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Territorio

I cittadini chiedono un Tiberghien a misura di comunità

Progetto ex Tiberghien, Filippo Forlati
Illustrazione dell'ingegnere Filippo Forlati per il progetto sull'ex Tiberghien.

Il 24 settembre Azione Comunitaria, associazione che unisce veronesi di diverse culture e visioni politiche nel nome di una cittadinanza attiva, ha consegnato al Comune, tramite posta certificata, la documentazione delle Osservazioni al Piano degli Interventi, Variante 23 scheda RA28 riguardante i progetti sul Tiberghien. In due settimane sono state raggiunte 1332 firme di cittadini e cittadine.

Quello che viene chiesto di realizzare sulla proprietà dell’ex lanificio è: una Sala della Comunità, ovvero una «sala polifunzionale dedicata alle varie forme di arte che consentano alla popolazione di uscire di casa e incontrarsi nel segno della bellezza, — spiegano Marisa Sitta Mauro Tedeschi, copresidenti di Azione Comunitaria, al fine di — contrastare fenomeni di solitudine ed isolamento»; uno spazio dell’area commerciale dedicato «all’autoproduzione, al chilometro zero, ai prodotti DOC DOP IGP di matrice locale per contrastare la cultura del centro commerciale mortifica il territorio»; infine aumentare lo spazio verde e  «tener conto dell’ecosistema locale per far diventare il Tiberghien la nuova porta orientale della città».

Con tale richiesta i cittadini hanno dichiarato di non voler mettere in discussione l’equo guadagno che la proprietà ha diritto a ricevere ma che «quando si interviene così pesantemente all’interno dei quartieri (si pensi solo alla viabilità), l’equilibrio tra gli interessi pubblici e privati dev’essere sempre garantito». Sitta Tedeschi hanno invece dubbi sul reale bisogno di nuovi appartamenti in un quartiere come Verona Est, già ricco di case sfitte e abbandonate, e preoccupazioni sulla scelta di un tavolo tecnico auto-costituito: «Non abbiamo avuto notizia della presenza a Verona di una Camera dei Lord dove costruttori, ingegneri, proprietari ed altri portatori di interessi deciderebbero in autonomia sul futuro dell’area, mentre è in pieno svolgimento la consultazione istituzionale di cittadini e cittadine. Per noi esistono i consiglieri comunali e il sindaco, regolarmente eletti, tutto il resto ne consegue» conclude l’associazione, che esprime preoccupazioni anche sulla possibile privatizzazione data dal progetto del centro sportivo “Adige Docks”.

Azione Comunitaria, con le altre associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa, «costituisce un presidio permanente su questi problemi e chiamerà a raccolta i cittadini e le cittadine che ci hanno messo la faccia e la firma», garantendo una «mobilitazione non violenta, civile e creativa per ottenere dei risultati concreti».

Con l’associazione dei cittadini si schiera Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune che prevede la risposta sarà: «picche, perché c’è già un accordo con la proprietà (Verona 2007 srl) che prevede di aumentare il commerciale di 2.000 mq e di inserire anche delle aree destinate a turistico alberghiero — ribadendo che — la soluzione viene blindata per i cittadini a favore del privato».

Della stessa opinione il gruppo consiliare PD Verona formato da Stefano VallaniFederico BeniniElisa La PagliaCarla Padovani: «La delusione dei cittadini che hanno presentato le osservazioni sul Tiberghien è il risultato dell’iter a dir poco anomalo, sostanzialmente estraneo alla logica amministrativa, adottato dall’assessore Segala — spiegando che — i cittadini hanno presentato le loro richieste su un progetto che nel frattempo è cambiato in corsa: annunciando, ad osservazioni ancora aperte, l’accoglimento della nuova proposta di riqualificazione a base alberghiera, il gruppo di lavoro tecnico voluto ha svolto una funzione deliberante con il risultato di cambiare le carte in tavola (i contenuti della scheda norma approvata dal Consiglio in prima lettura) e mettere fuori gioco qualsiasi altro tipo di osservazione». I consiglieri del Partito Democratico chiedono, come già fatto per l’ex Manifattura Tabacchi «anche per il Tiberghien l’istituzione di una commissione temporanea o di un tavolo rappresentativo che si occupi non tanto di correggere il singolo intervento, ma di armonizzare tutti gli interventi previsti a Verona Est», questo per fare in modo che gli investimenti dei privati non rimangano «fini a se stessi, ma vadano a soddisfare le esigenze dei quartieri nei quali vengono calati».

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