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Il Vangelo

La strada della giustizia, della condivisione e della nonviolenza

Cercate di condividere, cercate di fare ciò che è giusto, cercate di non essere prepotenti o arroganti. Giovanni chiede cose semplici, Invita a continuare a fare il proprio lavoro quotidiano.

Dal Vangelo di Luca
In quel tempo, le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Luca 3,10-18.

«Che cosa dobbiamo fare?»
È la domanda che facevano a Giovanni Battista tutti coloro che andavano ad incontrarlo nel deserto. È la stessa domanda che ci poniamo anche noi ogni volta che veniamo qui ad incontrarci con Dio nell’Eucarestia. È la domanda cruciale sul senso della vita. Che cosa cerchiamo? Cosa ci interessa? Perché veniamo qui? Qual è il desiderio profondo che ci accomuna tutti? Siamo tutti cercatori di felicità. Tutto quello che facciamo ha come scopo il cercare qualche momento di serenità, di gioia. Il filosofo Nietzsche diceva che: “Il problema della vita, coincide con quello della felicità”.  Allora possiamo anche dire che la domanda che ci facciamo continuamente tutti è: che cosa dobbiamo fare … per essere felici?

Che cosa risponde Giovanni?
Alla gente dice: “Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha”. Cercate di condividere. Agli esattori delle tasse consiglia: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”. Cercate di fare ciò che è giusto. Non accumulate. Ai militari raccomanda: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno”. Cercate di non essere dei prepotenti o degli arroganti. Giovanni non chiede alla gente di lasciare tutto e di ritirarsi nel deserto a fare digiuni. Non chiede di andare tutti i giorni nel Tempio a pregare. I consigli di Giovanni sono tutti consigli “laici”, non religiosi. Indica la strada della condivisione, della giustizia e della nonviolenza.

È un cammino, una proposta di vita che riguarda tutti credenti e non credenti. Giovanni non chiede miracoli, non chiede di “cambiare il mondo”. Chiede soltanto cose molto semplici Invita tutti a continuare a fare il proprio lavoro quotidiano. Chiede però di farlo in modo diverso. Perché c’è modo e modo di essere mamma o papà, c’è modo e modo di fare l’insegnante, di essere medico, di fare l’avvocato.

Per realizzare il sogno di Dio, per costruire un mondo più umano, non servono i miracoli, ma dei piccoli profeti che rendano straordinarie le cose di tutti i giorni. Dobbiamo avere tutti il coraggio di chiederci: “E io che cosa posso fare?” Se tornando a casa apro il mio armadio a vedo che è strapieno di vestiti, di scarpe, di oggetti che da anni non uso più. Se in cucina ha una dispensa così ricca che potrei sopravvivere per sei mesi senza andare al supermercato… Se … Giovanni oggi dice anche a me: Fai un primo piccolo passo. Incomincia a condividere. Sarà il Natale più bello della tua vita.

don Roberto Vinco
Domenica 16 dicembre 2018

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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

1 Comment

1 Comment

  1. Maurizio Danzi

    21/12/2018 at 12:42

    Condividere: mille accezioni dietro questa parola.
    Ho pensato ai funerali il senso della presenza degli amici.La condivisione del dolore quasi si sparge fisicamente.
    Quantomeno diventa più sopportabile.
    Condivisione come dono che ci arricchisce.
    Non nei grandi proclami non da balconi illuminati :ma da una grotta silenziosa

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