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Foto Ennevi, Fondazione Arena di Verona
Foto Ennevi, Fondazione Arena di Verona
Giovani al Teatro Filarmonico nell'ambito dell'iniziativa Arena Young (Foto Ennevi)

Inchieste

I giovani amano il teatro se il teatro ama i giovani

INCHIESTA – A Verona aumenta l’offerta culturale legata al teatro, +9,23%, con rivista e commedia musicale che fanno da traino, +64,71%

INCHIESTA – Il settore dello spettacolo è tornato a segnare risultati positivi. Lo dicono i dati dell’Osservatorio dello Spettacolo della SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori, che si occupa di monitorare l’attività dello spettacolo e dell’intrattenimento in Italia. Stando all’ultimo report relativo al primo semestre 2016, il cosiddetto settore primario (attività cinematografica, teatrale e concertistica) è quello che riporta i risultati migliori.

Per quanto riguarda i dati dell’attività teatrale in Italia, i risultati del report mostrano che, nonostante una modesta ma comunque positiva offerta in crescita dello 0,14%, gli ingressi hanno fatto registrare un +7,60%, la spesa al botteghino (le somme pagate dagli spettatori per l’acquisto del biglietto) +14,79% e la spesa del pubblico (il totale delle somme destinate dagli spettatori alla fruizione dello spettacolo – include sia la spesa al botteghino che quelli per la fruizione di servizi accessori, come guardaroba, consumazioni al bar) +16,60% , con un volume d’affari cresciuto del 17,03%. I risultati migliori sono stati quelli ottenuti dal settore del Teatro (prosa), seguiti da quelli della Rivista e Commedia musicale.

L’attività teatrale veronese, che comprende vari settori, come quello della rivista e commedia musicale, quello della lirica, quello del balletto, nel primo semestre 2016 rispetto al primo semestre 2015 ha fatto registrare un +9,23% per quanto riguarda l’offerta, ma con dati molti diversi tra i vari settori. Rivista e commedia musicale fanno da traino (+64,71%) , mentre la lirica, fiore all’occhiello della città scaligera, non se la passa molto bene (-35,14%).

Dati che trovano riscontro anche nel numero di ingressi: rivista e commedia segnano un ottimo risultato (+138%), mentre la lirica è maglia nera (-25,01%). Nonostante l’offerta del settore prosa abbia registrato un –2,01%, la spesa al botteghino registra un +24,91%. Nel complesso, il volume d’affari del settore è comunque positivo (+57,10%): anche se la lirica segna il -30,96%, è ancora il settore della rivista e della commedia a dare risultati sorprendenti (+68,87%).

Per riuscire ad esercitare una forza attrattiva verso il pubblico, il teatro deve pensare a nuove forme e a nuovi modi di comunicazione. Uno dei banchi di prova più difficili è il mondo dei giovani. Come si convincono i ragazzi ad andare a teatro?

Le difficoltà non mancano, come spiega la dott.ssa Francesca Cazzanelli, dell’ufficio Formazione della Fondazione Arena, in quanto oggi «l’opera, e la musica classica in generale, si devono confrontare con la modernità multimediale, con i messaggi immediati e spesso superficiali, con la scarsa disponibilità di tempo e con una società orientata al ludico effimero».

Tuttavia «se è vero che il teatro musicale non si può ridurre alla visibilità degli eventi, perché è il parto di una lunga preparazione, con professionalità altamente specializzate, il nostro compito – sostiene Cazzanelli – è di affrancarci dal concetto di un teatro musicale elitario, promuovendolo verso il futuro di una partecipazione e comprensione diffusa».

In quest’ottica è stato pensato Arena Young, un insieme di progetti realizzati dal Teatro Filarmonico per offrire ai giovani una vera e propria esperienza a 360 gradi di cosa sia il teatro. Arena Young propone iniziative come Anteprima, che apre le porte del teatro a scuole, conservatori, Accademia Cignaroli e Verona Opera Academy per assistere alle prove generali, precedute da una conversazione di approfondimento; Il Teatro si racconta, invece, permette agli studenti di scuole elementari e medie di prendere parte ad un evento in cui le maestranze dell’Arena di Verona raccontano il loro lavoro in parole e musica; con Ritorno a Teatro, infine, gli studenti, con i loro genitori o insegnanti, possono scoprire come nasce un’opera lirica o un concerto.

«Le visite guidate – spiega Cazzanelli – ci consentono di illustrare, visitando il backstage, quanto sia complessa la macchina teatrale e quante persone siano impegnate per la messa in scena di un’opera; le conversazioni e gli incontri con gli artisti mettono i giovani a contatto diretto con i protagonisti dello spettacolo prima ancora di vederli in scena, offrendo loro un’esperienza unica.

