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Spettacoli

Con Anderloni millecinquecento studenti “dicono Dante”

In cammino verso l’anniversario del 2021 con un progetto che coinvolge gli studenti delle scuole secondarie

Alessandro Anderloni
Alessandro Anderloni

Un percorso di monologhi nelle scuole superiori di secondo grado di Verona e Vicenza, con il coinvolgimento di 1.500 studenti a “dire” e imparare a memoria alcune terzine di Dante Alighieri. Ad avviare l’iniziativa, da gennaio, è Alessandro Anderloni, regista e autore che sarà protagonista, nel prossimo triennio, di una serie di progetti in occasione dell’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri nel 2021.

Il progetto “Dire Dante”, promosso dall’associazione culturale Le Falìe e da Àissa Màissa, coinvolge in questa prima fase, fino a maggio, il liceo “A. Messedaglia”, gli istituti “G. Galilei” e “M. Polo” di Verona, il liceo “L. Calabrese – P. Levi” di San Floriano, il liceo “E. Medi” di Villafranca e l’istituto agrario “A. Trentin” di Lonigo. Altre scuole si aggiungeranno in un momento successivo, da ottobre.

«Come diceva il critico letterario Thomas Eliot», spiega Anderloni, «alla lettura della Commedia, anche non comprendendo del tutto il significato dei versi, può accadere di essere sferzati dalla forza della bellezza e della poesia. E i giovani questa forza la percepiscono subito. “Dire” con loro la Commedia è piantare un seme che si porteranno dentro per sempre». Non è una conferenza, sottolinea, «ma un’esperienza poetica. Gli studenti e le studentesse saranno invitati a dire e a imparare a memoria alcune terzine della Commedia, ascoltando e confrontandosi con i grandi attori che l’hanno detta prima di noi e con chi si è tentato di metterla in musica, a partire da Franz Liszt e la sua Dante Symphony. Infine, dopo un invito alla comprensione, ascolteranno dire un canto a memoria».

Piazza dei Signori, Verona

Piazza dei Signori, Verona

Sono più di 20 i monologhi che propone alle scuole per questa prima parte del progetto, tratti dalle tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. In due ore, Anderloni percorre sinteticamente le cantiche, confrontandole parallelamente con la vita di Dante, per arrivare poi a sviscerare uno dei canti, dandone nozioni base e indicazioni di metrica e dizione.  «Tentiamo di “Dire Dante” con la nostra voce, per farlo nostro. Sarà ogni volta diverso, unico e irripetibile – conclude –. L’impresa è folle, per citare il poeta, ma è lo stesso Dante a incoraggiarci a farlo, dandoci del tu, noi infimi lettori, ultimi tra coloro che si sono confrontati con il più grande poema mai scritto da un uomo».

Anderloni si occupa da anni della Divina Commedia che ha portato in scena più volte: a Roma coi bambini delle scuole primarie e a Verona in diversi allestimenti con gli studenti delle scuole secondarie. Al poema di Dante ha dedicato cammini poetici in molte parti delle Alpi, discese lungo l’Adige, itinerari nelle grotte della Lessinia e il ultimo suo lavoro, La Divina Commedia in forma di teatro danza con la coreografa Silvia Bertoncelli.

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