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Ambiente

Ambiente e lavoro, meglio del reddito di cittadinanza

Con 10 miliardi di euro potrebbe essere avviato un programma di risanamento ambientale che creerebbe lavoro anche per il futuro, senza umiliare le persone controllandone gli acquisti.

Nel suo famoso saggio Collasso – come le società scelgono di morire o vivere Jared Diamond ha esaminato alcune popolazioni come i maya, gli anasazi e gli abitanti dell’Isola di Pasqua, ed ha concluso che queste culture si sono estinte perché non hanno saputo prevedere in tempo gli effetti delle loro azioni sull’ambiente. Da questa prospettiva storica l’autore ha analizzato una dozzina di problemi odierni che vanno dall’estinzione di molte specie allo sfruttamento esagerato del pianeta, che stanno rendendo la vita degli uomini non più sostenibile e potrebbero creare difficoltà di sopravvivenza per molte popolazioni se non verranno presi provvedimenti urgenti.

Di questi problemi è investita in pieno l’Italia con costi altissimi per la comunità. Secondo l’Associazione Nazionale Bonifiche il disseto idrogeologico ci costa 2,5 miliardi di euro all’anno, senza contare le migliaia di ettari di bosco che bruciano tutti gli anni, 75.000 Ha solo nel 2017. Il consumo del suolo non accenna a diminuire, 52 Km2 solo nel 2017, con un costo stimato secondo l’ISPRA di 2 miliardi all’anno. L’inquinamento delle acque è fuori controllo nonostante migliaia di denunce e arresti, secondo Legambiente sono stati 19.564 nel 2018, mentre le coste e le rive dei fiumi sono invasi dalla plastica. Abbiamo quattrocento specie animali in pericolo di estinzione. Molte città hanno l’aria sempre più irrespirabile, mentre verde e trasporto pubblico sono inadeguati per mitigarne gli effetti. Siamo ancora dipendenti dai combustibili fossili e importiamo il 76% dell’energia che consumiamo. Oltre metà dell’acqua potabile va persa da acquedotti colabrodo, ecc.

Ma non basta, all’inizio di ottobre è uscito l’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento del clima: con l’attuale livello di emissioni il famoso grado e mezzo fissato con gli accordi di Parigi tre anni fa verrà superato già nel 2040, e alla fine del secolo arriveremo addirittura a tre gradi. La situazione che ci aspetta è nota ma si presenterà prima del previsto: siccità, carestie, migrazioni, guerre, incendi, inondazioni, povertà. Per evitare questo apocalittico scenario, secondo i 91 scienziati ingaggiati dall’ONU, il mondo ha bisogno che i governanti prendano delle decisioni immediate e drastiche senza precedenti.

Tuttavia a giudicare dalle reazioni non sembra che il Rapporto ONU preoccupi il nostro governo impegnato invece a trovare i soldi per finanziare il Reddito di cittadinanza. È bizzarro che l’Italia, che ha un bisogno estremo di essere risanata con una quantità di lavoro enorme da svolgere, spenda 10 miliardi di Euro per dare 780 euro al mese a 6 milioni di persone per non fare nulla. L’idea di ridurre le disuguaglianze è giusta ed e’ vero che questo tipo di aiuto sociale esiste anche in altre nazioni come Germania, Francia e Regno Unito, ma in questi paesi il contributo erogato è molto più basso del Reddito di cittadinanza, la disoccupazione giovanile non raggiunge i livelli drammatici dell’Italia, non hanno il 3ª debito pubblico più alto al mondo e la loro situazione ambientale è migliore di quella italiana.

Con 10 miliardi di euro invece potrebbe essere avviato un programma di risanamento ambientale che creerebbe posti di lavoro veri anche per il futuro senza umiliare le persone controllandone gli acquisti come previsto dal Reddito di cittadinanza. Basti pensare alla lotta ai cambiamenti climatici con interventi nel settore delle energie rinnovabili, dei trasporti pubblici, delle ciclabili; ai provvedimenti a favore della scuola, l’università e la ricerca; al ripristino e prevenzione dei disastri idrogeologici e al risanamento delle acque; al recupero delle periferie e dei centri storici; al favorire un’agricoltura sostenibile; alla pulizia delle coste e dei fiumi; all’incremento del verde pubblico; alla lotta alle ecomafie e molto altro.

È strano che proprio il Movimento 5Stelle, che aveva l’ambiente tra i suoi obiettivi fondanti, non abbia saputo elaborare alcuna iniziativa in tal senso, ma ancora più strano appare l’atteggiamento del PD che sul tema dell’ambiente non sembra in grado di proporre un’alternativa credibile.

Alberto Ballestriero
Verona Polis

Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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