Le lezioni concerto consentono un incontro ravvicinato con l’orchestra e il coro, in un contesto più raccolto che aiuta la relazione, spesso vivace, tra i nostri artisti e i giovani». Particolarmente importante è il progetto Ritorno a Teatro, «con il quale cerchiamo di raggiungere, oltre alle scuole, anche le famiglie la cui presenza aumenta, stagione dopo stagione. I risultati sono molto incoraggianti e la Fondazione è spronata a proseguire questa sua attività divulgativa di valori artistici così legati, in particolare, alla nostra realtà cittadina».

I dati degli ultimi tre anni mostrano che queste attività sono apprezzate. Nella stagione 2014/2015 la sezione Anteprima ha registrato 4308 presenze, in leggero calo l’anno successivo, con 3503 presenze, mentre a marzo 2017, con la stagione ancora aperta, le presenze sono state 3548.

Buoni i dati di Ritorno a teatro, che tre anni fa ha contato 2698 presenze mentre quest’anno è già a quota 2889. Il Teatro si racconta ha invece attratto 2558 persone nel 2014/15, 2986 nella stagione 2015/16 e al momento registra 1942 presenze per la stagione in corso.

Nell’ottica di avvicinare i giovani al teatro si spende molto anche la Fondazione Aida. Riconosciuta dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal ministero per la Pubblica Istruzione, Aida è una fondazione non profit e centro di formazione professionale accreditato dalla Regione del Veneto.

«Svolgiamo da più di trent’anni un’attività di avvicinamento e formazione delle giovani generazioni al teatro, nelle sue svariate forme – spiega Meri Malaguti, direttore generale di Fondazione Aida –. E questo perché crediamo nel ruolo educativo e sociale che questa forma d’arte può dare nel percorso di crescita e formazione di una persona».

Meri Malaguti

Meri Malaguti

Tra le varie attività, un ruolo centrale, sia per il numero di spettacoli sia per il coinvolgimento di pubblico, hanno le storiche rassegne Famiglie a teatro e Teatro scuola, entrambe organizzate al Teatro Stimate con la collaborazione dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, il sostegno di Fondazione Cariverona, il contributo di Poste Italiane, BPM e Abio Verona.

In particolare, la rassegna in corso di Famiglie a teatro, in programma fino al 26 marzo tutte le domeniche pomeriggio alle 16.30, propone ventidue spettacoli teatrali per ragazzi dove vengono ospitate produzioni di compagnie professioniste provenienti da tutto il territorio nazionale, oltre che alcuni titoli prodotti dalla stessa Fondazione Aida. «Fino al 1 di marzo sono stati presentati 17 spettacoli che hanno coinvolto più di 4.800 spettatori» spiega Malaguti.

Anche la rassegna Teatro scuola, partita il 21 novembre con Alice e i diritti delle meraviglie, dà alla Fondazione grandi soddisfazioni. 21 i titoli in programma, per un totale di 33 rappresentazioni. «Tra i titoli sold-out si segnalano Iliade, tratto dal libro di Alessandro Baricco (308 ragazzi presenti), Mary Poppins (301 ragazzi), L’amico ritrovato, per il quale è già stata predisposta una seconda replica, e Processo alle verdure (298 ragazzi). Complessivamente si prevede un’affluenza di oltre 10.500 studenti».

Fondazione Aida non è solo Stimate. «Visto il successo dello scorso anno, si conferma anche per il 2017 la collaborazione con il Conservatorio Evaristo Felice Dall’Abaco che vede la presentazione di alcuni spettacoli di maggiore impatto musicale presso l’Auditorium Nuovo Montemezzi di Verona. La prima “trasferta” di Famiglie a teatro è stata il 30 ottobre, quando è stato presentato Storie rivoltanti e rivoltate, omaggio a Roald Dahl nell’anno del suo anniversario».

Per agevolare la partecipazione, sono state attivate alcune convenzioni per i titolari Carta più e Carta multiPiù (librerie Feltrinelli), Big Card del centro commerciale La Grande Mela, Dopolavoro ferroviario Verona, CRAF Cartiere Fedrigoni, Carta IKEA Family, Cral Comune di Verona, Cral convenzionati, tessera Premium IBS, Mondadori Card, Selecard.

I giovani sono un pubblico di riferimento importante anche per il Teatro Ristori. Dallo scorso luglio, la direzione artistica è passata nelle mani del maestro Alberto Martini, che fin da subito ha capito la necessità di operare dei cambiamenti radicali. «Abbiamo dato incarico alla Macro, azienda per i monitoraggi dei teatri, di condurre un’indagine conoscitiva sul pubblico e sulla qualità del Ristori» spiega Martini. «Quella di quest’anno, d’altra parte, è la prima vera stagione teatrale, perché prima c’era qualche spettacolo di danza e di jazz».

