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Il paesaggio della Valpantena devastato dall’ignoranza

Scelte discutibili per affrontare il problema del traffico hanno prodotto l’ennesima cementificazione selvaggia con opere incomprensibili e sproporzionate rispetto al contesto

Lavori in Valpantena
Lavori in Valpantena

Per affrontare il problema della congestione del traffico nella parte meridionale della via Valpantena, nel 2006 la Provincia di Verona predispose un piano di fattibilità che prevedeva due soluzioni. La prima consisteva nella costruzione di una nuova strada da Quinto fino all’innesto con la Tangenziale Est, consumando oltre 10 Ha di pregiato suolo agricolo, manomettendo il Progno della Valpantena e alterando pesantemente il paesaggio con un costo di oltre di 19  milioni di euro. La seconda prevedeva la riqualificazione della strada esistente con un impatto paesaggistico modesto e un costo di 6-7 milioni. Sebbene il Comitato CiViVi della Valpantena avesse raccolto più di 2000 firme di cittadini per sostenere la variante meno costosa e impattante, la Regione, con Veneto Strade, scelse la prima soluzione.

Oggi a lavori avanzati, gli effetti di quella scelta sono sotto gli occhi di tutti: enormi rotatorie, svincoli, rampe e nuovo ponte in ferro appaiono opere incomprensibili e sproporzionate  in confronto alla dimensione e al domestico paesaggio della valle. Il tutto per guadagnare qualche minuto sulla velocità di percorrenza della strada.

Ma quello che sconcerta maggiormente sono i lavori eseguiti sul Progno Valpantena. Già diversi anni prima il corso d’acqua aveva perso molto della sua connotazione di torrente per essere stato raddrizzato e canalizzato, tuttavia sulle sommità spondali conservava ancora una discreta vegetazione spontanea con funzione di corridoio biologico che conferiva identità paesaggistica al luogo. Per i numerosi frequentatori dell’adiacente pista ciclo-pedonale è sempre stato un elemento qualificante nel banale paesaggio degli asettici vigneti della Valpantena. Ora, il tratto di Progno interessato dalla nuova strada, sparite le scarpate e la vegetazione, è diventato una scatola di cemento “abbellito” con stucchevoli finti muri di sasso, tanto che si staglia nella valle come un elemento alieno.

I fiumi sono sistemi complessi: trasportano acqua, sedimenti e nutrimento, ospitano e connettono moltissime forme viventi, si autodepurano, disegnano il paesaggio nel tempo e nello spazio, in sostanza sono ambienti vivi. Ebbene nella relazione di progetto per la deviazione del Torrente Valpantena è stata presa in considerazione solo la funzione di trasporto acqua e sono stati adottati  gli stessi criteri con cui ad esempio si progetta una condotta fognaria.

Il nuovo progno nella bassa Valpantena

Il nuovo progno nella bassa Valpantena

É incomprensibile come, nonostante gli studi ambientali di organismi come ISPRA, ARPAV e numerosi esempi di buona progettazione paesaggistica, si possa ancora cementificare e togliere ogni forma di vita ad un corso d’acqua. Per giunta in controtendenza rispetto ai lavori idraulici degli ultimi anni che tendono invece a riqualificare e ricostituire le  funzioni biologiche dei fiumi come sta avvenendo da anni all’estero, ma ora anche in Italia. Un esempio per tutti proprio in Veneto dove il “Consorzio di Bonifica Acque Risorgive” da anni ha iniziato una nuova fase nella gestione dei corsi d’acqua che si concretizza nell’incremento della vegetazione in alveo, nella ricalibrazione e risagomatura degli alvei, nel rallentamento dei deflussi e nella realizzazione di aree umide di fitodepurazione.
Secondo il Consorzio «offrire più spazio all’acqua e alla biodiversità permette di diminuire il rischio idraulico e di aumentare le opportunità per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente».

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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