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Alberi, Golosine, Verona.pg
Golosine, Verona. Filare di pini domestici potati in modo corretto. Le operazioni di potatura hanno mantenuto un sufficiente apparato fogliare nonostante la necessità di tagli rilevanti al fine di ridurre la potenziale caduta di rami pendenti sulla strada.

Ambiente

Amici alberi, questi sconosciuti che rendono Verona accogliente

Il patrimonio arboreo pubblico è tutelato da un regolamento comunale che vieta la capitozzatura e che andrebbe esteso ai giardini privati dove ancora si vedono piante mozzate senza futuro.

L’inizio della primavera permette, tra le tante attività, la possibilità di godere dello spettacolo della ripresa vegetativa delle piante. Questa ripresa, nel contesto cittadino veronese, spesso è disturbata da brutti ed errati interventi di potatura effettuati durante il periodo invernale. A Verona la gestione degli alberi è un argomento poco discusso, poco conosciuto e spesso trascurato.

I vantaggi di una potatura effettuata correttamente, e quando necessaria, sono innumerevoli. Innanzitutto si permette alla pianta di crescere correttamente, in modo equilibrato con le sue necessità e le sue possibilità. Non bisogna dimenticare infatti che le risorse disponibili per le piante, in città, spesso sono limitate. Molte volte ci si scontra con barriere antropiche che costringono e deformano la crescita dell’albero. Altri vantaggi sono legati all’aspetto paesaggistico e ambientale: una corretta potatura assicura un miglioramento della visuale in città e permette alla pianta di accrescersi e assorbire anidride carbonica. Ricordiamo che gli alberi producono ossigeno e immagazzinano carbonio. Infine si può ridurre il rischio di schianti e caduta di rami.

Una pianta rappresenta un bene contemporaneamente privato e pubblico. Al privato e al pubblico permette, ad esempio, di godere della sua ombra, dei suoi frutti eventuali (edibili e non), del suo effetto rinfrescante, della produzione di ossigeno e di un importante impatto sul paesaggioo. Questi benefici, chiamati esternalità, sono un tema che dovrebbe essere caro a tutti.

Come si potano le piante? Una potatura effettuata correttamente non dovrebbe portare alla drastica riduzione di organi fotosintetici: come possiamo pensare che una pianta senza foglie possa sopravvivere? Inoltre, sottolineiamo che gli interventi di potatura vanno fatti nel periodo di riposo vegetativo, quindi durante l’autunno o l’inverno.

Alberi, Chievo, Verona

Chievo, Verona. Pino domestico. Taglio errato per eccessiva asportazione della chioma e tagli di dimensioni elevate

La scelta del metodo di potatura deve tenere conto di numerosi fattori, alcuni fondamentali, come la specie, le condizioni fitosanitarie, le necessità della pianta, la sua storia e le finalità dell’intervento. Ogni specie ha peculiari caratteristiche che definiscono il modo in cui essa reagisce ai disturbi esterni. Si passa dal castagno ed altre latifoglie, che possono rinascere anche dopo un taglio netto alla base; alle conifere in generale, le quali non hanno questa capacità. La storia della pianta, le sue necessità e le sue condizioni sono elementi in un certo senso collegati tra loro, perché eventi passati si ripercuotono sul presente e richiedono determinati interventi.

La manutenzione di un albero dovrebbe essere affidata a personale specializzato mentre troppo spesso, per risparmiare tempo e denaro, al fine di “abbassare” la pianta, si ricorre alla capitozzatura, una tecnica di potatura per fortuna sempre meno utilizzata nel contesto urbano veronese, che consiste nel taglio dei rami sopra il punto di intersezione con il tronco o altro ramo principale, in modo che rimanga solo quest’ultimo.

Questo intervento permette un abbassamento, anche rilevante, dell’altezza della pianta, a carico tuttavia del benessere della stessa e dall’aumento del rischio di schianti dopo pochi anni. Numerosi studi dimostrano infatti che la capitozzatura provoca un rapido deperimento della pianta a discapito della resistenza della struttura nel momento di rinascita delle nuove ramificazioni. Inoltre, il rischio di attacchi parassitari aumenta significativamente in seguito all’apertura di grandi ferite sulla pianta.

