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Ambiente

Ozono a Verona, la qualità dell’aria passa da buona a discreta

L’esposizione a elevati livelli di questo gas può provocare irritazione a occhi, gola e polmoni con tosse e senso di oppressione al torace

Ozono
Ozono

Nelle ultime 48 ore l’Arpav ha rilevato concentrazioni di ozono (O3) nell’aria buone in tutte e quattro le centraline di rilevamento presenti sul territorio scaligero, che sono quelle di Giarol, Legnago, San Bonifacio e Bosco Chiesanuova. La scala prevede 4 soglie determinate in base al livello di concentrazione di ozono, che si misura in µg/m3 (microgrammi per metro cubo d’aria): qualità buona corrisponde a valori sotto i 120 µg/m3, discreta 180 µg/m3, scadente 240 µg/m3, pessima 320 µg/m3. I valori nelle prossime 24 ore in città sono in aumento e si attesteranno tra i 137 e i 157 µg/m3, il che renderà la qualità dell’aria discreta.

La situazione può essere monitorata sul sito dell’ARPAV: per le ultime 48 ore in tutte le province del Veneto, per le prossime 24 ore, con dati aggiornati a partire dalle 9,30 di ogni giorno. I link relativi a ozono, polveri sottili  (PM 10 e PM2,5) e pollini sono disponibili anche nella home page del giornale.

Ozono buono e ozono cattivo. L’inquinamento dell’aria si può distinguere in estivo ed invernale. Mentre l’inquinamento invernale è caratterizzato soprattutto da elevate concentrazioni di polveri sottili (PM10), l’inquinamento estivo consiste nella presenza di elevate concentrazioni di ozono a livello del terreno. Questo gas è un inquinante secondario che si forma quando gli inquinanti prodotti dai motori e dalle industrie (i cosiddetti precursori – ossidi di azoto e idrocarburi) interagiscono con i raggi solari.

Questa reazione è influenzata da variabili meteorologiche come l’intensità delle radiazioni solari, la temperatura, la direzione e la velocità del vento. I livelli di ozono tendono ad aumentare particolarmente con condizioni meteorologiche di stagnazione. Poichè questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono misurare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti “immuni” da inquinamento, come ad esempio in alta montagna.

L’ozono presente a livello del suolo non va comunque confuso con l’ozono “buono” che si trova negli strati più alti dell’atmosfera e che si forma come conseguenza dell’azione diretta delle radiazioni ultraviolette sull’ossigeno. L’ozono “buono” infatti protegge dalle componenti dannose dei raggi solari, filtrando le radiazioni ultraviolette.

I sintomi. L’esposizione a elevati livelli di ozono può provocare irritazione agli occhi, gola e polmoni (bruciore agli occhi, tosse e senso di oppressione al torace). Durante le ondate di calore inoltre, agli effetti dell’ozono si aggiungono anche quelli dovuti direttamente al disagio termico, soprattutto a carico degli anziani residenti nei centri urbani di maggiori dimensioni, ove è presente l’effetto “isola di calore”. Le persone con patologie cardiache o polmonari reagiscono peggio all’inquinamento e, in periodi di ozono elevato, lo stato di salute di questi malati può peggiorare al punto tale da limitare le loro attività o da richiedere ulteriore assistenza medica. Nei bambini possono manifestarsi, più frequentemente rispetto agli adulti, asma e bronchiti.

Come difendersi. È opportuno che tutti, in presenza di valori elevati di ozono, adottino i seguenti comportamenti per ridurre il più possibile l’esposizione all’ozono: a) ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata (specialmente quelle del primo mattino quando le concentrazioni di ozono sono più basse) e cercare di svolgere i lavori pesanti e le attività sportive nelle stesse ore; b) i soggetti sensibili e i bambini in particolare dovrebbero evitare di svolgere attività fisica, anche moderata, all’aperto nelle ore più calde (usualmente tra le 12.00 e le 18.00).

I gestori delle attività ricreative, ludiche e culturali dovrebbero organizzare le attività sportive ed i giochi di movimento dei bambini durante il mattino privilegiando nel pomeriggio le attività in ambienti confinati; c) nelle ore di massima insolazione è in ogni caso opportuno, per tutti, evitare di svolgere attività fisiche molto intense all’aperto; d) i soggetti particolarmente a rischio (gli anziani e le persone con malattie cardiache e respiratorie) dovrebbero trascorrere le ore più calde della giornata all’interno delle abitazioni (in genere le concentrazioni di inquinanti sono più basse in casa che fuori), evitando di svolgere qualunque attività fisica, anche moderata, all’aperto nelle ore più calde; e) può essere utile anche un’alimentazione sana ricca di sostanze antiossidanti, privilegiando soprattutto frutta e verdura di stagione con alto contenuto di vitamine A, C ed E.

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