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Team building, anche in politica l’unione fa la forza

In vista delle prossime elezioni amministrative le segreterie dei partiti di Sinistra e Centro-sinistra sono ancora in tempo per cercare di formare un’aggregazione con esponenti della società civile, su una chiara e vincolante base programmatica.

Inizia il nuovo anno. Il 2016 ci ha lasciato una situazione politica complicata, con una sinistra ed un centro sinistra divisi e in competizione. Quello che temevo si sta purtroppo verificando. Alle prossime elezione per il rinnovo dell’amministrazione comunale, nella galassia del centro sinistra e della sinistra si prospetta una costellazione di liste di candidati sindaco: lista del PD, con varie liste civiche a coprirlo ai lati, listone della sinistra (SI, Rifondazione ed eventuali liste civiche), altre e varie liste personalizzate e i Cinque Stelle. Il probabile risultato, se la destra si presenterà unita, potrebbe essere che nessuna lista progressista arriverà al ballottaggio.

In tempi non lontani, per evitare che accadesse quello che sta succedendo, avevo proposto la realizzazione di una grande lista civica progressista su base programmatica. Mi ero rivolto ai partiti, alle associazioni, ai comitati civici e ai singoli cittadini per tentare una robusta aggregazione che permettesse alle forze progressiste di arrivare almeno al ballottaggio. La mia idea iniziale di formare una grande lista civica, su base programmatica, composta da persone per bene e competenti, con l’appoggio esterno dei partiti progressisti senza i loro simboli, ritengo sia ancora la più interessante e con maggiori possibilità di successo elettorale. Ma, sulla base dei diversi incontri con le segreterie dei partiti, è risultata l’indisponibilità delle stesse a questa operazione.

Prima di abbandonare definitivamente l’ipotesi di formare una forte aggregazione progressista in grado di contrastare la destra e coloro che hanno governato sin ora, invito le segreterie dei partiti ad impegnarsi per cercare di formare un’aggregazione dei partiti di sinistra e di centro sinistra, con esponenti della società civile, su una chiara e vincolante base programmatica. Il programma alternativo a quello delle amministrazioni Tosi, atto a  risollevare le condizioni sociali, culturali, economiche e territoriali della nostra città, la pari dignità per tutti gli aderenti, senza un partito leader, il metodo partecipativo e democratico di definire il candidato sindaco e i componenti della/le liste e l’esclusione a priori di alleanze con le forze politiche e con le persone che hanno formato le giunte degli ultimi dieci anni, dovrebbero essere i fattori aggreganti.

L’alternativa, oltre a riconsegnare Verona ai responsabili degli ultimi dieci anni della pessima amministrazione della città, è quella di accontentarsi di un ruolo di opposizione e/o di pura testimonianza. Concludo, auspicando che da parte di tutti i partiti di centro sinistra e di sinistra sia fatto uno sforzo di altruismo e di generosità, tale da scordare i propri interessi specifici per concentrarsi sul bene della città.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

3 Comments

3 Comments

  1. Marcello

    Marcello

    04/01/2017 at 17:57

    Mi pare che l’invito ad una forte aggregazione progressista, in grado di contrastare la destra e coloro che hanno governato sin ora, resti valido ed un’ipotesi ancora possibile. Tutto il Pd (sia quello al potere che quello della minoranza) più gli esponenti delle due Sinistre e dei Comitati hanno soltanto da guadagnarne. Verona Bene Comune potrebbe essere il nome della coalizione.

  2. Avatar

    marilisa

    04/01/2017 at 10:52

    Risulta evidente che ad alcune formazioni di estrema sinistra nulla importa della città e del benessere dei cittadini; a loro interessano solo le loro ideologie obsolete… caro Massignan è ora che ne prenda atto e passi ad organizzare quello che c’è di buono nel centrosinistra e che non è ricompreso nel PD. Dall’estrema sinistra non può venire niente di costruttivo!
    Marilisa

  3. Giuseppe Braga

    Giuseppe Braga

    01/01/2017 at 12:21

    Charle De Gaulle, nel dopoguerra, ammonì i francesi ricordando loro che “”non si può governare un paese in cui esistono 300 tipi di formaggio”. E la situazione politica in Italia e a Verona mi pare assomigli a quelle confuse circostanze ricordate dall’ex premier francese, con l’aggravante che molti tipi di quei formaggi, ormai sono rancidi ed hanno fatto perdere gran parte della clientela e di estimatori.

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