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Ambiente

Il destino della Spianà non può essere nel cemento

La Spiana
La Spiana

Li chiamano campi sportivi ma all’occhio appaiono come un’intrusione in quello che potrebbe essere un’area verde che mantenuta a terreno agricolo potrebbe un domani diventare un parco eco-pedagogico.

In questi ultimi anni a Verona la speculazione edilizia, in linea con le direttive del Piano degli Interventi approvato dalla passata amministrazione, ha fagocitato grandi aree di suolo, e lo stesso farà nel prossimo futuro se le normative urbanistiche non verranno modificate.

La Spianà, rimane l’ultima grande area verde della Terza circoscrizione, sita nel cuore urbanistico di Verona; il suo destino è quello di essere ricettacolo dell’edilizia sportiva, un ammasso di strutture in cemento tra campi calcio, tennis o altro. È sufficiente osservare il nuovo campo da rugby, in via San Marco, per comprendere che il termine “campo sportivo”, che nell’immaginario collettivo è un grande prato verde, cela enormi strutture in cemento armato che stanno modificando la percezione del paesaggio.

Mentre, fino a qualche mese fa, percorrendo via Lorenzo Casarini, per andare a San Massimo, la vista si apriva su un’area che consentiva allo sguardo di correre, oggi l’impatto è quello delle gradinate in cemento, un pugno allo stomaco che soffoca l’animo.

Questo deve essere il futuro dell’ultimo angolo verde per i veronesi, che siano di San Massimo, di Santa Lucia o qualsiasi altro quartiere? L’essere umano ha la necessità di introiettare gli elementi naturali per mantenere una connessione con l’ambiente e il proprio equilibrio psicofisico. La frammentazione dell’orizzonte che sparisce dietro lo skyline di una edificazione incontrollata ed autodistruttiva porta tensione e malattie.

Le più alte cariche istituzionali ed autorevoli enti o associazioni si sono esposte per promuovere la tutela del territorio e la salvaguardia del suolo, ma nonostante gli slogan e le buone intenzioni, poco o niente il potere politico fa per affrontare questo enorme problema. Possiamo citare l’ultimo Rapporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nel quale si pone in evidenza la pericolosità dell’eccessivo consumo di suolo, il Rapporto di Legambiente sull’inquinamento atmosferico delle città italiane, la Convenzione Europea sul Paesaggio del 2000 oltre alla definizione dell’Expert Group della Commissione Europea per sottolineare l’importanza che il suolo e l’ambiente hanno per la salute dei cittadini, consapevoli che queste autorevoli fonti vengono ignorate nel momento delle decisioni che riguardano la destinazione d’uso delle aree ancora verdi.

Anche l polveri sottili sono un enorme problema per la salute dei veronesi; quali possono essere le previsioni di inquinamento dell’aria in relazione ai flussi di traffico che inevitabilmente aumenteranno in funzione dei nuovi poli di attrazione realizzati sulla Spianà? Stadi, palazzetti, impianti sportivi, non attireranno altro traffico? Abbiamo un sistema di trasporti pubblici in grado di limitare l’uso dell’auto per recarsi in questi luoghi?

Facciamo appello alle forze politiche di questa città, a questa Amministrazione che pare più lungimirante di quella passata, affinché si cambi la destinazione d’uso della Spianà riportandola a terreno agricolo. Solo così sarà possibile, a costo zero, mantenere un’area verde così importante, e magari un domani destinarla a parco eco-pedagico, che possa essere utile anche alla formazione ed alla crescita sana dei nostri ragazzi.

Alessandro Gornati
Presidente del Comitato Ring Scaligero

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7 Comments

7 Comments

  1. Alberto Battaggia

    06/06/2018 at 08:26

    Condivido lo spirito dell’intervento; ma in che senso “La frammentazione dell’orizzonte che sparisce dietro lo skyline di una edificazione incontrollata ed autodistruttiva porta tensione e malattie.”?

    • Alessandro Gornati

      06/06/2018 at 14:40

      Questa affermazione che ha origine nel mio substrato culturale olistico, avendo studiato la Naturopatia “psicosomatica”, e della quale non sono in grado di portare rilievi scientifici è assolutamente soggettiva e rimane una libera interpretazione della realtà alla quale si può credere o meno. La visione olistica della realtà ci induce a pensare che “ciò che è fuori è dentro e viceversa”, ossia l’animo umano è in costante relazione con il mondo, lo condiziona e ne viene condizionato. Così come l’ambiente urbano degradato stimola comportamenti degradanti, insensibili alla bellezza ed autodistruttivi, un paesaggio ameno, stimola un orientamento caratteriale socializzante e disponibile. Lo sguardo dell’essere umano è gratificato quando percorre grandi distanze (sino a giungere all’orizzonte); uno dei motivi per cui quando siamo al mare, al lago, o in spazi aperti, avvertiamo una sensazione di sollievo e di benessere. L’impedimento allo scorrere dello sguardo accomunato alla riduzione degli spazi verdi tipici della cementificazione porta al degrado nel realtà fisica e quindi ad un corrispondente malessere nella psiche dell’essere umano. Il malessere psichico si manifesta, conseguentemente, sia attraverso comportamenti asociali che attraverso le malattie (visione psicosomatica della patologia).

      • Corrado

        07/06/2018 at 16:55

        non puoi portare rilievi scientifici ma ti assicuro che prima guardavo la spianà e mi rilassavo.. adesso mi agito…

  2. Paola Lorenzetti

    06/06/2018 at 21:58

    Un bel campo da rugby del quale come al solito usufruiranno in pochi. Oltre ai campi è previsto un parcheggio di circa 460 macchine che andranno ad aggiungersi al traffico della zona che è già eccessivo. Uscendo da San Massimo su via San Marco l’impatto dell’opera è veramente pesante. Verona è una delle città più inquinate d’Italia, perchè non si può rendersene conto e preservare almeno quel poco verde che è rimasto?

  3. Cristina Stevanoni

    07/06/2018 at 10:05

    La Spianà, nata per ragioni militari, è stata confusa con il quasi omofono pearà: se la sono già mangiata, un po’ alla volta, a cucchiaiate, per chiari fini elettoralistici e speculativi. Purtroppo non parlerei di destino da preservare, ma di destino da compiangere. Un terreno vergine, meraviglioso, un residuo di un’idea di città diversa è diventato il piatto succulento per i divoratori e le divoratrici di territorio. Dov’è verde, Loro vedono pappa. In ogni caso, caro Alessandro, grazie per la sagge e ‘lungi -miranti’ parole, che purtroppo saranno comprese solo dai soliti panda.

  4. Roberto Bonafini

    07/06/2018 at 18:10

    Nemmeno i campi sportivi vanno più bene.
    Se l’indice un naturopata olistico, poi…

    • Davide

      19/06/2018 at 21:11

      Roberto, a prescindere dalla professione di chi ha scritto l’articolo, li mi sembra stia sorgendo uno stadio alto 20 e passa metri, non un campo sportivo. Dico mi sembra perché non ho trovato alcuna documentazione a riguardo sul sito del Comune di Verona. Anche se presumo un’opera del genere sia frutto di un accordo pubblico privato o di un Piano Attuativo preceduto da VINCA.

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