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L’agricoltura nei 10 Paesi africani presenti a Fieragricola

Marocco, Tunisia, Algeria, Angola, Zambia Camerun, Etiopia, Egitto, Mozambico, Sudafrica sono i Paesi di provenienza dei 40 buyer presenti in questi giorni alla 112ª edizione di Fieragricola

La 112ª edizione di Fieragricola venerdì 5 febbraio ha dedicato l’intera giornata a workshop, approfondimenti e incontri b2b sull’Africa. «Questa iniziativa, realizzata grazie al supporto dei delegati esteri di Veronafiere, di FederUnacoma e Ice (Italian Trade Agency) – ha dichiarato il vicepresidente della Fiera di Verona, Claudio Valente – risponde alle esigenze degli espositori e dei buyer esteri per intensificare il dialogo commerciale con l’Africa, finalizzato alla crescita del continente sul piano agricolo, nel pieno rispetto della sostenibilità e delle risorse naturali». Vediamo  in sintesi qual è la situazione, dal punto di vista agricolo, dei Paesi dei 40 buyer africani presenti in Fiera: Marocco, Tunisia, Algeria, Angola, Zambia Camerun, Etiopia, Egitto, Mozambico, Sudafrica.

Marocco. Il settore agricolo impiega più di 4 milioni di persone, pari al 45% dei lavoratori totali. Il «Piano Verde», istituito dal ministero dell’Agricoltura del Regno del Marocco per il periodo 2008-2020, prevede il rafforzamento dell’agricoltura sul Pil nazionale, con obiettivi di crescita da 6,5 miliardi di euro a 9 miliardi. Per questo, sono stati stanziati investimenti pari a 1 miliardo di euro a sostegno di 1.506 progetti individuati, grazie ai quali saranno creati 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro. Le sovvenzioni del Marocco riguardano: sistemi di irrigazione, macchinari ed attrezzatture agricole, produzione animale, sistemi di trasformazione, creazione di frutteti, esportazione di agrumi, olio d’oliva, pomodori, frutti, legumi, fiori ed erbe aromatiche.

Tunisia. La Tunisia è il secondo partner commerciale dell’Italia, con un interscambio bilaterale di 5,5 miliardi di euro (anno: 2014). Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la crescita del Pil tunisino nel 2016 arriverà al 3 per cento. L’agricoltura rappresenta oltre l’8% del Pil e impiega il 16% della manodopera locale. I progetti di crescita approvati dall’Agenzia di promozione per gli investimenti agricoli (Apia) sono in crescita: +8% nel 2014 sull’anno precedente. La superficie dei terreni agricoli si estende per circa 10 milioni di ettari, dei quali la metà sono coltivabili. Sono, invece, 420.000 gli ettari attrezzati per l’irrigazione, con sistemi moderni per il risparmio idrico nel 75% dei casi.

Algeria. Lo scorso anno l’Algeria ha varato un programma quinquennale fino al 2019, con investimenti pari a 266 miliardi di dollari per i settori dell’agricoltura, energia, turismo e industria. L’agricoltura è diventata il nuovo motore di crescita, con un fatturato intorno ai 10 miliardi di dollari (pari al 14% del Pil) e un’occupazione pari al 25% dei lavoratori totali. Paese autosufficiente per la maggior parte dei consumi alimentari, l’Algeria è uno dei più grandi consumatori di latte (110 litri/pro capite), con una produzione pari al 40% del fabbisogno. L’obiettivo del piano di sviluppo agricolo nazionale è quello di aumentare la superficie agricola di oltre 950.000 ettari (passando da 8 a quasi 9 milioni di ettari), di creare 700.000 nuovi posti di lavoro e di raggiungere un tasso medio di crescita tra l’8% e il 10 per cento. Sotto la lente, tutti i segmenti agricoli, dal pascolo al rimboschimento, dalla zootecnia alle aree coltivabili.

