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Incontro in Provincia per decidere cosa fare dei lupi

Sui lupi in Lessinia il Governo trovi un punto di equilibrio basato sulle esigenze della collettività e i valori ambientali.

I sindaci dell’Alta Lessinia e l’Associazione Tutela Lessinia il mese scorso hanno segnalato la crescente preoccupazione di residenti e allevatori per la presenza dei lupi. C’è infatti una progressiva espansione del branco, giunto a 13 unità, e nell’ultimo biennio sono stati 102 i capi di bestiame predati, numero quadruplicato rispetto alle annate 2012-2013.

Entro la primavera 2016, a Roma sarà concluso l’iter amministrativo del nuovo Piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo. Il Piano precedente era stato varato dal ministero dell’Ambiente nel 2002, serviva quindi un aggiornamento della situazione italiana, con la modifica dei dati in base ai quali poter chiedere le deroghe per l’eventuale contenimento degli animali.

A seguito della segnalazione, lunedì 22 febbraio si è svolto in Provincia un incontro a cui hanno partecipato il Presidente Antonio Pastorello, il Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, l’onorevole Diego Zardini, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il vicedirettore Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) Piero Genovese, i consiglieri regionali Stefano Valdegamberi, Orietta Salemi, Manuel Brusco, Andrea Zanoni; i consiglieri provinciali Giandomenico Allegri, Giorgio Malaspina, Claudio Ferrari, Aldo Salvetti; Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova; Lucio Campedelli, sindaco di Erbezzo; Aldo Gugole, sindaco di Selva di Progno; Benedetti Lucina, assessore di Sant’Anna d’Alfaedo; Renato Serenzato e Diego Lonardoni, Parco Regionale della Lessinia. Nel Palazzo Scaligero anche i rappresentanti di Coldiretti, Tutela Lessinia, Gruppo Lupo Italia, Legambiente, WWF, Programma Alpi WWF e Lega Anti Vivisezione.

«Con questo incontro – ha detto Pastorello – ora anche a Roma sono a conoscenza della specificità della Lessinia e della sua impossibile convivenza con la presenza di un branco tanto aggressivo sul territorio. Chi rappresenta il Governo ha l’obbligo di coniugare le diverse opinioni che oggi sono state espresse, per trovare un punto di equilibrio basato sulle esigenze della collettività e i valori ambientali. Il 9 marzo ci sarà inoltre un incontro con l’assessore regionale Giuseppe Pan, durante il quale verranno chiarite le intenzioni sul Programma Regionale di Sviluppo, nella speranza che Regione e Governo possano raggiungere un accordo finale e che la specificità del territorio della Lessinia sia riconosciuta».

Lupo-lessinia-provincia

«Da un anno ormai stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo Piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo e ora ci possiamo considerare in dirittura d’arrivo – ha detto Degani –. A novembre è stata ufficialmente presentata la bozza alle associazioni agricole e ambientaliste e, dopo l’approvazione in comitato paritetico, il piano verrà presentato alla conferenza Stato-Regioni. C’era la necessità di fare il punto sullo stato di conservazione del lupo in Italia, per capire se la specie sia conservata in maniera adeguata nel nostro territorio e se vi sia la possibilità di effettuare delle deroghe, che è la grande richiesta di oggi e di altri territori. In Italia, sono stati stimati 23 branchi per un totale di 150 lupi. La presenza in Lessinia è relativamente recente e risale al 2012 e va ad interferire con l’attività di allevamento che qui è particolarmente sviluppata. Il problema, dunque, è il contemperamento di interessi tra chi desidera proteggere la fauna selvatica e chi, invece, vuole tutelare l’allevamento e l’agricoltura. Con il Piano si stabilirà se il lupo in Lessinia è ben conservato e, a quel punto, si decideranno le misure che la Regione dovrà attuare, anche in considerazione che esiste la specificità del Parco naturale».

Leggi anche:
Lupi in Lessinia, custodia del bestiame, allevamento brado 
No all’uccisione legale dei lupi

1 Comment

1 Comment

  1. Marco

    23/02/2016 at 10:33

    Dietro tale dichiarazione anodina a conclusione del vertice, quale è il punto di caduta del discorso? Quali le richieste? Si vuole la deroga, per permettere l’abbattimento di alcuni individui del branco lessinico? Su che evidenze scientifiche alcuni dei convenuti affermano che il branco abbia raggiunto un numero eccesivo di individui per il terriotrio, come suggeriscono? Non sanno costoro che la specie stessa tende ad autoregolamentarsi, riducendo il numero delle nascite? Non sanno costoro che uno degli strumenti di regolamentazione è la dispersione degli individui che raggiungono la maturità? Qualcuno ha valutato gli impatti sul branco, sino alla sua disgregazione? Perchè piaccia o no, la specie rimane protetta e in pericolo d’estinzione. Sono state applicate tutte le forme di difesa passiva (stallaggi notturni, cani bovari)? O si contina a voler perseguire il pascolo brado, come nulla fosse?
    Che, nonostante la presenza in Lessinia dell’unico branco di tutte le alpi orientali, qualcuno affermi che la specie non sia più in pericolo, per motivare deroghe alla legge, si palesa già in se stessa la falsità. A quel tavolo troppi politici, la cui attenzione sono i voti, e la “pancia” dei propri elettori.

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