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Inchieste

Manca un progetto culturale per fotografare la Verona che cambia

Il patrimonio storico fotografico di Verona è frammentato in numerosi archivi e non esiste un progetto di catalogazione e conservazione unitario.

La tutela del patrimonio fotografico veronese è lasciata ai singoli archivi, che sono tanti e con problemi di conservazione. Dopo il lavoro negli anni Sessanta del bibliotecario Enrico Mattielli non c’è chi coordini una raccolta delle immagini contemporanee. A Palazzo Barbieri non è il settore Cultura ad occuparsi di documentare le trasformazioni del paesaggio. Lo fanno indirettamente i settori Edilizia e Urbanistica, attraverso gli scatti dei tecnici comunali relativi ai singoli lavori pubblici.

Il patrimonio storico fotografico di Verona è frammentato in numerosi archivi e non esiste un progetto di catalogazione e conservazione unitario. Attraverso gli scatti di Alinari, Anderson, Benatelli, Bertucci, Bressanini, Cavadini, De Bianchi, Kaiser, Lotze, Naja, Poppi, Tommasoli e altri grandi fotografi del passato, oggi possiamo vedere com’era un tempo la città, ma non abbiamo raccolte di immagini degli ultimi decenni, se non quelle appartenenti a collezioni private. E questo perché, come riferisce una fonte pubblica che vuole rimanere anonima, «produrre e rendere disponibile nuovo materiale costa molto e la cultura non viene mai considerata un investimento di primaria importanza».

Ponte Nuovo, Verona (foto Biblioteca Civica)

Ponte Nuovo, Verona (foto Biblioteca Civica)

I più grandi archivi fotografici presenti a Verona sono quelli della Biblioteca civica e della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza. Secondo l’elenco dei più importanti fondi fotografici presenti a Verona stilato dalla Regione Veneto, altri archivi sono presenti al Museo di Castelvecchio, alla Biblioteca Capitolare, all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, alla Fondazione Arena, al Conservatorio Dall’abaco, nel convento di San Bernardino, alla Camera di commercio, alla Biblioteca Salesiana, alla Cgil, al Consorzio di bonifica Tartaro-Tione Conagro, presso il Magistrato alle acque e al Museo ferroviario. Oltre a musei e biblioteche, raccolte di immagini si trovano anche presso associazioni (come Ivres), industrie, ospedali, università, forze armate, istituti scolastici, redazioni di giornali (pensiamo al quotidiano l’Arena con i suoi 150 anni di storia) e collezioni private.

Luca Fabbri

Luca Fabbri

Luca Fabbri, funzionario storico dell’arte, è il responsabile dell’archivio fotografico della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza dove sono custodite più di 10 mila immagini tra positivi e negativi: «Lo scopo di questo materiale è quello di descrivere lo stato di conservazione e i lavori di restauro di varie opere e risultano quindi prettamente funzionali al lavoro dei beni culturali – dichiara Fabbri – ma rimangono lo stesso un patrimonio prezioso, come mostrano ad esempio le immagini dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda guerra mondiale. Il fondo più antico è costituito da fotografie ottocentesche di Moritz e Richard Lotze, famosi per avere testimoniato gli anni della Verona austriaca; ci sono poi quelle di James Anderson e dei fratelli Alinari e la vasta raccolta che documenta i lavori di restauro dal 1910, anno di istituzione della Soprintendenza, fino agli anni Settanta». Queste fotografie si possono consultare per motivi di studio, ma bisogna chiedere l’autorizzazione al Soprintendente.

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Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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