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Smog, il killer silenzioso che si aggira per Verona

Secondo ESCAPE, uno studio che dal 2010 al 2014 ha esaminato 21 centri urbani europei, la nostra città sarebbe al secondo posto per presenza di polveri sottili, la causa prima di molte malattie anche mortali

La cappa di nebbia e di aria inquinata non ci dà tregua in questo tardo autunno alle soglie dell’inverno: effetto di una fase di alta pressione che ha interessato Verona, il Veneto e più in generale la Val Padana. Conseguenza inevitabile: sono schizzati verso l’alto i valori delle polveri sottili (PM10, biossidi azoto e carbonio, ozono ecc), ben oltre i limiti di legge (35 giornate consecutive oltre i 50 microgrammi/m³). In queste condizioni sono a rischio per morbilità e mortalità la salute e la vita dei cittadini.

Secondo ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), uno studio europeo che dal 2010 al 2014 ha esaminato 21 città europee, Verona è risultata al 2° posto per l’aria irrespirabile e le polveri sottili, che sono la causa prima di molte malattie respiratorie, dall’asma bronchiale al tumore al polmone e persino sarebbe stata accertata, secondo il prof. Alessandro Marcon (Epidemiologia medica presso l’Università), “una correlazione diretta, benché inferiore, con i tumori che colpiscono i reni” (dal Corriere della sera del 15 scorso). Di questa correlazione con quelle gravi malattie è convinto da anni anche un illustre pneumologo veronese, Roberto Dal Negro, già primario nell’ULSS 22 a Bussolengo, che nello stesso articolo denuncia “Di smog si muore, questo è certo. La correlazione tra presenza di tumori e presenza di polveri sottili è certa. Non solo, è cresciuta nel corso degli anni. E a pagarne le maggiori conseguenze sono i soggetti più deboli: anziani, categoria in cui arriva al 60%, e bambini, dove siamo addirittura all’80%”.

Non è finita. Pare accertato che l’inquinamento dell’aria abbia conseguenze perfino sul quoziente intellettivo delle persone: cito al riguardo l’oncologa Patrizia Gentilini, medico dell’ISDE e di Medicina democratica, che scrive (L’inquinamento riduce il quoziente intellettivo. Anche a Taranto) “Anche per quanto riguarda la qualità dell’aria sta emergendo come essa sia ormai un cocktail tossico non solo per sistema cardiocircolatorio ed apparato respiratorio, ma per lo stesso cervello umano: una recente revisione ha valutato che, per esposizione a solo PM2.5, l’incremento del rischio di autismo varia dal 15% al 177%“.

E’ per questo che in questi giorni sono partite o annunciate ben tre esposti in Procura (Smog, tre esposti in Procura), due firmate da Legambiente e da Michele Bertucco (consigliere comunale del Pd), il terzo è di iniziativa popolare e consiste in un esposto-denuncia di una cinquantina di cittadini, proposto dall’associazione Verona-Polis guidata da Giorgio Massignan, esposto che adombrerebbe nei confronti del Comune il reato di omissione in atti d’ufficio.

Le cause di questa diffusa morbilità cardio-respiratoria e delle numerose morti, particolarmente nella pianura padana, sono da ascrivere all’alto grado d’industrializzazione raggiunto, e ad un’elevata e diffusa urbanizzazione, in un’area parzialmente sfavorita dalla naturale ventilazione (se non da Est), confinata com’è tra le Alpi e gli Appennini.

Non resta che correre ai ripari e individuare promuovere e sostenere delle politiche che consentano di difendere al meglio la salute e la vita dei cittadini: ridurre i consumi d’energia delle centrali termiche comunali e dei condomini, abbassare la temperatura nelle case e nei negozi (qui impedendo il riscaldamento a porte aperte), approntare ed incentivare sistemi di riscaldamento più efficaci e sostenibili, ridurre il più possibile la circolazione dei mezzi a motore privati, soprattutto nelle zone centrali del centro storico e delle periferie e vietando comunque i mezzi a motore euro 1, euro 2 ed euro-diesel 3, imporre l’uso di filtri adeguati ai camini delle industrie per eliminare dai fumi le sostanze più pericolose, incentivare i cicli di produzione più eco-sostenibili, sviluppare ovunque percorsi ciclo-pedonali protetti, potenziare il servizio pubblico di trasporto anche con mezzi meno inquinanti, sviluppare una rete di parchi cittadini dotati di alberature adeguate e utili al ricambio dell’aria.

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Ma è questa la politica sostenuta in città dalle ultime amministrazioni? Non mi pare, anche se l’inizio dei lavori per il filobus cittadino rappresenta finalmente l’avvio di una risposta, attesa da almeno trent’anni dalla popolazione residente. E’ ben vero, come sostiene il sindaco Flavio Tosi, che applicare il blocco delle auto in una sola città, in una sola provincia serve a ben poco, anche se non è mai inutile, fosse soltanto per far riflettere gli utenti motorizzati sul fatto che proseguendo in questa sregolata motorizzazione privata si andrebbe incontro non soltanto al peggioramento della qualità dell’aria e quindi della salute ma si contribuirebbe al riscaldamento globale, causa prima dei mutamenti atmosferici già in atto e avvertiti da tutti non senza preoccupazione.

Se appare sempre più necessaria approntare a livello interregionale misure adeguate di blocco e di selezione delle varie forme di mobilità e di produzione sostenibile, ispirate magari da una previdente legislazione nazionale sulla qualità dell’aria, risulta quanto mai indispensabile, Comune per Comune, promuovere politiche di rinforzo del sistema pubblico di trasporto e adeguare la città, ogni città, di un sistema di parchi pubblici e di adeguate ciclabili, di contrastare ogni forma di cementificazione di ipermercati in aree cittadine o periferiche ed anche impedire i progetti di raccordi autostradali non indispensabili se passanti a ridosso degli abitati.

E’ certo che un uso smodato dell’auto privata, oltre ad essere inutilmente costoso e poco salutare per sé e per gli altri cittadini, può essere seriamente contrastato da un opportuno sistema del trasporto pubblico, che consenta maggiore frequenza delle corse, e che sia offerto a prezzi politici se non gratuitamente per settori particolari di utenti: dopo alcuni mesi di rodaggio, sicuramente in deficit, sarebbe in grado di tornare in poco tempo al pareggio di bilancio, per il progressivo aumento dei suoi utenti, con somma riconoscenza dei cittadini che potrebbero finalmente affrontare i rispettivi percorsi con minor dispendio di tempo e maggior salvaguardia della salute.

Non sarebbe questo uno dei principali compiti di una seria Amministrazione democratica?

Marcello Toffalini

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Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

1 Comment

1 Comment

  1. Giulia Cortella

    21/12/2016 at 21:19

    Ottimo articolo! Dopo aver scritto al sindaco per anni e anni suggerendo politiche ecologiche a partire dall”inizio del suo primo mandato, dopo anni di indifferenza e di noncuranza eccoci giunti alla fine di un’epoca. Politiche ottuse e riferentesi ad un progetto urbano desueto e anacronistico sono state perseguite a danno della salute dei più indifesi. Si spera in una svolta ecologica auspicata da tutti i veronesi.

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