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Malattie respiratorie tra fumo, inquinamento ed età avanzata

«Il fumo è solo una delle cause dell’aumento delle malattie respiratorie. Verona si trova nel Bacino Padano, dove l’aria spesso inquinata accelera il declino funzionale in chi ha già patologie respiratorie»

Pneumologia

Ogni anno la Ulss 9 Scaligera redige un “Rapporto delle attività” in cui sono sintetizzati i dati sanitari ottenuti durante l’anno precedente, in modo da analizzare gli sviluppi  di alcune patologie nel corso del tempo. Nel 2010 i casi di morte registrati per malattie legate al sistema respiratorio erano 563, 703 nel 2013, ben 788 nel 2015 e solo dal 2016 il dato è ritornato a scendere sotto i 700.

Abbiamo chiesto al dottor Guido Polese, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia dell’Ospedale di Villafranca, quali possano essere i fattori che influenzano questi numeri: «Per prima cosa dobbiamo renderci conto che la popolazione sta lentamente invecchiando e di conseguenza anche la mortalità aumenta, per una serie di concause che vanno dall’età avanzata allo sviluppo di malattie».

Il fumo è strettamente legato all’insorgenza di malattie a carico dell’apparato respiratorio spiega il dott. Polese: «Le sigarette sono una delle principali cause di malattie quali la bronchite cronica e la neoplasia polmonare e possono peggiorare anche l’asma».

A partire dagli anni Duemila l’abitudine al fumo si è ridotta, sottolinea il professor Marcello Ferrari, docente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Verona: «Il numero dei fumatori sta diminuendo, ma si sta notando una maggior tendenza al fumo nelle donne rispetto al passato e questo ha aumentato l’incidenza dei tumori dell’apparato respiratorio femminile».

«Il fumo è solo una delle cause dell’aumento delle malattie respiratorie  ̶  chiarisce il dott. Polese̶ . Non dobbiamo trascurare infatti l’inquinamento atmosferico. Verona si trova nel Bacino Padano, dove l’aria spesso inquinata accelera il declino funzionale in chi ha già patologie respiratorie».mobilità - verona - traffico

I dati dell’ARPAV (Azienda Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto) mostrano che nella Provincia di Verona si sono superati periodicamente i valori stabiliti dal Decreto Legislativo 155/2010 per gli inquinanti atmosferici, soprattutto in relazione alle polveri sottili  ̶  è stabilito infatti che il PM10 non dovrebbe superare per più di 35 giorni il limite dei 50 μg/m3 per poter tutelare la salute umana  ̶ . Nelle Provincia di Verona ci sono delle centraline di monitoraggio dell’aria in Borgo Milano, a Giarol Grande, a Legnago, San Bonifacio e Bosco Chiesanuova e durante il 2017 hanno misurato che il limite è stato superato 38 volte nella prima stazione, 31 nella seconda, 40 nella terza e 44 nella quarta, mentre nell’ultima nemmeno una volta.

«L’inquinamento va monitorato perché produce un aumento della mortalità in pazienti malati e una riacutizzazione in chi ha patologie preesistenti – spiega Ferrari –. Per quanto il fumo e l’inquinamento siano tra le cause più spesso additate per l’insorgenza di malattie dell’apparato respiratorio, non dobbiamo dimenticare la multifattorialità delle malattie respiratorie, che dipendono da cause ambientali, socio-economiche, genetiche, ma anche di genere. Abbiamo infatti potuto notare come alcuni tumori abbiano una frequenza maggiore negli uomini rispetto alle donne, perché collegati a lavori ad alto rischio in fonderie e fabbriche di saldatura».

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Riguardo gli interventi della Ulss per contrastare la diffusione delle patologie respiratorie, il dottor Polese spiega che: «Per ridurre i danni provocati dalle sigarette abbiamo attivato, tramite gli uffici competenti, delle campagne contro il fumo che coinvolgono in particolare bambini e ragazzi di scuole elementari e medie, in modo da educarli al rispetto della loro salute. Più difficile è affrontare i danni da inquinamento perché in questo caso devono intervenire le Regioni con specifici accordi. Noi investiamo molto sullo screening precoce, attraverso ad esempio l’analisi spirometrica che misura il volume dei polmoni, e su tutte quelle attività di prevenzione che ci possano permettere di intervenire prima dell’insorgenza o dell’acutizzarsi della patologia».

Lucrezia Melissari

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