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Il Grande Teatro chiude con Ennio Fantastichini e Iaia Forte

Fantastichini Forte
Ennio Fantastichini e Iaia Forte

Martedì 10 aprile alle 20.45 (con repliche fino al 15) si conclude al Nuovo la trentaduesima edizione della rassegna Il Grande Teatro organizzata dal Comune di Verona e dalla Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona con la casa vinicola Santi come official partner e in collaborazione con Agsm. In programma una produzione Enfi Teatro e Teatro Stabile del Veneto: Tempi nuovi di Cristina Comencini che firma anche la regia. Protagonisti Ennio Fantastichini e Iaia Forte che interpretano una coppia sposata, lui storico e saggista, lei giornalista che vuole essere al passo coi tempi. In scena anche Nicola Ravaioli e Marina Occhionero nei ruoli dei figli della coppia.

Dopo essersi cimentata con successo nella sceneggiatura – in particolare a quattro mani con Suso Cecchi d’Amico con cui firma per la televisione Cuore di Edmondo De Amicis nel 1984 e La storia di Elsa Morante nel 1986 – Cristina Comencini debutta nella regia cinematografica nel 1988 col film Zoo, protagonista una tredicenne Asia Argento. Firma successivamente I divertimenti della vita privata (1992) con Giancarlo Giannini e Vittorio Gassman, La fine è nota (1992) con Mariangela Melato, Carlo Cecchi e Valeria Moriconi, Va’ dove ti porta il cuore (1996) con una grande Virna Lisi e La bestia nel cuore (2005) tratto dal suo omonimo romanzo del 2004, il quinto dopo l’esordio letterario nel 1991 con Le pagine strappate. Al libro La bestia nel cuore seguono altri sei romanzi. L’ultimo, Essere vivi, è del 2016. Parallelamente alla scrittura, continua la sua attività di regista cinematografica. Il suo ultimo film, Qualcosa di nuovo con Micaela Ramazzotti e Paola Cortellesi, è del 2016. Negli ultimi anni Cristina Comencini si è avvicinata alla scrittura di testi teatrali. Tra questi, La traviata (2000), Due partite (2006), Est-Ovest (2009) e La scena (2015) da cui è tratto Tempi nuovi che mette in scena un nucleo famigliare investito dai cambiamenti veloci e sorprendenti della nostra epoca: elettronica, mutamento dei mestieri e dei saperi, nuove relazioni. Un terremoto che sconvolge comicamente la vita dei quattro personaggi della commedia: padre, madre e due figli.

«L’idea di questo spettacolo – dice Cristina Comencini – mi è venuta dall’osservazione della vita di tutti noi che abbiamo un pezzo nel passato (libri, lentezza e analisi) e uno, necessariamente, nel futuro. Questa velocità che ci viene imposta dalla tecnologia ci ha cambiato. C’è una generazione che ha ereditato nozioni in modo più profondo ed è ora catapultata in un mondo in cui le notizie si devono dare in due minuti, possibilmente in cinque righe. Un bel salto. E poi c’è Il confronto generazionale, piuttosto comico. Antonio che deve fare una ricerca sulla Resistenza e si fa aiutare dal padre, pensa che il genitore la Resistenza l’abbia veramente fatta. Non ha mai memorizzato le date e non capisce che il padre è nato dopo. La vita è faticosa se la vuoi capire dice Giuseppe al figlio: Ma io non voglio capire tutto replica Antonio».
Giuseppe è uno storico e saggista che vive in mezzo ai libri. Il figlio Antonio vola invece leggero in un mondo fatto di collegamenti web senza legami col passato, tranne quando deve scrivere un compito sulla Resistenza e per questo ha bisogno del padre. Sabina è la moglie di Giuseppe, una giornalista che si sente moderna per avere seguito un corso di aggiornamento sull’elettronica e avere in questo modo imparato a dare una notizia in tre righe. Clementina è la figlia maggiore della coppia. Vive fuori casa e i genitori la credono felicemente fidanzata con Davide. Le cose non stanno così e un annuncio che Clementina farà ai genitori metterà a dura prova la modernità della madre. Stanco di essere l’unico a portare tutto il peso del passato e della Storia, Giuseppe riserverà ai suoi un insospettabile colpo di scena finale.

Giovedì 12 aprile alle ore 17.00 nel foyer del Teatro Nuovo i quattro interpreti di Tempi nuovi incontreranno il pubblico. Condurrà l’incontro – organizzato in collaborazione col gruppo di ricerca Skenè dell’Università di Verona – Gherardo Ugolini. Ingresso libero.

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redazione@verona-in.it

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