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Territorio

La propaganda nazista e fascista fuori dai luoghi pubblici

Attesa la mozione che a Verona vieti l’utilizzo degli spazi comunali alle associazioni che si richiamano all’ideologia fascista. Una via dedicata al difensore della razza Giorgio Almirante. I pareri di Tiziano Gazzi (Anpi) e Roberto Bonente (Anppia) sulle iniziative dell’estrema destra cittadina

Anna Frank
Anna Frank

Lo scorso lunedì 18 giugno è stato rinviato l’incontro in cui Tiziana Valpiana, vicepresidente nazionale di Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti) avrebbe illustrato ai capigruppo del Consiglio comunale di Verona un documento, sottoscritto da numerose associazioni locali, per vietare l’occupazione di spazio pubblico alle organizzazioni e associazioni che si richiamano direttamente all’ideologia fascista e non rispettano l’articolo 3 della Costituzione.

Valpiana è fiduciosa che, seppur lentamente, si possa arrivare ad una mozione da presentare in aula, anche se ritiene «difficile sperare nella sua approvazione, come al contrario è già avvenuto in molti comuni italiani: ancora una volta Verona si distinguerebbe». Ricordiamo che nel frattempo lo scorso 22 febbraio un folto gruppo di consiglieri di maggioranza aveva chiesto al Comune di non concedere spazi pubblici alle organizzazioni antagoniste di estrema sinistra.

Nelle ultime settimane ci sono state varie iniziative da parte della destra scaligera. Ad esempio, la mozione del presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), che ha proposto di intitolare una via della città a Giorgio Almirante, fondatore dell’MSI (Movimento Sociale Italiano). Almirante, come ricorda il consigliere comunale di Sinistra in comune e Verona in comune Michele Bertucco, durante il fascismo è stato tra i firmatari del Manifesto della Razza e segretario della rivista La difesa della razza. Il consigliere comunale Andrea Bacciga (Battiti), movimento del neosindaco Federico Sboarina, sulla stessa scia ha chiesto di intitolare una via anche all’intellettuale del fascismo Julius Evola.

È vero però che anche nel veronese le elezioni politiche del 4 marzo, pur stravolgendo il quadro politico italiano col successo di Lega e M5S, non hanno premiato le frange della destra estrema e xenofoba, come è invece accaduto in altri Paesi europei e a dispetto di alcuni dati sulle denunce degli ultimi 15 anni.

Nel Triveneto, tra il 2004 e il 2013, dagli atti giudiziari emergono denunce per 723 di reati di intolleranza politica (aggressioni ad esponenti di movimenti antagonisti, danneggiamenti di sedi di centri sociali, partiti ed organizzazioni sindacali, lacerazioni di manifesti, disegni di svastiche sui muri, minacce a richiedenti protezione internazionale accolti nei Cas, Centri di Accoglienza Straordinaria), attribuibili ad ambienti della destra radicale. Nel triennio 2014-2016, nel solo Veneto, le forze dell’ordine ne hanno denunciati 104. Mentre nel decennio 2004-2013, tra Verona e provincia le stesse fonti riportano 129 denunce, di cui 23 solo nel triennio 2014-2016.

Dopo un’apparente pausa dal pesante clima preelettorale che aveva attraversato tutto il Paese, provocazioni ed episodi di intolleranza sono ripresi anche a Verona. L’ultimo in ordine di tempo il 17 maggio scorso, quando l’associazione Fortezza Europa ha manifestato contro l’iniziativa del liceo Montanari dal titolo No Borders, No Nations, Just People volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema immigrazione: gli studenti avevano esposto alle finestre della scuola i ritratti di migranti, nell’ambito del progetto “Legalità e merito nelle scuole”, organizzato da Miur, ministero delle Pari opportunità e dall’Università Luiss, con l’attenzione del Presidente della Repubblica. È seguita la reazione della scuola e della cittadinanza con un pacifica manifestazione svoltasi in piazza Bra il 4 giugno.

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Non è stata l’unica presa di posizione di Fortezza Europa contro una scuola veronese. Il 10 aprile scorso, lo stesso gruppo aveva protestato anche davanti all’Istituto Ferraris contro la presenza nell’Assemblea d’istituto del rapper italo-egiziano Amir Issaa, mentre gli attivisti di Forza Nuova erano riusciti ad ottenere lo slittamento da aprile a settembre del convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona Richiedenti asilo: orientamento sessuale e identità di genere.

Il presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Verona Tiziano Gazzi ricorda alcuni fatti che hanno interessato la città nel recente passato. A partire dal delitto Tommasoli nel maggio 2008, di cui è ricorso il quest’anno il decimo anniversario, seguito nel 2009 dall’aggressione di piazza Viviani. Fino ad alcuni episodi più recenti, come la rissa all’osteria “Ai preti” del marzo 2013, le svastiche sulla Sinagoga del giugno dello stesso anno, l’imbrattamento nel maggio 2014 della targa dell’Aned con il suo successivo furto nel novembre 2016, e il pestaggio in via Campofiore dello scorso novembre.

