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Don Giovanni, allestimento di Enrico Stinchelli
Don Giovanni, allestimento di Enrico Stinchelli

Spettacoli

Il Don Giovanni di Mozart torna al Filarmonico nella visione di Stinchelli

L’opera mozartiana va in scena dal 27 gennaio al 3 febbraio e inaugura la Stagione Lirica 2019 del Filarmonico. Nel cast Andrea Mastroni, Pier Luigi Dilengite, Laura Giordano e Sylvia Schwartz.

L’opera mozartiana va in scena dal 27 gennaio al 3 febbraio e inaugura la Stagione Lirica 2019 del Filarmonico. Nel cast Andrea Mastroni, Pier Luigi Dilengite, Laura Giordano e Sylvia Schwartz –

Domenica 27 gennaio alle ore 15.30 torna sulla scena del Teatro Filarmonico di Verona, dopo 13 anni, Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, con cui Fondazione Arena inaugura ufficialmente la Stagione Lirica 2019.

Il nuovo allestimento di Fondazione Arena viene proposto per quattro date fino al 3 febbraio, con la regia e le scene di Enrico Stinchelli, i costumi di Maurizio Millenotti, il visual design di Ezio Antonelli e il lighting design di Paolo Mazzon. Sul podio del Filarmonico alla guida dell’Orchestra dell’Arena e del Coro, preparato da Vito Lombardi, debutta a Verona Renato Balsadonna, impegnato per la prima volta con questa partitura. Le repliche saranno il 29 e il 31 gennaio e il 3 febbraio.

Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni, come recita il titolo originale dell’opera, è un dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, composto da Mozart nel 1787 e rappresentato per la prima volta a Praga, con intramontabile successo, il 29 ottobre di quell’anno. Dell’opera buffa ha tutte le caratteristiche, con il suo realismo ed i personaggi popolari, ma con l’aggiunta del sovrannaturale: la statua che, invitata a cena da Don Giovanni, trascinerà il protagonista alla dannazione eterna. Sarà proprio questa commistione di tragico e comico a mostrare due facce della medesima realtà: Don Giovanni è infatti un’opera di grandi verità e immense bugie.

Nonostante sia considerato uno dei capolavori della musica e della cultura occidentale, Don Giovanni è stato poco rappresentato a Verona: fino al 2012 (con seconda edizione nel 2015) è stato un titolo inedito per il palcoscenico dell’Arena, così come era nuovo per l’Anfiteatro anche il suo compositore. Al Teatro Filarmonico invece fu messo in scena nel 2002 e nel 2006.

Enrico Stinchelli, regista di questo nuovo allestimento, debutta a Verona con un patrimonio di esperienza e riflessione che si ritroverà in pieno nel nuovo Don Giovanni che racconta così: «Sotto molti aspetti Don Giovanni è l’Opera per antonomasia. Flaubert diceva che tre erano le cose più belle create da Dio: il mare, l’Amleto e il Don Giovanni di Mozart. Ancora oggi dopo oltre 200 anni dalla sua prima esecuzione è un’opera aperta, carica di sottintesi e di dubbi irrisolti, campo di battaglia per registi pronti a tutto e palestra vocale e stilistica per cantanti forse non del tutto consapevoli delle enormi difficoltà poste da Mozart – racconta il regista –. Fate caso: Don Giovanni lascia a tutti la possibilità di sperimentare e di rischiare, è un’opera senza tempo, per questo ho scelto un’impostazione agile, dinamica, surreale a tratti, ma strettamente legata alla drammaturgia, perché Don Giovanni racconta una storia ben precisa. I bellissimi costumi di  Maurizio Millenotti sono il trait d’union con la grande tradizione, direi una garanzia di bellezza e di rispetto. Stinchelli spiega che l’idea che caratterizza questa nuova produzione, attraverso le scene realizzate da Ezio Antonelli «proietta in un altro mondo, che è puro “teatro nel teatro”. Un mondo fatto di luci e di proiezioni dinamiche, che narrano le vicende del grande libertino e svelano la potenza vittoriosa del protagonista, il quale si erge sopra tutti gli altri personaggi. Le proiezioni e il disegno luci, in stretta relazione con l’incalzare della vicenda e della musica, rappresentano la tecnologia più avanzata al servizio della tradizione, l’arma segreta per rilanciare lo spettacolo più costoso e complesso ma anche più affascinante che esista: l’opera» conclude Stinchelli.

Andrea Mastroni e Sylvia Schwartz, Don Giovanni

Andrea Mastroni e Sylvia Schwartz, Don Giovanni

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, afferma: «Siamo molto felici di questo Don Giovanni, opera tra le più longeve e trasversale alle arti e siamo soprattutto orgogliosi di aver trasformato, insieme al creativo e amico Enrico Stinchelli, il Don Giovanni, nella grande opportunità di creare appositamente una nuova produzione col marchio Fondazione Arena, grazie allo straordinario contributo dei nostri lavoratori – afferma Gasdia –. Sarà un Don Giovanni in grado di dimostrare che si può rendere grande servigio all’opera e al suo pubblico con la forza delle idee e l’amore per il bello, lavorando celermente e senza pretendere risorse economiche infinite, maestranze infinite, tempi infiniti. Una sfida coraggiosa che potrà diventare un trampolino per ridisegnare oggi l’approccio all’opera nel nuovo e sempre mutevole contesto storico».

Protagonisti, nei panni di Don Giovanni, Andrea Mastroni (27, 31/1 e 3/02) e Pier Luigi Dilengite (29/01), mentre George Andguladze sosterrà il ruolo del Commendatore per tutte le recite; Donna Anna sarà interpretata prima da Laura Giordano (27/1 e 3/2), poi da Sylvia Schwartz (29, 31/1), mentre si alterneranno come Don Ottavio Antonio Poli (27 e 29/1) e Oreste Cosimo (31/1 e 3/2); nel ruolo di Donna Elvira si avvicenderanno Veronika Dzhioeva (27, 31/1 e 3/2) e Valentina Boi (29/1), mentre Biagio Pizzutti vestirà i panni del fedele Leporello per tutte le recite. Davide Giangregorio sarà Masetto, insieme alla Zerlina di Barbara Massaro (27, 31/1 e 3/2) e di Cristin Aresenova (29/1). Impegnati Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme a numerosi mimi.

 

Redazione2
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