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Fondazione Arena, chi è causa del suo mal cacci se stesso

La replica di Sinistra Italiana all’avviso perentorio rivolto da Flavio Tosi ai dipendenti di Fondazione Arena di Verona. Il primo cittadino, e Presidente dell’ex Ente lirico, per far fronte al buco di bilancio aveva invitato le maestranze ad accettare le condizioni della Legge Bray, oppure “tutti a casa”. E mentre a Verona arriva il nuovo direttore operativo Francesca Tartarotti, il risanamento del bilancio viene appaltato all’esterno, aggiungendo altre spese.

Pubblichiamo un comunicato di Sinistra Italiana (Sel, Verona left ex pd, Sinistra Veneta ed altri) sulla crisi di Fondazione Arena.

«Paradossale! Il sindaco Tosi, presidente della Fondazione lirica Arena e quindi, assieme al sovrintendente Girondini, primo responsabile della gravissima situazione di indebitamento della stessa, deve trovare soluzioni capaci di ridurre il deficit ed avviare un piano di riqualificazione delle stagioni liriche veronesi. E per risparmiare cosa fa? Assume dalla “renziana” Firenze alla modica cifra di circa 600.000 euro (135 annui per 4 anni più liquidazione) Francesca Tartarotti con l’incarico di proporre  i tagli, manifestando così totale incapacità di procedere ad individuare sprechi, spese e costi non necessari.

Eppure è noto che nel 2013 si sono spesi 1.400.000 euro di “consulenze” e che i costi del sovrintendente, malgrado la grave crisi finanziaria, ammontano a 200.000 euro annui. Non mancano erogazioni ” troppo abbondanti” per alcuni dirigenti che non sarebbero all’altezza di trovare soluzioni per uscire dalla crisi finanziaria. Ma Tosi, Girondini e il Consiglio di indirizzo, sempre per risparmiare, non si accontentano della sola Tartarotti, forse non ritenendola idonea al lavoro per il quale è stata chiamata, indicono una “procedura di selezione per l’affidamento del servizio di predisposizione entro il 30.6.2016 del Piano di Risanamento triennale 2016-2018 ex legge 112/2013 e legge 208/2015”. Il prezzo a base d’asta è fissato in 150.000 euro , “il servizio dovrà essere espletato in un arco temporale non superiore a 4 mesi a far data dalla sottoscrizione del contratto di servizio” e “la manifestazione di interesse da parte delle società dovrà pervenire entro 7gg. dalla pubblicazione”. Oggi (martedì 23 febbraio ndr) è pubblicato su il Sole 24 ore e sul Corriere della sera.

La tempistica ed i 7 giorni di tempo sembrano indirizzati a dare poco tempo ai tanti e far partecipare pochi, pochissimi. Staremo a vedere. Insomma Tosi, Girondini,  i loro dirigenti apicali  e il Consiglio di indirizzo come primi atti per risparmiare propongono di spendere in più 850.000 euro proclamando chiaro il messaggio che loro sono bravi a spendere e a fare debiti, ma non a risparmiare e che quindi, pagando, debbono trovare qualcuno di esterno in grado di farlo.

Ma la faccia tosta di Tosi non finisce di stupire. Preso dal travaglio inestricabile dei debiti, 24 milioni dichiarati (eppure ci sono insistenti voci di un debito vero di oltre 36 milioni) perde il controllo della ragione e dichiara che  le lavoratrici, i lavoratori e le organizzazioni sindacali debbono accettare le condizioni della trattativa proposta per l’applicazione della legge Bray, con tagli di personale e di retribuzioni o mette in liquidazione la Fondazione  e “caccia tutti a casa”, come se i dipendenti fossero i responsabili del dissesto e come se il personale artistico, tecnico ed amministrativo fosse merce e non persone con la loro dignità, la cui unica responsabilità è stata ed è quella di eseguire quanto a loro richiesto da chi ha manifestato e manifesta totale incapacità di dirigere e gestire una cosa così importante come la Fondazione lirica Arena.

Un consiglio spassionato vogliamo  avanzare a Tosi, al sovrintendente e al Consiglio di indirizzo che ha approvato la scelta del sindaco, di pensarci meglio e con maggiore ragionevolezza! Se c’è qualcuno da “cacciare” è chi è responsabile di questa grave situazione. Quindi devono essere il sindaco, il sovrintendente e l’intero consiglio di indirizzo a dover andarsene. Diano le dimissioni quanto prima, hanno già fatto troppi danni!».

Giorgio Gabanizza, Antonio Ramella, Maria Giovanna Sandri, Mauro Tosi

 

1 Comment

1 Comment

  1. Ale

    24/02/2016 at 16:13

    Te lo digo mi in dialetto che no son mia Veneto : Amor de fardelo amor de cortelo (te dovei pensar ghe prima quando te messo la X in cabina)

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