eterosessuale, e il rifiuto del pieno riconoscimento di diritti civili alle persone che manifestano queste identità; 8. la promozione delle “terapie riparative” per le persone omosessuali al fine di “ritornare” alla condizione armoniosa dell’eterosessualità.

«Tali posizioni – affermano i docenti – vengono affermate come fondate scientificamente, ma in realtà la ricerca internazionale non è mai giunta a questo tipo di esiti e li ha anzi smentiti in diverse circostanze: linee guida di ordini professionali, dichiarazioni di indirizzo di associazioni accademiche, articoli scientifici, comitati etici di riviste scientifiche internazionali hanno da tempo preso le distanze dalle credenze espresse dai relatori del convegno. Il Codice Etico dell’Università di Verona, assieme ai principi della libertà della ricerca e dell’insegnamento, afferma quelli dell’uguaglianza e della solidarietà, rigettando ogni forma di pregiudizio e discriminazione – conclude il documento –. Alle mistificazioni del Congresso Mondiale delle Famiglie contrapponiamo quindi non solo gli esiti della ricerca scientifica, ma anche i valori della comunità di cui facciamo parte».

Una presa di posizione che ha la piena approvazione del rettore Sartor, il quale a riguardo così si esprime: «Bene ha fatto il dipartimento di Scienze umane, assieme ad altri docenti, ricercatrici e ricercatori di ateneo, a sottolineare come le tematiche proposte nel convegno e le posizioni degli organizzatori siano, a oggi, prive di fondamento e non validate dalla comunità scientifica internazionale».

Redazione2
Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Territorio

Un incontro per riflettere sul ruolo dei giornalisti e degli operatori della comunicazione nella gestione dell'informazione durante la pandemia.

CS

«La maggioranza prenda le distanze dal consigliere leghista o sarà chiaro che chi governa la città condivide le sue opinioni».

Lettere

«A ognuno la propria resposabilità. A Sboarina la sua, senza cercare di lasciare il cerino nelle mani di Zaia, di Conte o del Prefetto».

CS

"Scherza con i fanti e lascia stare i santi” è il commento di Alberto Zelgher, capogruppo della Lega in Consiglio comunale.

Advertisement