Alberto Martini (Foto Galimberti)

Alberto Martini (Foto Galimberti)

Martini sta puntando molto su iniziative volte alla divulgazione della cultura del teatro tra i giovani, «pensate per dare quel quid in più che manca nell’educazione scolastica». Iniziative, prosegue, i cui risultati «stanno andando al di là delle nostre aspettative. Gli appuntamenti della domenica pomeriggio per i ragazzi sono sempre esauriti. La programmazione stessa del teatro è stata pensata per coinvolgere maggiormente i giovani e anche a livello comunicativo c’è stato un cambio di passo, per esempio nell’uso dei social network».

Il coinvolgimento del pubblico dei giovani «è stata una mia priorità fin da subito» sottolinea Martini. «Per questo dai 19 ai 30 anni è possibile acquistare il biglietto con uno sconto del 50% e fino ai 18 del 70%. Anche per gli studenti del Conservatorio ci sono tariffe agevolate, quasi a costo zero».

Martini punta a rivoluzionare lo spazio teatro affinché diventi per i giovani «un luogo d’incontro dove si fa cultura. In questo senso credo che sia iniziato un percorso importante. Per esempio molti ragazzi arrivano prima dell’evento e si ritrovano al bar, vivendo l’ambiente teatro come un spazio di socialità, non solo come luogo dove assistere ad un evento».

Una sfida ambiziosa, riconosce Martini, ma d’altra parte «il nostro compito è questo, alzare il livello culturale». In quest’ottica, la prima iniziativa è stata quella di allargare la programmazione. «Da 8-9 spettacoli siamo oggi a più di 80, con varie tipologie di stagioni, dalla sinfonica alla musica barocca, alla danza, alla musica jazz, alla prosa. Altre iniziative riguardano un accordo stipulato con le Famiglie dell’Amarone d’arte, coniugando l’arte del vino con quella del teatro».

Punta molto sul pubblico dei giovani anche il Teatro Nuovo (Teatro Stabile del Veneto) e il direttore Paolo Valerio è molto soddisfatto dei risultati. Oltre a lavorare molto su una programmazione mirata, proponendo spettacoli che interessino i ragazzi, il Nuovo ha messo in campo il progetto Under 26. «Abbiamo chiesto un finanziamento alla Fondazione Cariverona grazie al quale i giovani sotto i 26 anni possono acquistare il biglietto per il teatro alla cifra quasi simbolica di 3 euro. La stessa cosa abbiamo fatto con l’ESU.

Paolo Valerio

Paolo Valerio

La stagione, in questo modo, è sempre esaurita e la presenza dei giovani è significativa. Valerio spiega che da anni il Nuovo cerca di promuovere il teatro in tutte le sue forme. «Abbiamo per esempio una scuola con circa 300 allievi, di cui la metà sono under 18». Le difficoltà sembrano essere più a livello di comunicazione. «In questo senso importanti sono diventati i social network e le newsletter. Abbiamo circa 10 mila iscritti alla nostra newsletter, con la quale gli iscritti sono informati sulle attività e sulle proposte del teatro».

Una rassegna consolidata per il teatro d’avanguardia, con una programmazione che dà molto spazio alle compagnie amatoriali è quella de L’Altro Teatro (Teatro Camploy). Per andare incontro alle necessità del pubblico di giovani sono previsti sconti sia sul prezzo singolo (10 euro invece di 14) che sull’abbonamento (sette spettacoli di prosa a 60 euro invece che 70 e quattro spettacoli di danza a 30 invece che 40).

Stando ai dati del Box office, che gestisce la biglietteria de L’Altro Teatro, la presenza dei giovani non è massiccia, ma si fa comunque sentire. I numeri sono relativi alla stagione in corso (e quindi parziali), calcolati effettuando la media degli spettatori e la vendita dei biglietti: fino a marzo 2017 la presenza del pubblico under 30 in sala è stato del 16%.

Un’esperienza del tutto diversa, nuova e coraggiosa, è stata quella intrapresa da Roberto Totola, regista e attore teatrale, tra i fondatori di Fonderia Aperta Marconi. Nel 2003, Totola inizia a lavorare ad un progetto di bonifica e ristrutturazione di uno spazio in disuso dell’Istituto Itis Ferraris di Verona, assieme al preside di allora, Dino Poli, e con la collaborazione di Marina Furlani ed Eugenio Chicano. Nel giro di 12 anni, attraverso una serie di progetti portati avanti con gli assessorati della Provincia, Totola trasforma l’ex fonderia in uno spazio del tutto nuovo.