Benito Mussolini, Adolf Hitler

Benito Mussolini, Adolf Hitler

Secondo Gazzi, anche se «i simpatizzanti del fascismo e del nazismo ci sono sempre stati, quel che preoccupa è che ora questi gruppi agiscono più allo scoperto e nell’indifferenza della maggior parte dell’opinione pubblica che pare non intuire la minaccia per la democrazia». E così, senza grossi turbamenti, nel veronese abbiamo assistito nel luglio 2016 al Festival Boreal, raduno europeo di “nazionalisti” neofascisti e neonazisti che si è tenuto a Torri del Benaco; alla festa dell’Hellas del luglio 2017, durante la quale si è inneggiato a Hitler; ai libri con riferimenti neonazisti e antisemiti donati lo scorso ottobre alla Biblioteca civica dal consigliere comunale Andrea Bacciga. Ha fatto molto discutere anche il seminario sulla legittima difesa dello scorso novembre organizzato da Fortezza Europa e riconosciuto come credito formativo dall’Ordine degli avvocati.

«Sempre di più – sottolinea il Presidente dell’Anpi  – la distanza temporale e la progressiva mancanza di testimoni diretti fanno dimenticare quanto l’atmosfera attuale, intrisa appunto di razzismi, omofobie, egoismi in genere, sia simile a quella degli anni ‘30 e ‘40 del ‘900». Gazzi ammette la difficoltà crescente nel trasmettere alle nuove generazioni i valori della Resistenza e dell’antifascismo presenti nella Costituzione «perché – precisa – mentre fino a qualche anno fa il testimone diretto faceva conoscere questo periodo della storia italiana in modo coinvolgente attraverso il racconto delle proprie vicende ed esperienze personali, ora lo possono fare ormai solo gli studiosi». A fronte dei nuovi gruppi neonazisti che invece si propongono in modo accattivante e si presentano come nuovi fenomeni di ribellione che attirano e affascinano i giovani.

A questa situazione, secondo Gazzi, si è arrivati quando le istituzioni da una parte hanno cominciato ad affrontare certi episodi come questioni di ordine pubblico e non come un pericolo per la democrazia, mentre dall’altra parte la Magistratura ha applicato in modo differente, con diverse interpretazioni, le leggi Scelba (645/1952) e Mancino (2015/1993). «La recente Proposta di legge Fiano – sottolinea – avrebbe definito in modo preciso e netto molti di questi episodi come reati». E proprio contro la Proposta di legge del senatore dem lo stesso Consiglio comunale di Verona si era espresso in ottobre chiedendo di non procedere con l’approvazione definitiva (così come era successo contro lo Ius soli).

Per tenere desta l’attenzione su questo fenomeno, l’Anpi dal 2006 ha aperto le porte a tutti i cittadini che si dichiarino antifascisti, che si possono così iscrivere a fianco di partigiani e patrioti (fiancheggiatori, sostenitori delle resistenza). Nello statuto dell’associazione, tra gli obiettivi si trovano la memoria della lotta di liberazione nonché la difesa e la piena attuazione della Costituzione e dei principi dell’antifascismo. Grazie a ciò i soci sono aumentati e la sezione veronese vede al dicembre 2017 circa 400 iscritti, di cui il 15% sono giovani sotto i 30 anni. Inoltre, l’Anpi nazionale, insieme ad altre 23 tra associazioni, partiti e sindacati, ha raccolto 300 mila firme durante la campagna di primavera Mai più fascismi volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul pericolo per la democrazia a causa delle nuove organizzazioni nazifasciste in Italia e nel mondo.

Lo stessa missione di testimonianza è anche quella dell’Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) volta a tenere vivo il ricordo e la memoria di quanto è avvenuto nella prima metà del XX secolo e dei rischi per la democrazia a cui certe derive possono portare. «È avvilente pensare – afferma il presidente Roberto Bonente – che con tutto quanto è successo nel passato ci sai ancora qualcuno che mette i fiori sulla tomba di Mussolini o fa il saluto romano». Bonente ricorda, tra le tante prese di posizione condivise con ANPI e l’Istituto per la resistenza, quella contro la scelta nel 2014 dell’amministrazione comunale di Villafranca di intitolare una via di Rosegaferro a un repubblichino toscano, Niccolò Cardelli, trucidato vicino al cimitero della frazione. E infine, sottolinea con orgoglio la presenza nell’associazione di due importanti personalità della Resistenza veronese: i soci onorari Vittore Bocchetta che subì l’arresto e la deportazione e Claudio Lorenzi nome di battaglia Lillo, partigiano di “Giustizia e Libertà”.

Laura Muraro

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Written By

Laura Muraro è nata a Verona il 1 marzo 1963, consegue la maturità classica e nel 1987 si laurea in Lettere all’Università di Padova. Inizia quasi subito a insegnare nelle scuole medie e superiori di Verona e provincia. Dopo aver frequentato un corso di giornalismo al Centro Mazziano (Verona), dal 1989 collabora con periodici e uffici stampa locali. È iscritta all’Ordine dei giornalisti come pubblicista dal 1992. Insegna lettere come docente di ruolo presso un istituto veronese. lauramuraro@alice.it

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