Connect with us

Hi, what are you looking for?

Lutto

“Giorgio Olivieri. Sull’orlo della luce”. Anche nel buio

L’artista veronese si è spento domenica 1 ottobre nella sua casa

«Zia guarda c’è l’ambulanza in strada!!». Mia nipote si affaccia in questa domenica mattina grigia e piovosa dopo aver sentito oltre alle campane del Duomo anche il suono impietoso di un’ambulanza, che ti gela ancora di più quando si blocca d’improvviso e capisci che è sotto di te.

Ci affacciamo e capiamo che nel palazzo di fronte qualcosa è successo. Vivere in centro storico a Verona, la nostra via, è come essere in una piccola comunità dove si cerca, senza invadere, di essere utili, di conforto, partecipare nel bene e nel male alla vita. Comunque, c’è sempre incontrandosi per strada sotto casa, un sorriso una chiacchiera da scambiare, una visita, un bicchiere da bere.

La mia urgenza diventava però in quel momento rassicurare mia nipote, non è mai facile parlare ai bambini del dolore e della morte, senza mentire; nel frattempo invio un messaggio “alla casa di fronte” e mi danno una brutta notizia.

Così prendo mia nipote la faccio sedere in soggiorno e le racconto una storia. «Sai, il signore che abita nella casa di fronte, quello con i capelli bianchi e la barba bianca, era malato da un po’ di tempo, forse non c’è più, se n’è andato, era il suo momento, come per tutti arriva, l’importante è come vivi e cosa fai di bello e di buono nella vita, quanto hai sorriso e quanto hai voluto bene!». Mi sorride. Continuo, mettendomi in grembo il computer acceso e mi avvicino a Lei. «Sai, quel signore era un pittore, ha fatto dei quadri molto belli, ha voluto dire tante cose e così ha dipinto, facendo tante mostre importanti, pensa ha esposto anni fa anche nel Palazzo Forti qui vicino, le sue opere sono in tante case e in tanti musei». «Veramente?!….e cosa dipingeva?». «Tante forme geometriche e tanti colori, poi addirittura ad un certo punto metteva nei quadri anche la sabbia, gli spaghi, corde, pezzi di stoffa… si chiama Astrattismo!». È perplessa. Guarda le immagini dei quadri sul computer, dice che le piacciono i colori. «Sai, c’è qualcosa oltre la materia, oltre le cose, oltre gli oggetti, qualcosa che sta dentro le cose, e non sempre riusciamo a definirlo a tirarlo fuori, gli artisti ci provano e ci fanno vedere quello che hanno trovato…». «Ah, ok, come quando vedo un cane e penso a Lapo?!» (Lapo è il suo cane!)… «Diciamo di si. Come quando spegni la luce e continui nel buio a vederla, almeno per un po’!».

Giorgio Olivieri lascia molte opere e un segno importante nell’arte italiana, qui lo ricordiamo come “vicino di casa”, in un quotidiano affetto che abbraccia i figli Stefano e Claudia, e la loro mamma, perché sentano Verona come vicina, là dove Olivieri ha sempre voluto rimanere, con un amore profondo per il suo territorio, la sua città, la sua strada, la sua casa.

Quando muore un artista, brucia una biblioteca.

Advertisement. Scroll to continue reading.

Daniela Cavallo

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SCARICA GRATIS

L'Arsenale, grande opportunita per Verona

Advertisement
Advertisement

Advertisement

Altri articoli

Advertisement