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Necessario impegno collettivo per una città accessibile da tutti

È importante che le iniziative realizzate da Nicoletta Ferrari e la sua disMappa mantengano una continuità, per le concrete finalità che rappresentano nei vari contesti sociali.

Il 27 settembre 2018 è venuta a mancare Nicoletta Ferrari, cittadina veronese, conosciuta in diversi contesti anche extraeuropei legati ai molteplici problemi delle disabilità. La sua forza di volontà l’ha portata a diventare un esempio concreto ed un’autentica protagonista nel campo dell’handicap, per il quale aveva costituito l’associazione disMappa, divenuta autentico esempio positivo per la ricerca di ogni possibilità di integrazione delle persone nei vari contesti e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nicoletta Ferrari ha vissuto i suoi ultimi anni, quasi trenta, su una sedia a rotelle, su cui era stata costretta a seguito di un incidente stradale. Il motto da lei coniato era: «Accessibile è meglio», divenuto una  parola d’ordine che l’accompagnava nel corso delle ricerche degli ostacoli, anche quelli apparentemente invisibili, per sottolineare la necessità di idonee soluzioni. Moltissime sono stati i riconoscimenti a lei attribuiti per il suo incessante impegno, durante il quale ha saputo raccogliere e produrre documentate testimonianze, che rappresentano un autentico patrimonio dell’associazione da lei costituita.

È proprio per l’impegno profuso da Nicoletta con tanta disinteressata generosità sulle difficoltà esistenti per coloro che sono costretti a convivere con le diverse forme di disabilità, che ritengo sia importante che le iniziative da lei realizzate abbiano una continuità per le concrete finalità che rappresentano nei vari contesti sociali. Considero importanti le iniziative che l’amministrazione del Comune di Verona si è impegnato a sostenere in tale ambito. Ritengo, tuttavia, che debbano affiancarsi a questi impegni anche le varie aziende pubbliche, in particolare l’AMT ed APT, per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto, dotando gli stessi delle necessarie piattaforme per l’accesso delle persone disabili. Analogamente, anche l’ATER e l’AGEC dovrebbero approntare un piano di interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche esistenti all’interno degli spazi comuni e negli edifici di edilizia residenziale pubblica, in particolare nelle rampe ai piani seminterrati, ai gradini di accesso agli edifici e soprattutto per alcuni servizi interni ai singoli alloggi.

Una città vivibile con spazi accessibili da tutti rappresenta una necessità, anche per una popolazione proiettata verso età sempre più elevate. Per questo la collettività deve avere il raggiungimento di questo obiettivo come una delle maggiori priorità. Credo che queste considerazioni possano – anzi debbano – interessare i rappresentanti delle municipalità, comprese le circoscrizioni, le organizzazioni sindacali (in particolare quelle dei pensionati) ed infine coloro che progettano e realizzano spazi, servizi, strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Giuseppe Braga

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Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Ha lavorato alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. È stato dirigente e membro della segreteria FIMCISL di Verona; dirigente e Segretario generale Federchimici CISL di Verona; Segretario generale SICET CISL di Verona e Responsabile organizzativo Confederazione; consigliere di terza Circoscrizione in Borgo Milano. Durante l’attività sindacale ha ricoperto varie cariche. giuseppe.braga@gmail.com

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