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Sì del Consiglio comunale alla mozione antiabortista, le reazioni

Giovedì 4 ottobre il Consiglio comunale di Verona ha approvato, con 21 voti favorevoli e 6 contrari, la mozione a firma del consigliere Alberto Zelger (Lega Nord) che impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale “Culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona “Città a favore della vita. Riportiamo di seguito le reazioni al voto del Consiglio giunte in redazione.

Alessia Rotta (deputata PD). «Nella notte Verona e le sue cittadine hanno subito uno schiaffo inaccettabile. Il voto del consiglio comunale per dichiarare Verona “città a favore delle vita” ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini. La nostra città non deve dare ulteriori prove di essere a favore della vita: Verona è medaglia d’oro della liberazione dal nazifascismo e la vita l’ha difesa e tutelata con il coinvolgimento di tutta la popolazione. L’approvazione nottetempo delle mozioni leghiste, invece la rende un luogo ostile alle donne e carico di ipocrisia. Spiace che anche all’interno del Partito Democratico Veronese ci sia chi, come Carla Padovani, non abbia capito la gravità di quanto la Lega stava cercando di fare, rendendo il corpo delle donne una merce di scambio politico. Una grave responsabilità sia verso le cittadine e i cittadini, sia per non aver informato il gruppo e per non averlo rappresentato, ma abbiamo la consapevolezza che si tratta di una posizione del tutto personale. Gli aiuti effettivi per diminuire gli aborti non arrivano attraverso il finanziamento di associazioni antiabortiste, ma con strutture adeguate per la piena applicazione della legge 194, con programmi educativi per il controllo delle nascite e della fertilità, con l’implementazione delle case d’accoglienza, con un adeguato supporto per le situazioni di fragilità. In una parola, col welfare».

Silvia Benedetti (seputata Gruppo Misto MAIE). «Proprio nell’anniversario dei quarant’anni della legge 194, viene proposta dalla maggioranza del comune di Verona una mozione che attacca il diritto delle donne di abortire. Trovo inaccettabile che, dopo quarant’anni, sia ancora sotto attacco il diritto all’autodeterminazione e che le donne debbano combattere per difendere ciò che hanno conquistato decenni fa. Ancora una volta il corpo della donna viene alienato e trasformato in terreno di scontro ideologico. In questi mesi stiamo assistendo a una vera e propria aggressione ai diritti civili. Penso ad esempio al DDL Pillon, che presenta in modo inquietante contenuti similari, dal punto di vista ideologico, alla mozione veronese e a cui mi opporrò strenuamente in Parlamento. Non possiamo rinunciare alle conquiste degli ultimi decenni come nulla fosse».

Luigi Ugoli (Segretario cittadino Pd Verona). «Per la Segreteria che rappresento intendo precisare che la posizione del Partito Democratico di Verona sulla mozione anti-abortista discussa e votata nel consiglio comunale di ieri sera, coincide con la posizione espressa dalla maggioranza del gruppo consiliare Pd che ha respinto la proposta del consigliere Zelger. Votando difformemente dal gruppo e dall’orientamento del partito, la capogruppo Carla Padovani ha inteso esercitare la propria libertà di coscienza su un tema come l’aborto, effettivamente sensibile perché etico. Se questo è un suo diritto, che attesta tra l’altro l’identità plurale del Patito Democratico, non ci si può nascondere tuttavia che tutti coloro, all’interno e fuori dal Pd, che come la consigliera Padovani provengono da una cultura di matrice, fede e ispirazione cattolica e cristiana, avevano colto da subito la strumentalità e l’inutilità di portare all’ordine del giorno di un consiglio comunale un tema delicato già regolato da Legge dello Stato come l’interruzione di gravidanza. E a chi ci chiede che cosa c’è di male nel supportare l’attività di tre associazioni che lavorano per la prevenzione e l’assistenza alle giovani madri, rispondiamo: perché proprio queste tre associazioni e non altre? La ragione sta nelle premesse della mozione che surrettiziamente cercano di far passare, con la sua approvazione, delle valutazioni di ordine politico sulla Legge 194 il cui bilancio, per quanto ci riguarda, rimane positivo anche a distanza di 40 anni dalla sua entrata in vigore».
Precisazioni. Per la Segreteria che rappresento intendo precisare che la posizione del Partito Democratico di Verona sulla mozione anti-abortista discussa e votata nel consiglio comunale di ieri sera, coincide con la posizione espressa dalla maggioranza del gruppo consiliare Pd che ha respinto la proposta del consigliere Zelger. Votando difformemente dal gruppo e dall’orientamento del partito, la capogruppo Carla Padovani ha inteso esercitare la propria libertà di coscienza su un tema come l’aborto, effettivamente sensibile perché etico. Se questo è un suo diritto, che attesta tra l’altro l’identità plurale del Partito Democratico, non ci si può nascondere tuttavia che tutti coloro, all’interno e fuori dal Pd, che come la consigliera Padovani provengono da una cultura di matrice, fede e ispirazione cattolica e cristiana, avevano colto da subito la strumentalità e l’inutilità di portare all’ordine del giorno di un consiglio comunale un tema delicato già regolato da Legge dello Stato come l’interruzione di gravidanza. E a chi ci chiede che cosa c’è di male nel supportare l’attività di tre associazioni che lavorano per la prevenzione e l’assistenza alle giovani madri, rispondiamo: perché proprio queste tre associazioni e non altre? La ragione sta nelle premesse della mozione che surrettiziamente cercano di far passare, con la sua approvazione, delle valutazioni di ordine politico sulla Legge 194 il cui bilancio, per quanto ci riguarda, rimane positivo anche a distanza di  40 anni dalla sua entrata in vigore.