Roberto Totola e Marina Furlani

Roberto Totola e Marina Furlani

Inaugurato nel novembre del 2015, «la Fonderia Aperta ha avuto un ottimo riscontro, essendo uno spazio molto accogliente e anche inusuale in una città come Verona – racconta Marina Furlani –. Tutti gli eventi che organizziamo sono quasi sempre pieni, i posti a sedere sono 156, non tanti, ma essendo uno spazio nuovo è un buon risultato». Uno spazio polifunzionale, che si propone come punto d’incontro, un luogo dove fare cultura per tutti coloro che operano nel campo dello spettacolo.

«Proponendo una programmazione ad hoc e facendo delle scelte artistiche oculate, riusciamo ad intercettare un pubblico eterogeneo – prosegue Furlani –. Abbiamo avuto anche un ottimo riscontro da parte dell’Università di Berlino, venuta in visita, che ha apprezzato come questo spazio richiami certe strutture d’oltreoceano, di stile newyorkese».

Grande rilevanza a Verona è ricoperta anche dalle compagnie amatoriali. Il presidente provinciale della Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Massimiliano Cioffo, ritiene che la città sia vivissima per quanto riguarda la cultura, quello che a suo avviso manca in questo momento sarebbero le possibilità di esprimerla.

Massimiliano Cioffo

Massimiliano Cioffo

«Come federazione – spiega Cioffo – siamo orgogliosi del fatto che tutte le settimane nella provincia veronese non mancano spettacoli teatrali, sia professionali che amatoriali». La partecipazione dei giovani, in particolare, «è in crescita, anche se è sempre stato alto il loro coinvolgimento.

Nella nostra federazione possiamo infatti vantare iscritti di tutte le età: bambini che si affacciano al teatro con l’aiuto di professionisti o appassionati che cercano di trasmettere loro l’amore verso il teatro; ragazzi che cercano di far diventare il teatro il loro lavoro utilizzando i palcoscenici amatoriali per fare esperienza; persone che sfruttano quel poco tempo libero a disposizione per tenere viva una passione che una volta accesa è difficile da spegnere».

Sul rapporto tra giovani e teatro a Verona, abbiamo chiesto anche il punto di vista di Alessandro Anderloni, attore, autore e regista di spettacoli teatrali, che da anni lavora a contatto con i bambini e i giovani. «Il migliore servizio che si possa fare al teatro, anche per costruire gli spettatori di domani, è quello di far “fare” il teatro ai bambini e ai ragazzi – spiega Anderloni –. Per coinvolgere i giovani bisogna farli provare in prima persona mentre invece troppo spesso si è più preoccupati ad offrire ai ragazzi un ruolo da spettatori piuttosto che metterli in scena.

E non parlo di corsi o laboratori. Bisogna farli recitare, bisogna far sì che “si sporchino le mani” sul palcoscenico. E bisogna cercare testi per i giovani, non pretendere di coinvolgerli soltanto con i classici, costruendo testi con drammaturgia collettiva. In questo senso credo moltissimo nel lavoro nelle scuole, perché è un luogo aperto a tutti, non elitario, ma democratico».

Alessandro Anderloni

Alessandro Anderloni

La riflessione di Anderloni non si ferma qui. «Abbiamo mai chiesto ai giovani cosa vogliano vedere? Siamo sicuri che le programmazioni che offriamo siano di loro interesse? E ancora: non c’è cosa più efficace per allontanare qualcuno dal teatro che portarlo a vedere spettacoli brutti.

Siamo sicuri che quanto viene offerto nelle scuole corrisponda a ciò che i giovani vogliono vedere?». Secondo Anderloni «oggi non c’è nulla tra gli stimoli che il mondo della comunicazione offre che porti i giovani ad andare a teatro. Molto spesso si pensa che per invogliarli bisogna chiamare il personaggio televisivo famoso ma non c’è nulla di più sbagliato».

Infine una proposta: «Che il Comune di Verona, quando ci sarà un assessore alla Cultura, investa dei soldi per promuovere le arti sceniche nelle scuole, dalla danza, alla musica, al teatro. E che tutti i teatri cittadini importanti, nel mese di maggio, aprano per una settimana i loro palcoscenici e mettano in scena spettacoli di giovani e bambini. In dieci anni cambierà la percezione del teatro. Perché quelli che io rivedo a teatro da grandi sono quelli che hanno provato la magia di farlo».

Federica Sterza

Written By

Federica Sterza è nata a Verona nel 1988, sotto il segno del Toro. Un diploma al Liceo Classico Scipione Maffei e una laurea in Scienze della Comunicazione: editoria e scrittura. E' giornalista professionista e collabora con alcuni quotidiani online. Dopo due periodi di studio e lavoro trascorsi in Inghilterra e Spagna per perfezionare le lingue, torna in Italia. Sul comodino non mancano mai una rivista e un libro, oltre a una buona tazza di caffè. federicasterza@hotmail.com

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