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Spettacoli

Dita di dama al Cinema Teatro Nuovo di San Michele

Il lavoro al femminile visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60 si vede costretta ad andare a lavorare in fabbrica

Dita di dama
Laura Pozone

Lunedì 24 settembre, alle  17:15 al Cinema Teatro Nuovo di San Michele (via V. Monti 7/c Verona), si terrà lo spettacolo teatrale Dita di dama tratto dal romanzo di Chiara Ingrao con Laura Pozone. L’adattamento è di Laura Pozone e Massimiliano Loizzi, scene Paola Tintinelli. Produzione Teatro della Cooperativa e Aparte Ali per l’Arte. L’evento è promosso dalla CGIL Camera del Lavoro di Verona ed è aperto a tutte e tutti. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Francesca e Maria, due diciottenni cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana: una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma sono i padri, a decidere per loro: una studierà legge, l’altra andrà in fabbrica. Siamo nel 1969, l’autunno caldo. «L’autrice ci teneva moltissimo a non raccontare gli anni di piombo e il Sessantotto, che hanno portato alle bombe e al terrorismo −. spiega Laura Ponzone − Come sottolinea lei, e io sono perfettamente d’accordo, in caso contario si mettono in primo piano i terroristi. E non è così. Viene raccontato un altro aspetto: il 1969 operaio, fatto di conquiste e di lotte che hanno portato tanti benefici, frutto delle battaglie di donne e uomini scesi in piazza a combattere in prima persona».

Attraverso gli occhi di Francesca vediamo quindi scorrere la storia e scopriamo la nuova vita di Maria e delle altre operaie, sempre in bilico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante. Il cottimo, i marcatempo, gli scioperi, il consiglio di fabbrica. Sullo sfondo il turbinio dell’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, dallo Statuto dei lavoratori alle ribellioni in famiglia. Maria, da timida e impacciata ragazzina che in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta salda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, “una con le palle”; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.
Gli anni ’70, raccontati non attraverso lo stereotipo degli “anni di piombo”, ma indagando percorsi di libertà e di dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente.

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