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Spettacoli

Debutto in Arena per il Barbiere di Siviglia di Hugo de Ana

Il regista Hugo De Ana: «Questo mio Barbiere parte dall’idea di uno spazio scenico concepito come una specie di labirinto: è il luogo dell’intrigo amoroso, della commedia degli equivoci ma che allude anche ad elementi esotici». Duetto di eccezione con Leo Nucci (Figaro) e Ferruccio Furlanetto (Basilio)

Il Barbiere di Siviglia, -Foto Ennevi
Il Barbiere di Siviglia (foto Ennevi)

Sabato 4 agosto per ricordare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini, ritorna in Arena il suo capolavoro buffo,  Il Barbiere di Siviglia, ultimo titolo in programma per l’Arena di Verona Opera Festival 2018. Uno spettacolo tutto giocato sul ritmo e su una relazione molto diretta e di vicinanza con il pubblico.

Per 5 serate fino al 30 agosto l’opera rossiniana è proposta nell’allestimento di Hugo De Ana, che ne cura anche scene, costumi e luci per trasformare l’anfiteatro romano in un grande giardino, arricchito dalle coreografie di Leda Lojodice e caratterizzato da delle gigantesche rose che incorniciano la vicenda di Rosina, del Conte d’Almaviva e del factotum Figaro.

Sul podio il famoso direttore d’orchestra Daniel Oren (4, 8/8), che per la prima volta dirige il capolavoro di Rossini in Arena. A Oren seguirà il giovane e affermato maestro veronese Andrea Battistoni per le rappresentazioni dopo Ferragosto (17, 24, 30/8).

Daniel Oren (foto Verona In)

Daniel Oren (foto Verona In)

Il direttore parlando dell’opera la descrive come «una Siviglia fatta di sensazioni, profumi, in un’atmosfera quasi arcadica, un posto assolutamente ideale, senza nessun riferimento ad un’immagine tipicamente spagnola. Questo jardin de l’amour è anche il luogo del mistero, una sorta di spazio mobile che assume diverse posizioni rispetto all’azione drammatica. Questo mio Barbiere parte dall’idea di uno spazio scenico concepito come una specie di labirinto: è il luogo dell’intrigo amoroso, della commedia degli equivoci ma che allude anche ad elementi esotici. Si evoca una Spagna e una Siviglia visti, sia dalla Francia di Beaumarchais che dall’Italia di Rossini, come un luogo assolutamente lontano dal quotidiano».

Il rocambolesco intreccio, che vede Rosina salvarsi grazie a Figaro dalle grinfie di Don Bartolo per finire tra le braccia del Conte d’Almaviva, si svolge tutto sul grande proscenio, mettendo in mostra i ricercati costumi settecenteschi che ben si sposano con l’atmosfera favolistica e surreale della scenografia. La finzione teatrale è sottolineata sia dalla coreografia dell’ouverture, che ricorda un enorme carillon, sia dalla conclusione pirotecnica. Sulla scena perciò si rivela un mondo coloratissimo e fantastico.

Foto di gruppo degli artisti in scena per il Barbiere di Siviglia all'Arena di Verona (foto Verona In)

Foto di gruppo degli artisti in scena per il Barbiere di Siviglia all’Arena di Verona (foto Verona In)

Un gruppo di artisti d’eccezione interpreta i personaggi rossiniani: il celebre baritono Leo Nucci per la cento decima volta sul palcoscenico areniano, (4, 8/8) veste i panni di Figaro, insieme al grande basso Ferruccio Furlanetto (4, 8/8) in Basilio. Voci di prima grandezza e prestigio internazionale, cui seguiranno altrettanto validi interpreti come il Figaro di Mario Cassi (17, 24, 30/8), il Basilio di Romano Dal Zovo (17, 24, 30/8), e il Bartolo di Carlo Lepore (4, 8, 17/8) e di Nicola Alaimo (al suo esordio in Arena, 24, 30/8), così come i protagonisti della vicenda amorosa: Nino Machaidze, già amatissima Juliette, torna questa volta in Rosina(4, 8, 17/8), ruolo in cui si alterna alla già applaudita Ruth Iniesta (24, 30/8); Dmitry Korchak (4, 8, 24, 30/8) e Leonardo Ferrando (17/8), entrambi al loro debutto areniano, danno voce e corpo al Conte d’Almaviva. Completano il cast Manuela Custer come Berta, Nicolò Ceriani nel doppio ruolo di Fiorello e Ambrogio e Gocha Abuladze in Un Ufficiale.

Il titolo impegna l’orchestra, il coro diretto da Vito Lombardi, il ballo coordinato da Gaetano Petrosino ed i tecnici dell’Arena di Verona con mimi e acrobati.

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Written By

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

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