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Territorio

Degrado e abbandono: le case al grezzo a Verona Est

Negli anni ’90 nella zona di San Michele è iniziata la costruzione di quasi duecento appartamenti, ma i lavori non sono mai stati terminati. Abusivismo e negligenza hanno messo in stallo gli edifici per oltre 10 anni. Abbiamo sentito i rappresentanti della Settima circoscrizione e le voci della comunità per capire come sia la situazione oggi

Via Confortini, Borgo Venezia, Verona
Via Confortini, Borgo Venezia, Verona

Percorrendo via Cernisone in Borgo Venezia la sensazione è quella di degrado e abbandono. Lo scenario è lontano dalla normalità: tanti edifici risentono dell’incuria del tempo e alcuni sono diventati il ricovero di fortuna per i senzatetto. Solo i civici 2A, 2B e 2C sono stati completati, anche se dentro non ci abitano che poche famiglie, il resto sono villette al grezzo bloccate da cancelli e strutture provvisorie in rete di ferro, che chiudono gli ingressi per evitare intrusioni e atti di vandalismo.

Mancano gli allacci alla rete elettrica e da fuori si vedono tubi e cavi scoperti, il tutto circondato da erbacce che negli anni si sono insinuate ovunque. I residenti sperano che la situazione «si normalizzi presto e che vengano ultimate e vendute le case». C’è sconforto per uno stallo che dura da oltre 10 anni: «Sulle case al grezzo non si possono nemmeno imporre le tasse — lamenta una signora che abita lì vicino  — quindi la proprietà potrebbe non avere interesse a terminare i lavori».

In via Cernisone solo una parte delle villette è stata ultimata. Il motivo lo spiega Marco Falavigna, presidente della 7ª Circoscrizione (Battiti per Verona): «Quelle di via Cernisone sono case di pregio, con finiture di lusso e gli standard energetici migliori dei primi anni Duemila. Per questo i prezzi di mercato sono alti, ma il fatto che lì vicino ci siano appartamenti abbandonati e una conseguente situazione di degrado fa sì che tanti abbiano deciso di cercare casa altrove, svuotando il quartiere».

Stessa situazione si ritrova nella parte di via Monte Tesoro che affaccia su via Confortini: anche qui ci sono enormi palazzoni lasciati al grezzo e invenduti, solo un complesso è ultimato, ma ci abita soltanto una persona. Il presidente Falavigna spiega che «terminare le case e metterle sul mercato è il nostro primo obiettivo, cerchiamo così di riqualificare il quartiere e richiamare giovani».

Civico 2C Via Cernisone, ultimato e disabitato

Via Cernisone

Don Piergiorgio Soardo, parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo racconta: «Attraverso i fedeli monitoriamo il territorio e per quanto riguarda le case abbandonate non c’è paura, quanto una decisa richiesta di decoro urbano per far tornare il quartiere a vivere». Anche Patrizio Spadi, responsabile del Circolo ricreativo NOI, parla del contesto sociale: «Quello che turba davvero di questo degrado abitativo è il fatto che tanti giovani siano costretti a cambiare quartiere perché non trovano case a buon mercato, e allo stesso tempo vedere nella zona tanti abitati sfitti, o nemmeno terminati. Il quartiere sta inevitabilmente invecchiando e questa situazione peggiora le cose. In più le case che sono sfitte da anni avranno bisogno di interventi di restauro e si dovrà verificare che gli allacci funzionino ancora. È un vero peccato, perché nella zona i servizi non mancano, ci sono scuole, centri ricreativi, supermercati e buoni collegamenti con le linee dei mezzi pubblici. Inoltre, una volta sistemata anche la questione dell’ex-Tiberghien, il quartiere potrebbe diventare un importante polo attrattivo».

La questione delle case lasciate al grezzo era già stata sollevata dal Consigliere comunale Stefano Vallani (Partito Democratico) e dal Consigliere della 7ª Circoscrizione Carlo Pozzerle (Partito Democratico) che avevano portato all’attenzione dell’opinione pubblica il disagio dei residenti. Per Vallani: «Le concessioni edilizie per queste case risalgono agli anni ’90, infatti le prime abitazioni sono state ultimate tra quegli anni e i primissimi 2000, ma poi tutto si è bloccato. Sono iniziati così i problemi e i bivacchi e quindi si è reso necessario tenere monitorata la situazione».

Le passate amministrazioni comunali avevano cercato di imporre la fine dei lavori, ma la situazione non si sbloccava: «Via Cernisone è uno dei punti di accesso dalla parte est della città e così non offre certo un bel colpo d’occhio. Le villette sono case di lusso, il quartiere è bello e basterebbe davvero poco per fare diventare San Michele un luogo vitale per la città. Nelle settimane scorse Falavigna aveva annunciato che «dopo gli sgomberi in programma, tra ottobre e dicembre riprenderanno i lavori per mettere in sicurezza e completare le case, noi intanto continueremo ad osservare lo svolgersi degli eventi».

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Lucrezia Melissari

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