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Cultura

Verona la diffidente concede poco agli artisti di strada

Una città sempre più internazionale, con flussi turistici in aumento, che però ha in vigore un regolamento con troppi vincoli, relegando le esibizioni a pochi luoghi prestabiliti. Giuseppe Boron (FNAS): «Verso una piattaforma condivisa su internet per organizzare le performances, sull’esempio di tante città europee»

Paolo Zanarella, il Pianista fuori posto
Paolo Zanarella, il Pianista fuori posto

Paolo Zanarella, in arte il Pianista fuori posto, è un artista di strada ormai affermato che è solito esibirsi per le vie di Verona con uno strumento insolito: un pianoforte a coda. «Molte città italiane tentano di scoraggiare questi spettacoli all’aperto – spiega il musicista – probabilmente per il timore della scarsa professionalità, oppure perché il nostro è ritenuto un lavoro dal basso profilo, poco elegante. Però all’estero non è assolutamente così».

La strada, in quanto luogo pubblico per eccellenza, per questi artisti  è il palcoscenico sul quale esibirsi, movimentando la città e promuovendo la propria arte come valore sociale che fonda le radici nella cultura popolare, fenomeno che forse per decoro urbano o per timore di un eccessivo disordine è stato fortemente limitato. E infatti Verona, città sempre più internazionale, con flussi turistici in aumento, ha però in vigore un regolamento che vincola fortemente gli artisti di strada limitando le esibizioni in pochi luoghi prestabiliti, senza la possibilità di amplificare, cantare e suonare in gruppo.

In Italia fino al 2001, era in vigore l’art.121 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), secondo il quale, per esprimere liberamente la propria arte in strada era sufficiente essere iscritti al Registro dei Mestieri Girovaghi e richiedere al Comune il permesso temporaneo per potersi esibire. Il DPR. del 28 maggio 2001 n.311, all’art. 6, invece, ha abrogato i commi primo e secondo dell’art.121 del TULPS, affidando a ciascun Comune, con l’intento di semplificare la procedura burocratica, la possibilità di regolamentare a propria discrezione le forme di spettacolo in strada.

«In Austria è molto più semplice suonare per strada – continua Zanarella – solitamente mi bastano pochi minuti per reperire tutte le autorizzazioni necessarie per un’attività che all’estero è considerata un’attività normale, utile per la collettività. I primi tentativi di suonare a Verona sono stati, al contrario, estremamente complicati. La prima volta ho dovuto aspettare cinque mesi per ottenere i permessi. Poi, superata una certa diffidenza, le cose sono migliorate».

Valpolicella Buskers, Purano (Verona)

Valpolicella Buskers, Purano (Verona)

Attualmente per effettuare una performance artistica nelle strade di Verona la richiesta dev’essere formulata compilando un modulo predisposto dall’Ufficio Commercio Attività Produttive, allegando una marca da bollo da 16 euro e copie di documenti personali. Dopo aver prenotato un appuntamento online è possibile presentare la domanda. Prima di aver diritto alla postazione è però necessario tornare in Comune per ritirare la concessione che autorizza all’occupazione di suolo pubblico. Servono  un’ulteriore marca da bollo da 16 euro e una ricevuta attestante il versamento di euro 10 per ogni giorno di spettacolo. La categoria di artisti di strada più soggetta a vincoli è quella dei musicisti che hanno il permesso di suonare solo strumenti musicali a corda (chitarre, violini, viole ecc.), flauti e fisarmoniche e inoltre è vietato l’uso di amplificatori sonori e l’accompagnamento con la voce.

Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona Civica, propone un rinnovamento normativo per il comune scaligero: «Vorremo garantire ad ogni artista, nel rispetto delle regole di convivenza civile e dei regolamenti municipali, il libero accesso a tutto il suolo pubblico, eccetto quelle zone particolarmente sensibili, come via Mazzini, Corso Portoni Borsari e via Cappello, al fine di condividere e promuovere l’arte di strada come forma di crescita e intrattenimento collettivo».

L’idea è quella di svincolare gli artisti dal freno imposto dalle postazioni fisse, che rendono estremamente rigida un’attività che dovrebbe essere dinamica e sempre diversa. Secondo la proposta di Ferrari e al fine di  monitorare gli artisti, questi, prima di poter intrattenere il pubblico, dovrebbero iscriversi nell’elenco degli “artisti di strada”, da istituire. «Per le zone del centro storico, l’iscrizione dovrebbe essere subordinata a una selezione fatta sulla base del merito – precisa – per assicurare performance di qualità».

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Giuseppe Boron, presidente della Federazione Nazionale Artisti di Strada (FNAS) spiega che l’arte di strada non è un mestiere ma la possibilità per chiunque di usufruire di uno spazio collettivo secondo le regole del buon vivere civile. «Generalmente gli amministratori trattano il territorio come un unicum ma sbagliano – dichiara Boron – perché andrebbe lasciata libertà dove non si riscontrano problemi e regolamentare dove necessario. L’eccessiva burocratizzazione, ad esempio nei quartieri lontani dal centro, potrebbe essere un freno alla possibilità di diffondere forme artistiche in grado di migliorare la qualità di vita degli abitanti».

Artista di Strada, Verona

Artista di Strada, Verona

Molti degli artisti che si incrociano per strada sono professionisti del settore, che hanno scelto di esibirsi a cappello ma che spesso lavorano anche a cachet. Boron vuole comunque tenere alta l’asticella della qualità: «Ritengo che gli artisti di strada debbano imparare ad esibirsi in maniera tale da sviluppare capacità nuove, che aiutino a cogliere l’umore del pubblico, relazionandosi direttamente con esso in situazioni non istituzionali».

La FNAS, attiva in questo settore da anni, sta finalizzando una piattaforma chiamata Arthecity, un grande progetto per la mobilità degli artisti su tutto il territorio nazionale e internazionale, finalizzato a facilitare la diffusione dell’arte di strada e a favorire l’estensione di una politica di accoglienza aperta a tutte le forme di espressione artistica urbana. La piattaforma e l’applicazione mobile si sviluppano attraverso un processo partecipato tra tutti gli utenti, coinvolgendo artisti e cittadini nella definizione delle politiche culturali locali. Arthecity è infatti un’idea di community in cui gli utenti sono enti locali, associazioni per lo sviluppo locale del turismo, artisti di strada in mobilità sul territorio nazionale e cittadini amici dell’arte in strada.

Zeno Massignan

Written By

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

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