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arte dell'io e umanità - malattia

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L’ombra gettata dalla luce delle forze dello sviluppo

Rielaborare il significato della malattia nel contesto della sua evoluzione fisica, biologica, psichica e spirituale, tenendo conto delle leggi intrinseche alla biografia dell’uomo.

Sabato 8 e domenica 9 dicembre 2018, presso il Centro Studi Educativi Keleuthos di Parona si è tenuto il seminario Il processo di individuazione nella biografia: la malattia organizzato dall’associazione Arte dell’Io e Umanità. Il momento di formazione è stato condotto dal dott. Leonardo Marchiori, psichiatra e psicoterapeuta, membro dell’associazione Perseo, gruppo che vuole portare i contenuti dell’antroposofia nella psicoterapia.
Il titolo mette in relazione i due temi dell’incontro: il processo di “individuazione” dell’essere umano e il ruolo che ha la malattia (e in genere la crisi) in questo processo. Individuazione significa che ognuno nel proprio percorso biografico è chiamato a sviluppare forze che lo rendano sempre più autonomo e forte interiormente e, dal punto di vista antroposofico, anche a iniziare a sentirsi un Io in senso spirituale.

Tale processo di individuazione è stato affrontato utilizzando una fiaba dei fratelli Grimm La guardiana delle oche che attraverso immagini parla esattamente delle tappe interiori di questo processo. Una di esse è la separazione e l’elaborazione delle “forze del sangue”, cioè delle forze che ci vengono portate dai legami familiari; un’altra è rappresentata dalle crisi che inevitabilmente si hanno nella vita: in esse va in crisi l’identità della persona con possibilità di una ristrutturazione più avanzata; le malattie fisiche e psichiche sono parte inevitabile di questo processo mettendo in crisi l’identità sociale, corporea e psichica ma potendo innestare anche un profondo processo di trasformazione, specialmente verso un elemento di essenzialità rispetto alle cose della vita. La malattia fisica si sviluppa nel corpo dove non abbiamo coscienza, in una materia oscura per così dire; nella coscienza invece c’è la chiarezza della luce; la malattia vuole far  venire alla luce qualcosa  per potenziare coscienza e auto-coscienza e forza.

arte dell'io e umanità - malattia

2018/12/08 – Centro Studi Educativi Keleuthos – Un momento del seminario “Il processo di individuazione nella biografia: la malattia”

Questo si può vedere, come è stato fatto nel seminario considerando molte storie  dei partecipanti; esse si sviluppano in un certo ambito esistenziale (età, situazione nel mondo, situazione relazionale ecc), portano scompiglio ma si vede come spesso facciamo emergere nuove qualità; questo non avviene necessariamente nella stessa vita! Tali qualità possono anche venir acquisite spiritualmente nel passaggio tra una vita terrena e l’altra (è fondamentale in questo senso riconoscere pienamente il concetto di reincarnazione portatoci da Steiner) e quindi manifestarsi in una vita successiva. Rudolf Steiner afferma che ogni dote che abbiamo attualmente in questa vita deriva da malattie affrontate anche in vite precedenti: lo spirito, inteso come fattore reale ed efficiente, fa tesoro di queste esperienze terrene per apprendere e darci una corporeità migliore (e migliori possibilità) nel futuro. La terza tappa è molto una capacità di autoaffermazione che è presa di coscienza più profonda del proprio io e delle sue necessità di stare in piedi autonomamente (è il momento in cui nella fiaba la Guardiana sa dire di no). La quarta tappa è il salire di un grado nella coscienza di essere un’entità spirituale in cui l’io (principe) e l’anima (principessa) si trovano e sposano. Comincia a percepirsi, vivendo, una propria unità interiore e una liberazione (la parte ombra di sé è giustiziata, ossia nell’ombra si fa luce).
È il percorso dell’umanità e anche del singolo in essa e con Steiner si può dire che si potrebbe guardare ai fenomeni di malattia come ombre che sono gettate dalla luce delle forze dello sviluppo.

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