Michele Bertucco (Sinistra e Verona in Comune). «Ieri sera è stata approvata la mozione 434 (con il voto favorevole della capogruppo PD – Carla Padovani) presentata dai consiglieri Zelger, Comencini, Ferrari Leonardo, Bacciga, Russo e dalle consigliere Bressan, Drudi e Grassi. Posta sotto il titolo Iniziative per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della legge 194/1978, la mozione, pervenuta al Consiglio comunale il primo ottobre scorso, è stata modificata rispetto a quella depositata in precedenza, e mai discussa.Le variazioni non sono prive di significato, perché cancellano le cifre e le statistiche, desunte da fonti ignote, che avrebbero dovuto comprovare, guarda caso, non solo i fallimenti, ma il potere criminogeno della legge in questione, capace di creare guasti a tutti i livelli: fisici, psichici, socio-antropologici, estetici … Non manca niente, in tale mozione, dell’armamentario solito, quello che mette insieme argomenti disparati, per lo più truci e vagamente terroristici, nel tentativo di demonizzare la legge e, neanche troppo implicitamente, le donne che ad essa fanno ricorso. Invece che provvedere a cancellare dati forse farlocchi, bastava attingere a quelli, fino a prova contraria sicuri,forniti dall’Istituto Superiore di Sanità: se non che, proprio da questi si evince che la legge 194, a dispetto dei molteplici tentativi messi in atto per impedirne la piena attuazione, abbia svolto il suo compito primario: tutelare la salute della donna, libera di autodeterminarsi nella difficile scelta di abortire».

Diego Zardini (deputato PD). «La destra sta tentando di trasformare Verona nell’avamposto conservatore d’Italia, ma non ci riuscirà. Con una mozione illiberale, misogina e antistorica, la maggioranza in Consiglio comunale attira l’attenzione nazionale sfregiando l’aura internazionale e cosmopolita della città. Verona dovrebbe essere la porta dell’Europa e invece la sua classe dirigente politica si riduce a discussioni con un armamentario ideologico pre illuministico. Le donne e gli uomini di Verona non si riconoscono in questa immagine povera e gretta che state offrendo al mondo. Non vi permetteremo di arginare le libertà conquistate nel secolo scorso».

Mariapia Mazzasette (Segreteria Confederale CGIL Verona). Da ieri Verona è diventata “città a favore della vita”. In occasione del 40° anniversario della legge 194/1978 è stata approvata dalla maggioranza del Consiglio comunale una mozione che ricaccia la nostra città nel medioevo. Citando dati provenienti da fonti perlomeno discutibili, si afferma tra l’altro che la legge 194 avrebbe incentivato il ricorso all’aborto, piuttosto che contrastare quello clandestino. Sulla base di premesse assolutamente antiscientifiche, si decide che il Comune debba “adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita”, destinando un “congruo” finanziamento ad associazioni cattoliche veronesi. Il testo approvato è per tutte le donne fortemente offensivo e indigna profondamente. Secondo gli estensori e sostenitori della mozione, la donna è evidentemente una persona superficiale che ricorre all’aborto per mancanza di informazioni, per pigrizia, per dispregio della vita, quando basterebbe “un piccolo aiuto economico” per evitarlo. Il Coordinamento Donne e l’intera CGIL di Verona respingono con forza questa concezione oscurantista e dispregiativa della donna. In un periodo in cui la restrizione delle risorse pubbliche porta a continui tagli ai servizi sociali ed i consultori, previsti dalla legge 194, soffrono carenza di risorse umane e strumentali, a Verona si finanziano associazioni private amiche e si utilizza l’alibi della difesa della vita per limitare scelte e diritti.

Marco di Pasquale (Liberi e Uguali Verona). «Una mozione approvata nella notte per dichiarare Verona “città a favore della vita” e per inserire nell’assestamento di bilancio fondi per iniziative e associazioni contro l’aborto. Il consiglio comunale a maggioranza centrodestra ha dato il via libera al documento della Lega con la sottoscrizione del sindaco Federico Sboarina e pure con il voto a favore della capogruppo Pd Carla Padovani. Ventuno sono stati i voti a favore e sei i contrari, tra cui quello del consigliere di Sinistra e Verona in Comune Michele Bertucco; respinta invece la proposta per la sepoltura automatica dei feti abortiti. In Aula erano presenti anche le femministe di “Non una di meno“, vestite da ancelle in segno di protesta con i costumi della serie tv “Handmaid’s Tale” ispirata al romanzo di Margaret Atwood: dopo l’approvazione sono state fatte allontanare dall’aula e hanno poi denunciato l’accaduto su Facebook. La decisione ha provocato numerose polemiche. Noi, compagne e compagni di Liberi e Uguali Verona, esprimiamo la nostra profonda contrarietà nei confronti di questa mozione che attacca in modo grave ed inaccettabile la libertà di scelta, cruciale su questo tema. Siamo a fianco delle lotte portate avanti con coraggio da Non una di meno: oggi più che mai è necessario un fronte ampio che si esprima senza remore contro questa deriva retrograda e preoccupante».

