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Il microbiota: quell’organo “nell’intestino” che influenza la nostra salute

Il 14 e 15 febbraio alla Gran Guardia un convegno sulla salute del nostro organismo

Palazzo della Gran Guardia, Verona
Palazzo della Gran Guardia, Verona

Viene definito anche “secondo cervello”, perché contribuisce alla produzione di sostanze che agiscono sul tono dell’umore e sulla salute delle cellule nervose. Si tratta del microbiota, termine con il quale è identificata la popolazione batterica presente nel nostro intestino: una biomassa di 1,5 chilogrammi formata da 100 trilioni di batteri dalla quale dipende non solo salute intestinale, ma anche quella dell’intero organismo, cervello compreso.

Il 14 e 15 febbraio alla Gran Guardia si terrà un convegno a proposito della correlazione tra benessere del microbiota e salute degli altri organi, ed eventuali potenzialità terapeutiche, organizzato dal dottor Guido Arcaro, direttore della Medicina Generale dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, e dalla dottoressa Manuela Fortuna, gastroenterologa della medesima struttura. L’incontro scientifico vede la presenza come relatori specialisti di varie discipline mediche (gastroenterologi, neurologi, pediatri, ginecologi, urologi…) provenienti da realtà ospedaliere e universitarie nazionali e internazionali a dimostrazione dell’interesse multidisciplinare sull’argomento.

«Tra le funzioni del microbiota vi è anche quella di contribuire alla produzione di una serie di molecole che svolgono un ruolo fondamentale nei processi all’origine delle malattie più diffuse – spiega il dottor Arcaro –. Processi quali l’infiammazione, lo stress ossidativo e la capacità di risposta immunitaria verso agenti esterni. A microbiota alterato, per esempio, corrisponde nel neonato un maggior rischio di patologia allergica». 

Arcaro prosegue spiegando che: «L’infiammazione ha un ruolo nell’arterosclerosi, nelle patologie oncologiche, in quelle neurodegenerative come l’Alzheimer e, secondo gli ultimi studi, anche nell’insorgenza dell’autismo. Essa si manifesta (come lo stress ossidativo o una debole risposta immunitaria) quando è in atto un’alterazione (o disbiosi) del numero di cellule batteriche o della proporzione delle specie batteriche tra loro». Una condizione, quella della disbiosi, che può dipendere dall’età del soggetto oppure può essere causata dallo stress, dall’uso improprio degli antibiotici, da uno stato patologico dell’intestino e non da ultima una dieta ricca di grassi e proteine. Non a caso il convegno si concluderà con l’intervento di uno chef francese che presenterà delle ricette gustose, ma nello stesso tempo attente alla salute del microbiota.

«La scoperta della correlazione tra disbiosi del microbiota e l’origine di molte malattie apre scenari terapeutici, in parte già in atto, molto importanti – conclude Arcaro–. Oggi grazie a tecniche di sequenziamento genico sulle feci possiamo stabilire esattamente il rapporto in percentuale tra le diverse specie presenti nel microbiota di ogni singolo individuo. L’obiettivo è di agire con probiotici (quelli che comunemente chiamiamo fermenti lattici) specifici, calibrati, in grado di modulare favorevolmente i più importanti processi di malattia».

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