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Ambiente

Il Comune convoca gli ambientalisti (e intanto abbatte gli alberi)

Nei giorni in cui Italia Nostra, Lipu, Lega Ambiente e WWF vengono invitati al tavolo di lavoro per la stesura del primo piano di Regolamento del verde, il Comune fa ampio uso di motoseghe. I 53 alberi adulti in buona salute falciati in viale Piave

Potatura tigli, Verona
Potatura tigli, Verona

Il Comune vuole coinvolgere le associazioni ambientaliste veronesi nella stesura del primo Regolamento del verde comunale. Lo ha annunciato mercoledì 20 giugno l’assessore ai Giardini Marco Padovani, in sopralluogo in via Anzani per la rimozione di alberi pericolanti che verranno sostituiti da Amia in autunno. Sollecitato dagli ambientalisti presenti – Italia Nostra, Legambiente, Lipu e WWF –, che già lo scorso 22 maggio avevano partecipato ad un incontro, l’assessore ha ricordato come «l’Amministrazione già da mesi stia lavorando per dotare il Comune di questo nuovo strumento normativo. Bene la volontà delle associazioni ambientaliste di collaborare, per un regolamento che sia il più condiviso possibile e che affronti il tema della tutela del patrimonio ambientale a 360 gradi».

L'assessore Marco Padovani in via Anzani con le associazioni ambientaliste

L’assessore Marco Padovani in via Anzani con le associazioni ambientaliste

In pratica, il testo fornirà le linee guida per la difesa del patrimonio arboreo del territorio, con disposizioni precise circa l’abbattimento degli alberi e la loro sostituzione, le potature e le nuove piantumazioni. Non mancheranno disposizioni sulla vigilanza e sulle sanzioni alle norme contenute nel Regolamento.

Una collaborazione che però non risparmia gli alberi, abbattuti a decine e proprio durante le prove di dialogo. La denuncia parte da Italia Nostra, Lipu, Lega Ambiente, WWF e VeronaPolis. Sabato 9 giugno in viale Piave sono infatti stati abbattuti tutti i pini sul lato ferrovia. Gli abbattimenti, secondo il Comune, erano necessari per consentire i lavori di spostamento del metanodotto. «Ammesso e non concesso che si sia trattato di un intervento inevitabile – dicono gli ambientalisti – siamo stupefatti per le modalità usate. Senza preavviso di alcun genere, l’intervento, iniziato alle prime luci dell’alba in piena stagione vegetativa e di nidificazione, e concluso in poche ore, ha eliminato 53 alberi adulti in buona salute: un vero e proprio blitz».

Abbattimento di alberi in viale Piave

Abbattimento di alberi in viale Piave

«Questi episodi narrano più di qualsiasi discorso quanto ci sia bisogno di una regolamentazione del verde pubblico – spiegano Italia Nostra, Lipu, Lega Ambiente, Verona Polis e WWF –.  Finora molte sono state le promesse sul Regolamento del verde comunale, che attende da 10 anni l’approvazione e che dovrebbe dare indicazioni, ad esempio, sulle piantagioni degli alberi, sulle specie più idonee da usare, sul sesto di impianto, sulle potature e sugli abbattimenti. Regolamento che dovrebbe essere osservato da tutte le aziende e municipalizzate che in qualche modo operano sugli spazi verdi. Ma è stata promessa anche redazione del Piano del verde urbano, la pubblicazione preventiva delle perizie sugli alberi, la pubblicazione del censimento delle aree verdi, un Regolamento sui fitofarmaci per la promozione di tecniche alternative all’uso di prodotti nocivi per la salute pubblica».

Tutte promesse finora rimaste lettera morta, secondo gli ambientalisti, che chiedono di raggiungere, nel più breve tempo possibile la stesura sia del Regolamento del verde comunale, sia del Piano del verde urbano integrato alla pianificazione strategica (PAT) per la città di Verona.

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4 Comments

4 Comments

  1. Carole Massagrande Foucault

    25/06/2018 at 13:33

    L’articolo circoscrive il fenomeno da Ercole a Verona. Posso affermare che in Toscana (Lucca, Altopascio, Maremma) in Trentino (Mori, Ala, Avio) nel Veneto ( Soave, Monteforte, Arcole, Vicenza) posso affermare per certo che tutti gli alberi storicamente significativi sono stati eliminati. A Lucca quando gli han tagliato il platano del seicento, il direttore dell’ortobotanico andò fuor di testa. Carole Massagrande Foucault

  2. Carole Massagrande Foucault

    24/06/2018 at 18:04

    Bolognini, slot machines ed alberi tagliati è un trio che non manca anche nel borgo più sperduto… e solitamente il municipio è stato ristrutturato come se si fosse a Parigi… non ci vuol molto a capire la relazione.

  3. Carole Massagrande Foucault

    24/06/2018 at 17:08

    Neppure gli insegnanti sono al corrente del simbolo che a livello d’inconscio collettivo rappresenta l’albero. Chi ha portato un figlio dallo psicologo sa che è un test fondamentale ad alta affidabilità, valido per qualsivoglia cultura. Quando lo si disegna spoglio, mutilato, senza radici, si tratta della proiezione di un profondo malessere. Una forte tendenza al suicidio. L’albero maestoso ovunque rappresenta la saggezza. Non è un caso che, in tutti Italia, al pari con l’aver tolto di mezzo con circolari di dubbia autenticità che han seminato il terrorismo negli amministratori i quali, ripeto, in tutta Italia, han fatto passare, si spera a miglior vita, la maggioranza degli alberi storici, imponenti o significativi. E pari passo le bocche dei saggi sono state tappate accantonandoli, spingendoli all’esilio, alle dimissioni o in seguito a strani incidenti stradali anch’essi son passati a miglior vita. Montagne di film sulla mafia, finanziati dalla mafia, hanno, capillarmente impartito e fatto ben assimilare il concetto di omertà. Un tempo chi comandava chiedeva le vergini più belle ora si chiede a chi vuol mantenere la carega il sacrificio degli alberi più belli. Anzi, alcuni, almeno un paio, in bella vista si lasciano in mostra mutilati come segno di chiara affiliazione mafiosa, come un tempo o ancora oggi in certi paesi si lasciano penzolare gli impiccati in bella vista. Così siam messi. Propongo la gambettizzazione a scopo esemplare di qualche amministratore che ha avvallato un tale scempio. Anche Angela diceva che era l’unico modo. A me da viver resta poco, quindi contate su di me per assumermi interamente la responsabilità. Io ad Avio i miei tre amati platani dalle motoseghe li ho salvati con il fucile. Per ben due anni non mi son mossa.Carole

  4. Franco Bellorti

    24/06/2018 at 12:06

    Buon giorno, sarebbe bene che invitassero al tavolo per la stesura del “piano regolatore del verde” persone veramente competenti in arboricoltura urbana, che di alberi urbani ne sappiano veramente e che contemporaneamente abbiano anche una grande esperienza nella gestione e cura degli alberi in contesto urbano. Poi per carità le associazioni ambientaliste possono avere mille risorse…..

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