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Lutto

Morto l’architetto Benevolo che lavorò anche a Verona

Leonardo Benevolo

Nel 1984 fu chiamato per studiare un piano per una Variante urbanistica al Centro Storico

Il 5 gennaio,  in seguito ad una lunga malattia, è morto, a 93 anni  nella sua casa di Cellatica (Brescia), lo storico dell’architettura, architetto e urbanista Leonardo Benevolo. Fu docente universitario, autore di importanti libri sulla storia dell’architettura e dell’urbanistica ed egli stesso un urbanista a livello internazionale. Considerava la città un sistema che andava regolato, pensato e controllato dal potere pubblico e non abbandonato agli interessi della speculazione privata. Purtroppo il suo lavoro è stato, da altri,  troppe volte “adattato” alle esigenze degli interessi politici ed economici. Significativa è stata la sua affermazione:  «Ho lavorato, come dice Le Corbusier, per il mio fratello uomo e il poco che ho fatto sopravvive nella vita di qualcun altro, che pure non mi conosce».

Il secondo dopoguerra lo vide protagonista delle vicende e del dibattito urbanistico, e lo portò ad essere uno studioso che riuscì anche a concretizzare, almeno sino a dove il potere politico-economico glielo permise, alcune sue teorie. Di particolare importanza l’esperienza della Variante Generale al Piano Regolatore di Brescia, dove riuscì a realizzare un metodo di pianificazione che vedeva il Comune protagonista delle scelte sul territorio, facendo acquistare dalla Pubblica Amministrazione i terreni su cui costruire e, dopo averli urbanizzati, vendendoli, ad un prezzo equo, ai costruttori che intendevano edificare. In questo modo il potere pubblico riuscì a pianificare ed anche a gestire lo sviluppo urbanistico di Brescia, togliendolo alla speculazione.

Negli anni Sessanta collaborò con Piccinato e Quaroni al piano regolatore di Roma e lavorò con Italo Insolera e Pierluigi Cervellati alla pianificazione del centro storico di Palermo e di Urbino.  Fu anche incaricato della pianificazione di Venezia. Negli anni Settanta si occupò, con Vittorio Gregotti, del Progetto Fori a Roma; parteciparono all’ambizioso piano il sopraintendente Adriano La Regina, il sindaco Luigi Petroselli e Antonio Cederna. Intendevano considerare gli elementi archeologici non come uno sfondo scenografico urbano, ma come parti essenziali e organiche della città. Volevano realizzare un parco archeologico, il più importante al mondo, e unire il centro di Roma con le periferie attraverso collegamenti urbani ricchi di cultura, di monumenti e di verde. Sarebbe stato troppo bello, infatti non si realizzò nulla.

Il professor Benevolo lavorò anche a Verona. Nel 1984 fu chiamato per studiare un piano per un Variante urbanistica al Centro Storico. Benevolo utilizzò una metodologia definita “storico – tipologica”, che studiava il valore storico, monumentale e ambientale di ogni edificio del Centro Storico, e sulla base di quelle analisi  oggettive, definiva i limiti dell’intervento.  Venivano cioè individuate le tipologie su cui formulare le indicazioni tecniche e funzionali. Il professor Benevolo impostò lo studio per la Variante, ma subito dopo fu sostituito dall’architetto Maurizio Veronelli, suo aiutante. Il Consiglio Comunale respinse la versione Veronelli, che venne allontanato, temendo che bloccasse l’attività edilizia dei privati e affidò ad un architetto  dipendente del Comune, il compito di elaborare una nuova versione di Variante, più permissiva rispetto alla precedente stesura.

Nella nuova Variante non comparvero gli studi tipologici del tessuto storico, che avrebbero potuto vincolare gli interventi. In questo modo si  evitò di approvare una normativa rigorosa, chiara  e obiettiva.  Veniva comunque confermato lo scopo di permettere  il recupero degli edifici favorendo le destinazioni d’uso residenziali rispetto alle non residenziali. Furono ammesse nuove destinazioni d’uso non abitative esclusivamente al piano terra. Purtroppo le troppe deroghe concesse annacquarono non di poco le norme della cosiddetta Variante 33.

Giorgio Massignan

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Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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