Alberi, Borgo Venezia, Verona

Borgo Venezia, Verona. Cedri potati in modo errato per eccessiva asportazione di chioma. I tagli effettuati sono troppo intensi, alcuni rami addirittura non presentano apparato fogliare

Il comune di Verona possiede un documento: Norme per la gestione, la salvaguardia e l’incremento dei giardini e del patrimonio verde pubblico, che vieta la capitozzatura nelle sole aree pubbliche. Le aree private sono escluse da tale provvedimento, nonostante siano numerose e producano esternalità positive anche per la comunità. Alcuni comuni italiani, invece, hanno provveduto alla realizzazione di una norma che vieta la capitozzatura ed altre pratiche dannose sia nelle aree pubbliche che private, se non finalizzate a particolari interventi. Tale taglio, infatti, è ammissibile per determinate finalità ed esigenze.

La capitozzatura è una pratica nata per la gestione dei gelsi in pianura padana, per permettere la produzione di rami di piccole dimensioni ma molto lunghi, utili per la produzione di ceste. Non bisogna quindi dimenticare che tale pratica è parte della storia dell’agricoltura, ed alcuni esemplari, come quelli presenti nella nuova strada realizzata in Valpantena, vanno preservati come alberi di rilevante valore paesaggistico e storico-culturale, nonché come importanti nicchie ecologiche per alcuni coleotteri.

Non bisogna in tutto ciò dimenticare il valore paesaggistico che le piante offrono in un contesto quale quello veronese, in cui non esistono molti parchi pubblici verdi e ogni pianta offre ristoro e benessere al cittadino e al turista. Vedere una pianta in buono stato, con una potatura effettuata correttamente, una bella chioma bilanciata ed un bel tronco definito, senza incisioni o ferite, garantisce sicuramente un momento di gioia per chiunque abbia a cuore la vita di questi esseri viventi più intelligenti di quanto si creda.

Pagare un giardiniere per effettuare un taglio che si rivela errato, è paragonabile a chiamare un idraulico che mentre aggiusta il lavandino rompe la doccia. Un buon arboricoltore saprà indicarvi come procedere nell’intervento in completa sicurezza, evitando il ripetersi di tragici eventi di cronaca nera in cui operai generici si improvvisano arboricoltori, treeclimber e lavoratori in quota.

Tommaso Marchesini

Foto in alto: Filare di pini domestici potati in modo corretto. Le operazioni di potatura hanno mantenuto un sufficiente apparato fogliare, nonostante la necessità di tagli rilevanti al fine di ridurre la potenziale caduta di rami pendenti sulla strada. 

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1 Comment

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  1. franco

    03/05/2020 at 12:14

    Buon giorno, seguo molto gli articoli di Alberto Ballestriero e quelli del vostro giornale che riguardano il verde pubblico. Proprio perché so che siete un giornale coerente e serio sulla materia ambientale volevo segnalarvi che la potatura della foto che avete indicato con didascalia “Foto in alto: Filare di pini domestici potati in modo corretto. Le operazioni di potatura hanno mantenuto un sufficiente apparato fogliare, nonostante la necessità di tagli rilevanti al fine di ridurre la potenziale caduta di rami pendenti sulla strada” , non è per niente corretta in quanto i pini domestici devono restare compatti nella loro chioma e non bucati come in foto. La scusa della potenziale caduta dei rami in strada purtroppo è tipica del terrorismo giornalistico, ma un buon arboricoltore sa bene come gestire quel problema senza demolire le piante, snaturando la loro estetica e dinamismo con cui dovrebbero “lavorare” sotto le forze del vento. Non per fare il professore, ma per fare solo un appunto in quanto la vostra rivista rimanga credibile come lo è stata sempre. Tra l’altro conosco bene quel filaretto di Pini privati in Via Roveggia… sono un attento osservatore di tutti gli alberi di Verona e provincia e conosco pure l’evoluzione post potatura di quegli alberi… si stanno riprendendo a distanza ormai forse di 3 anni dalla potatura o più… mi ero accorto immediatamente appena li avevano potati che li avevano devastati… colpa magari dei proprietari spaventati e complice poi chi ha deciso di accontentare le richieste… concausa… ecco non era per polemizzare ma solo per puntualizzare in modo che manteniate la vostra proverbiale precisione. Complimenti ancora per gli interessanti articoli ecologisti.

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