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Opinioni

Il fascismo latente della Verona perbenista

Non è sicuramente un caso che, nell’anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma, in contemporanea con la nomina di Emanuele Fiano a Commissario del Partito Democratico veronese, succedano fatti di una gravità sconcertante. A prima vista infatti l’iniziativa del Consigliere Comunale Andrea Bacciga sembrerebbe un modo per strappare un po’ di like ai suoi sostenitori, un modo, anche banale, di farsi pubblicità. In realtà la questione è molto molto più seria.

Ma cos’è successo esattamente? Un consigliere della maggioranza che sostiene il sindaco di Verona Federico Sboarina si è recato alla Biblioteca Civica per donare alcuni libri improntati all’integralismo cattolico e all’esaltazione di ideologie che si pensavano relegate al XX secolo, superate e destinate a restare presenti, come monito, nei libri di Storia. Invece, come un’araba fenice, il mostro ritorna a manifestarsi…

Questi sono solo alcuni titoli dei libri che Bacciga ha donato alla Biblioteca Civica: Sergio Ramelli, quando uccidere un fascista non era reato (M. Carucci- P. Ramella); Giuseppe figlio di Giacobbe (di S. De Mari); Militia (F. G. Freda, Léon Degrelle); Gli indoeuropei (di A. Romualdi); I leoni morti (di Saint-Paulien); L’albero e le radici (di F. G. Freda). Un’evidente provocazione, che liscia il pelo a quella parte di Verona che è sempre “in fondo, a destra”, giusto per citare un’opera di carattere esattamente opposto.

Dopo il programma dichiaratamente oscurantista del sindaco, dopo la cacciata di una persona di colore da una manifestazione pubblica, dopo la cancellazione di un evento del Tocatì non gradito agli integralisti cattolici, ora siamo alle uscite pubbliche di approvazione nei riguardi di teorie condannate dalla nostra Costituzione e dalla Storia. Purtroppo si sta ricreando il clima che poco meno di dieci anni fa portò all’omicidio di Nicola Tommasoli.

Spero che la Verona progressista e antifascista si risvegli, che chi si richiama ai valori di sinistra smetta di flirtare con formazioni politiche reazionarie e oscurantiste, e sappia dire un forte “no” a questo ritorno di fiamma (è proprio il caso di dirlo) di un passato che ha portato solo tragedie, lutti e rovine.

Lorenzo Dalai

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