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L’Europa paga la Turchia perché si tenga i profughi

L’accordo fatto sulla testa dei migranti è frutto di interessi politici ed economici della Germania che con la Turchia ha un rapporto privilegiato, e geo-strategici occidentali dato che la Turchia appartiene alla NATO.

Il direttore del TGLa7, Mentana, qualche giorno fa ha avviato una raccolta fondi. Forse per qualche emergenza dovuta ad eventi naturali? No, semplicemente “SOS Grecia”. Attenzione: non stiamo parlando di un poverissimo paese africano, ma della situazione dei migranti bloccati in Grecia, un evento che domina da un anno la scena internazionale e sulle cui cause l’Europa ha enormi responsabilità.

La raccolta fondi di Mentana, forse inconsapevolmente, ha anticipato ciò che è apparso oggi chiaramente: l’incapacità, o forse la non volontà, della Unione Europea di affrontare il problema migranti. Stranamente, dopo due giorni di pubblicità, della raccolta fondi non c’è più pubblicità né traccia.

Paradossalmente ha ragione il premier turco Erdogan, che per inciso ospita nei campi quasi tre milioni di siriani quando, riferito ai migranti, ha detto: «UE li tiene in condizioni vergognose, l’Europa non dica a noi cosa fare». Certo da Erdogan non abbiamo nulla da imparare quanto a democrazia e diritti umani, ma anche la Unione Europea sta perdendo gli storici valori di riferimento che la differenziavano dalle altre superpotenze.

Riavvolgiamo il nastro: le potenze occidentali, in primis Stati Uniti d’America ed Europa, hanno destabilizzato la Siria finanziando gli oppositori e fornendo loro soldi ed armi che hanno favorito la nascita dell’ISIS che ha occupato parte della Siria e dell’Iraq. Gli USA hanno finto di combattere l’ISIS lanciando qualche missile nel deserto anziché colpire i pozzi petroliferi gestiti dall’ISIS e le colonne di camion che trafficavano petrolio con la Turchia. Pure la Turchia ha finto di colpire l’ISIS, approfittando invece del caos per combattere la minoranza curda, forse l’unica forza che veramente si era opposta all’ISIS.

Ma torniamo ai recenti accordi: riguardo alle cause delle migrazioni neanche un cenno, i migranti trattati come pacchi postali, e 6 miliardi di euro ad Erdogan perché faccia il lavoro sporco di tenersi i profughi.

E’ la settima volta da maggio 2015 che i premier della UE si trovano per affrontare l’emergenza migrazioni. Questa volta però la UE ha assoluto bisogno di bloccare in Grecia la colonna di profughi impedendo loro di attraversare il cuore dell’Europa. La cancelliera Merkel ha capito che il proliferare di muri e filo spinato ad ogni frontiera dell’Europa avrebbe messo seriamente a rischio i rapporti fra i 28 Paesi e soprattutto il trattato di Schengen, ovvero la libera circolazione di merci e persone.

Singolare le modalità dell’accordo riguardo i profughi: dal 20 marzo ogni nuovo arrivato “irregolare” in Grecia sarà riportato in Turchia, ed in cambio il governo turco invierà nella UE un siriano. Si tratta di qualcosa di umiliante dal punto di vista umano, difficoltoso, costoso, machiavellico e forse inutile.

Ci ricordiamo che il tanto sbandierato sistema dei ricollocamenti dei richiedenti asilo all’interno dei Paesi europei di fatto non è mai partito, forse con la Turchia sarà più facile, probabilmente con metodi più “spicci”, ma la novità è che la Turchia si arroga il diritto di “scegliere” quali siriani far passare o no in Europa. Con quale diritto e garanzie?

In realtà l’accordo fatto sulla testa dei migranti è frutto di interessi politici ed economici della Germania che con la Turchia ha un rapporto privilegiato, e geo-strategici occidentali dato che la Turchia appartiene alla NATO.

Sempre lo stesso accordo prevede l’accelerazione delle procedure per la ammissione della Turchia nella Unione Europea, nonostante lo sappia anche un bambino che per economia, cultura, geografia e storia, ciò sia assolutamente incompatibile.

Intanto decine di migliaia di profughi sono bloccati alle varie frontiere europee e la situazione peggiore è a Idomeni, al confine fra Grecia e Macedonia, dove qualche aiuto arriva da associazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere, che nella loro denominazione fanno ironicamente sintesi del problema dei migranti.

Tutto questo avviene nella civilissima Europa, ed in particolare in una Grecia già allo stremo a causa delle insensate politiche economiche della UE. La situazione della Grecia già da anni testimonia il fallimento dell’euro, oggi i profughi in condizioni disumane bloccati alle frontiere testimoniano il fallimento di questa Unione Europea.

Claudio Toffalini

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