Connect with us

Hi, what are you looking for?

Archivio

L’Accademia rilegge la Zattera della Medusa con gli occhi di Manara

Franco Spaliviero, Giuseppe Pasinato, Milo Manara e gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Verona
Franco Spaliviero, Giuseppe Pasinato, Milo Manara e gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Verona con l'opera realizzata

Mercoledì 31 ottobre è stato presentato all Gran Guardia il lavoro degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona, nell’ambito dell’incontro “La donna tra immaginazione e realtà” organizzato dalla rete “Scuola e Territorio: educare insieme” in collaborazione con Prospettiva Famiglia e con il Liceo Artistico Boccioni Nani di Verona. Nel progetto, le eroine di alcune delle storie create e disegnate dal fumettista veronese Milo Manara sono state utilizzate dagli studenti dell’Accademia per rileggere un dipinto che ha compiuto 200 anni: la “Zattera della Medusa” di Théodore Géricault.

L’opera è stata realizzata sotto la guida del docente di Anatomia artistica Franco Spaliviero con il coordinamento del suo assistente Giuseppe Pasinato. «La sfida di questo lavoro – ha spiegato Spaliviero – è dare vita a una conversazione tra la celebre opera d’arte del Romanticismo francese e il fumetto popolare, erotico e autoriale, di un artista contemporaneo italiano». Il docente ha raccontato che in realtà l’opera è soprattutto «la ricerca di un dialogo sul passaggio tra il maschile di allora e il femminile sognante e potente di oggi, attraverso gli occhi del grande illustratore. La zattera porta, attraverso cambiamenti, flutti e varie avversità, le donne/eroine create da Manara in altrettanti anni di intensa carriera. Protagoniste che ancora attraggono e vivono grazie a un modello estetico che è arrivato a sedurre tre generazioni e che attrae entrambi i generi, in quanto estetico».

La grande opera su carta ha fornito lo spunto per una serie di domande rivolte dagli studenti al disegnatore, che ha raccontato la sua esperienza nel mondo del fumetto e dell’arte così come la sua visione del mondo femminile: «Negli anni ’60 non avrei avuto le stesse opportunità se fossi nato donna» ha dichiarato Manara addentrandosi poi, a partire dalla bellezza di una donna come Brigitte Bardot, a parlare della differenza tra erotismo e pornografia: «Il primo è un linguaggio che parla alla testa, il secondo si rivolge solo a una parte del corpo. Non mi interessa il sesso, ma ciò che trasgredisce il comune senso del pudore. Il disegno di rivolge alla testa veicolando qualsiasi messaggio».

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MEMORY BOOKS

Scarica gratis

COSA SONO I MEMORY BOOKS?
Approfondimenti su tematiche veronesi.
A COSA SERVONO?
Offrono una visione diversa di città.
QUANTO TEMPO PER LEGGERLI?
15 minuti.
PERCHÉ SCARICARLI?
Sono rari.
QUANTO COSTANO?
Nulla.

Advertisement
Advertisement

Advertisement

Altri articoli

Opinioni

Quello che i giovani non dovrebbero fare è scartare a priori ciò che affonda le radici nel passato, seminando una sorta di odio generazionale...

Opinioni

Lo studio prende in esame 22 parametri relativi alla struttura dei servizi e ai livelli di spesa. Un'indagine su povertà, disoccupazione, aspettativa di vita,...

Interviste

INTERVISTA – Andrea Castelletti: «Il teatro d’avanguardia riesce a coinvolgere giovani alternativi ma a Verona ciò che alternativo è sempre molto marginale. I nostri...

Editoriale

Alcuni spunti su come riorganizzare un partito che sta perdendo il contatto con gli elettori. Il feeling con i quartieri si ritrova con la...

Advertisement