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Barbara Fiorio

Libri

Vittoria di Barbara Fiorio

Un libro che porta a riflettere sull’imprevedibilità della vita che, riservandoci eventi inattesi, ci coglie ogni volta impreparati a gestire situazioni, sentimenti, relazioni.

Vittoria è il romanzo di Barbara Fiorio, edito da Feltrinelli, presentato mercoledì 16 gennaio nell’ambito delle iniziative culturali dell’Istituto Banco BPM Palazzo Scarpa. Vittoria, un nome che suona quasi come una beffa per un romanzo segnato piuttosto dalla sconfitta, per una storia di sofferenza in cui un amore che improvvisamente finisce si accompagna a una profonda crisi  professionale, a un conto corrente che vira al rosso.  All’abbandono affettivo seguirà una lunga e faticosa elaborazione di lutto e l’identità di Vittoria ne uscirà profondamente trasformata. Scritto bene, il testo offre una lettura coinvolgente in cui facile è riconoscere pezzi dei nostri vissuti, delle nostre avversità. È un libro che porta a riflettere sull’imprevedibilità della vita che, riservandoci eventi inattesi, ci coglie ogni volta impreparati a gestire situazioni, sentimenti, relazioni.

vittoria barbara fiorioSoprattutto quando in gioco sono gli affetti, là dove a tema è l’abbandono di un partner, iI rimando corre alla vulnerabilità dell’amore, demone bizzarro, abile nel rapirci con momenti di estasi, folli emozioni, e altresì prodigioso nel virare repentinamente direzione tradendo ogni sentimento, promessa di eternità. Nel cortocircuito delle sue ambivalenze capita allora che la vita di coppia si scompagini, perda il suo equilibrio. Tutto si confonde rovesciandosi in una crescente incomprensione e incomunicabilità. Quando la porta poi si chiude e le valige dell’amante traslocano, è come se il mondo ci crollasse addosso. Nel buio delle stanze, dove ancora resiste il suo odore, la vita si rabbuia, perde di significato. Non ha più senso alzarsi, vestirsi, uscire, lavorare. In particolare è la professione a risentire di questa profonda crisi, a maggior ragione se questa, come nel caso di Vittoria che è fotografa, costituisce un’occupazione non stabile e tutta basata sulla creatività, inventiva. Bene si conosce l’incertezza economica, quando la fonte di guadagno già precaria, si dimezza.

L’urgenza di lavorare si fa impellente, ma sono note le difficoltà legate alla ricerca di un lavoro, in particolare se si è donna e magari, come la protagonista, non più giovani.  E là, dove tutto è solitudine e caos, fondamentale diventa allora il ruolo degli amici, quelli veri. Sono loro che possono intervenire per sostenere, accudire, consolare. Attraverso il cibo, la parola, proposte concrete. Sono sponde importanti. Ripartire, reinventarsi una vita, ricostruirsi una autonomia, è impresa ardua. Ci vuole tempo per recuperare autostima e fiducia nell’altro. Ma l’esperienza del dolore ha la peculiarità di modificare lo sguardo sul mondo, di aprire a conoscenze di sé inimmaginabili, attivando energie e creatività. Può far crescere perché trasforma interiormente. Non stupisce allora che, per necessità, si possa anche improvvisarsi come Vittoria cartomanti e si scopra che ancora una volta a soccorrerci e a salvarci è la relazione all’altro, la disponibilità all’accoglienza e all’ascolto come ricchezze di ogni incontro. Prima Cupido, poi i tarocchi, è di nuovo l’elemento irrazionale che, ammantandosi del fascino della magia, torna a governare la nostra vita, a mettere in scacco la ragione, ovvero le nostre granitiche certezze che mostrano così piedi d’argilla.

Corinna Albolino

Corinna Albolino
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Originaria di Mantova, vive e lavora a Verona. Laureata in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è poi specializzata in scrittura autobiografica con un corso triennale presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo). In continuità con questa formazione conduce da tempo laboratori di scrittura di sé, gruppi di lettura e conversazioni filosofiche nella città. Dal 2009 collabora con il giornale Verona In. corinna.paolo@tin.it

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