Guido Comazio (Segretario provinciale Partito Comunista Italiano – Federazione di Verona). «Parte dalla nostra città di Verona, come spesso è accaduto in questi ultimi anni, un attacco ai diritti acquisiti dalle donne in decenni di lotte. Si parla della mozione approvata in Consiglio Comunale giovedì scorso, contro la legge 194. Questo attacco ha origine dalla Lega (Nord) che, qui più che altrove, si è sempre contraddistinta per i suoi legami con l’estrema destra e con il fondamentalismo cattolico. Fa scalpore, ma non dovrebbe stupire più del necessario, che a favore di tale mozione abbia votato anche la capogruppo del PD, partito che dopo aver contribuito a demolire i diritti dei lavoratori in anni di governi neoliberisti, comprende al suo interno anche soggetti che vorrebbero limitare anche i diritti civili. Sta a noi dimostrare che esiste un’altra Verona, che lotta e che non si arrende a diventare ‘la Vandea d’Italia’».

Elisa La Paglia, Stefano Vallani, Federico Benini (Consiglieri comunali PD Verona). «I consiglieri comunali del Partito Democratico sfiduciano la capogruppo Carla Padovani per quanto di grave e inaccettabile accaduto nel corso del Consiglio comunale di Verona di giovedì 4 ottobre durante la votazione della mozione antiabortista sostenuta dalla Lega e dal Sindaco di Verona. La posizione di adesione alla mozione espressa dalla capogruppo è inaccettabile perché tale mozione mistifica principi e risultati della Legge 194, che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nell’emancipazione non solo della donna ma della società italiana intera; tenta in modo strumentale di colpevolizzare la figura della donna riconducendo la dolorosa scelta dell’aborto all’origine del processo di calo demografico del Paese; attacca gratuitamente la credibilità di presidi di salute fondamentali come i consultori e ospedali; bolla come “uccisioni  nascoste” lo scarto di embrioni in uso nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita; strumentalizza la funzione di un consiglio comunale chiamato ad amministrare le risorse pubbliche e non a fare propaganda. Per tutti questi motivi crediamo che la consigliera Padovani non sia più compatibile con il ruolo di capogruppo di una forza che vuole essere d’alternativa e sconfiggere i beceri populismi, pertanto ne chiediamo formalmente le dimissioni».

 

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    Giorgio Montolli

    05/10/2018 at 17:01

    Non voglio entrare nel merito della mozione Zelger, della 194 e dei diritti delle donne ma solo rendere noto che per ragioni personali conosco una delle realtà che seguono donne per le quali la propria condizione personale di indigenza e solitudine è determinante ai fini di decidere sulla maternità. L’associazione fornisce un’alternativa di integrazione e lavoro, un ambiente solidale, che è quanto serve, a volte, per scegliere liberamente di non abortire, evento sempre traumatico. Si tratta di un aiuto che permette di esercitare pienamente una libertà che altrimenti verrebbe a mancare, senza coercizioni. Come detto non voglio entrare nel merito della 194, della Mozione approvata dal Consiglio comunale e dei soldi pubblici che verranno stanziati ma solo far presente il lavoro di queste persone.

  2. Avatar

    Maurizio Danzi

    06/10/2018 at 14:57

    Dichiaro da subito di essere veronese e di essere cattolico. Quindi a differenza del segretario del PCI di sapere da sempre di essere nella Vandea d’Italia. Per completare il pensiero del compagno Comazio vorrei ricordargli il contributo dei cattolici all’interno del vecchio Pci semplicemente citando tre nomi: Ermanno Guerrieri Raniero la Valle, Mario Gozzini.
    Ritorniamo all’argomento: non conosco Carla Padovani so chi è e chi rappresenta il signor Zelger: chiedo ai rappresentanti del PD consiglieri, onorevoli, capi bastone: vista la posizione mediatica era il caso di arrivare alla decisione di ieri sera per postare articoli scandalizzati?
    La signora Padovani consigliere da più amministrazioni ha espresso una posizione che era nota anche al bar Corsini fuori dal comune, chiedo: è questo il frutto del vostro confronto? Qualcuno ha votato con Tosi e Ama Verona. E’ questa opposizione che proponiamo?
    Questa amministrazione ne ha fatte di ogni tipo e chi l’ha contrasta?
    Benvenuto a chi è tornato tra noi dopo una lunga pausa. Il PD troverà un segretario? E prima riuscirà a confrontarsi al suo interno e con la società civile?. Nulla accade per caso se non con un silenzio complice.

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