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Rifiuti ingombranti nei pressi di Ponte Risorgimento
Rifiuti ingombranti nei pressi di Ponte Risorgimento

Ambiente

Il lungadige dimenticato tra Ponte Risorgimento e Ponte Catena

Dalla cadente Caserma Riva di Villasanta a Porta Fura imbrattata, dalle serre dismesse allo spettrale rudere del vecchio casello idraulico. E poi rifiuti di ogni genere.

Dalla cadente Caserma Riva di Villasanta a Porta Fura imbrattata, dalle serre dismesse allo spettrale rudere del vecchio casello idraulico. E poi rifiuti, di ogni tipo.

A Verona c’è un luogo dimenticato. Un luogo ricco di storia e di natura a due passi dal centro storico. Parliamo del lungadige sulla riva destra tra Ponte Risorgimento e Ponte Catena. Perché dimenticato? Basta percorrerlo per rendersene conto.

Si imbocca passando davanti alla cadente Caserma Riva di Villasanta dove i cartelli segnalano che è oramai in pericolo di crollo. Si attraversa Porta Fura, il complesso delle mura di epoca medioevale e poi austriaca, che si attesta sull’Adige all’altezza di Ponte Risorgimento. Il degrado addolora per gli sfregi colorati delle bombolette spray che deturpano le antiche pietre, per i rifiuti più vari in parte depositati dalle correnti di piena del fiume, ma anche da chi ritiene questo luogo nascosto perfetto come discarica urbana. C’è perfino l’avantreno in lamiera di un’automobile.

Porta Fura

Porta Fura

Salendo sulla strada alzaia colpisce la concentrazione in questo luogo di attività abbandonate, come le serre dismesse da decenni con ancora baracche e vecchi bancali di cemento fatiscenti dove la vegetazione spontanea cerca di sopraffare vecchie palme ammassate. Più avanti la desolazione diventa ancora più palpabile quando appare lo spettrale rudere del vecchio casello idraulico del demanio; intorno rifiuti e vegetazione lasciata a se stessa dominano la scena. Anche fuori dalla recinzione, sulla strada alzaia vera e propria, il panorama non cambia: un olmo con un grande ramo schiantato, erba a petto d’uomo e perfino alcuni grossi rotoli di un cavidotto di plastica blù gettati lungo la scarpata.

La “passeggiata” prosegue dietro la Scuola Media Dante Alighieri a fianco di una siepe di arbusti e tigli talmente aggrovigliati e in cattivo stato che sembra impossibile possa essere il confine di una scuola pubblica. Ma prima di arrivare a Ponte Catena non manca una lunga fila di automobili parcheggiate proprio sulla strada alzaia. Conseguenze di detto parcheggio: profonde buche allagate dopo ogni pioggia, paracarri in pietra divelti e rifiuti un po’ ovunque.

È strano che la città si sia dimenticata di questi 500 metri di fiume considerato che dalla parte opposta c’è Lungadige Cangrande, una delle strade più prestigiose di Verona con il rinomato edificio della Cattolica Assicurazioni e i lussuosi palazzi residenziali. Ma forse non è nemmeno tanto strano visto che il lungadige non ha nemmeno un nome e i luoghi senza nome è come non esistessero.

Alberto Ballestriero
Verona Polis

Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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