Connect with us

Hi, what are you looking for?

Cultura

Maiuscolo consenso per Mussolini

La Storia del Partito nazionale fascista a Verona” di Federico Melotto

Caro Melotto! Federico Melotto, storico. E’ giovanissimo: quindi inconsapevolmente, scrivendo sul fascismo, ha seguito alla lettera una regola del Ministero per la cultura popolare. Sorriderà ora a constatarlo. Il Minculpop (sigla per le comunicazioni telegrafiche) prescriveva che la stampa, quando scriveva il termine con cui si designava Mussolini, lo facesse “in lettere tutte maiuscole”. E infatti il titolo sulla copertina del suo libro è, tutto maiuscolo, L’ARENA DEL DUCE. Si abbassa a spiegare il sottotitolo: Storia del Partito nazionale fascista a Verona (Donzelli Editore, 296 pagine, 28 euro).

Il maiuscolo è tributato anche all’Arena. Su quella di pietra potrebbe essere d’accordo il Minculpop, per la romanità tanto cara al regime. Su quella di carta, pure. Fascista antemarcia, il giornale di Verona scriveva già nel 1920: “Nell’anarchia prevalente, rivendichiamo con orgoglio il nostro ruolo di forcaioli”. Il direttore Giovanni Cenzato era stato tra i fondatori del Fascio veronese nel 1919. Dal 1925 il giornale diventa poi organo ufficiale del Partito nazionale fascista.

Il libro di Melotto svela tanti segreti del potere e degli allora tenutari. Il termine postribolare è appropriato, visti i vizi del palazzo. A scanso di querele: stiamo recensendo il libro di Melotto, non altro. Le rivelazioni non sono dovute a intercettazioni telefoniche o atti giudiziari, ma a documenti d’archivio sugli anni dal 1922 al 1938 che l’autore ha pazientemente consultato. Soprattutto le relazioni dei prefetti, che informavano Roma sulle beghe della Verona nera. All’epoca magari già si sussurrava o si immaginava. Ma senza libertà di informazione non restavano che le scritte sui muri o le barzellette, però da raccontarsi sottovoce. Comunque nell’oscurità ogni gatto sembra bigio. Le relazioni riservate mettono invece nero su bianco.

Com’erano, insomma, questi gerarchi veronesi? Ladri, assassini, puttanieri (pagine 114, 119, 141, 143, 159), affaristi (215,219), tangentisti (245), ricattatori (253)… Nomi, cognomi, circostanze nel libro. Lo ha detto bene Stefano Biguzzi, presidente dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza, quando ha presentato il libro di Melotto alla Società Letteraria di Verona. “C’è ancora chi ha nostalgie per il fascismo. Prima di discutere, dovrebbero leggersi questo libro per sapere cos’era”.

Ma allora, il consenso al regime? L’Arena gremita per Mussolini nel 1938, quella della foto in copertina con le camicie bianche delle Giovani Italiane a formare la scritta DVX tra le camicie nere? Non far sapere, censurare, dissimulare, disinformare. Quando non bastasse, reprimere. Ai potenti veronesi di solito bastava per conservare la credulità popolare nella propaganda e tenersi le verità scomode come armi di ricatto.

Giuseppe Anti

Written By

Giuseppe Anti è nato a Verona il 28 agosto 1955. Giornalista, si è occupato di editoria per ragazzi e storia contemporanea; ha curato fino al giugno 2015 gli inserti "Volti veronesi" e le pagine culturali del giornale L'Arena. giuseppe.anti@libero.it

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli

Libri

L'evento si svolge lunedì 28 novembre alle 20.45 in Sala Lucchi, in occasione dell’inaugurazione della fondazione "Ricostruiamo". Insieme al direttore de La Verità i...

Lettere

«Non possiamo non meravigliarci per la continua sottovalutazione di gesti, parole, simboli che giorno per giorno richiamano e hanno riportato in auge emblemi e...

Interviste

INTERVISTA – Il Presidente dell'IVRR Federico Melotto: «Se ci fosse la possibilità di creare un tavolo permanente tra le varie istituzioni culturali di Verona...

Opinioni

Verona non può diventare l’avanguardia di un processo di regressione dell’Italia in direzione euroscettica

Advertisement