Angola. L’Angola è uno dei Paesi con il maggiore potenziale agricolo in Africa Sub-Sahariana, con circa 58 milioni di ettari di terre potenzialmente coltivabili. Con una produzione agricola complessiva di 63,4 milioni di tonnellate (anno: 2014), una superficie a foreste di 53 milioni di ettari (grazie a risorse idriche abbondanti), il settore incide per il 9,3% sul Prodotto interno lordo. Le colture principali sono: caffè, mais, cotone, canna da zucchero, banana, manioca e legno. Il governo angolano sostiene gli investimenti privati e il Piano di sviluppo nazionale prevede la produzione di macchinari e attrezzature agricole nel mercato nazionale.

Zambia. Le terre arabili ammontano a circa 43 milioni di ettari, ma solo il 14% di tale superficie è utilizzata, sebbene il settore agricolo occupi più della metà della forza lavoro totale. Il potenziale irrigabile è prudentemente stimato in 430.000 ettari. Le stime di crescita sono molto interessanti e il governo incoraggia gli investimenti, per potenziare tutte le filiere, fino alla trasformazione dei prodotti agricoli. Le principali colture nel Paese sono: frumento, zucchero, cotone, tabacco, caffè, tè e mais; ma ci sono anche arachidi, manioca, riso, sorgo, soia, girasole, fagioli. È in forte espansione il mercato dei fiori freschi e recisi, in particolare rose, con oltre 60 varietà coltivate. Anche l’orticoltura vive una fase effervescente, in particolare sulle tipologie legate al fresco.

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Camerun. Con una popolazione di 22,8 milioni di abitanti e un PIL di 32,5 miliardi dollari nel 2014, cresciuto del 5% sull’anno precedente (fonte: World Bank), il Camerun è il secondo Paese africano per reddito pro-capite. Agricoltura e foreste contano risorse per oltre 18 milioni di ettari e le principali colture di esportazione sono: caffè, cacao, cotone, banane e caucciù. L’agricoltura incide per il 21,3% sul totale del Pil del Paese e, grazie al tasso di crescita del 4% negli ultimi 5 anni, è considerata uno dei settori con maggiori potenzialità di sviluppo in Camerun. Il governo camerunense ha lanciato il Programma nazionale per l’investimento agricolo (PNIA), con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’agricoltura di seconda generazione, con un investimento globale di oltre 5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Le principali azioni individuate dal ministero dell’Agricoltura del Camerun riguardano lo sviluppo della produzione e miglioramento della sicurezza alimentare, la modernizzazione delle infrastrutture, la gestione e la valorizzazione delle risorse naturali, la governance e lo sviluppo istituzionale.

Etiopia. Con 37 milioni di lavoratori in agricoltura e 15,4 milioni di ettari coltivati, l’agricoltura dell’Etiopia rappresenta il 38,8% del Pil e impiega circa 80% della forza lavoro. Il 70% del valore delle esportazioni deriva dal settore primario. Il principale prodotto esportato è il caffè. L’export verso l’Italia, nel 2014, è stato di 68,2 milioni di euro (fonte ICE-Italian Trade Agency). Nel 2014 l’agricoltura è crescita del 6,6% rispetto al 2013 e, fra le principali produzioni del Paese ci sono: mais, radici e tuberi, latte vaccino, cereali, sorgo, frumento, canna da zucchero, patata dolce, orzo e patate. Le opportunità principali di investimento nel settore primario sono rappresentate da carne e prodotti carnei, pesce, ortofrutta, lattiero caseario, ma anche produzioni come oli, pasta, mangimi, zucchero e derivati. L’Etiopia è un mercato estremamente interessante, con una popolazione superiore ai 90 milioni di abitanti. In particolare, si stima che il potenziale di terre arabili sia di 74,5 milioni di ettari

Egitto. L’agricoltura egiziana rappresenta il 14,5% del Pil e occupa 6 milioni di persone, pari al 55% dei lavoratori. Il settore agricolo è costituito da 6mila aziende, per lo più di piccole dimensioni. Il Paese è il più grande importatore di grano. Il governo egiziano è in prima linea per lo sviluppo dell’agroalimentare, tanto che Italia ed Egitto la scorsa primavera hanno firmato un accordo bilaterale di 10 milioni di euro, per il finanziamento di un programma a supporto della meccanizzazione agricola. Partnership con l’Italia (Mipaaf, CREA e Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari) anche sul fronte della ricerca per incrementare l’efficienza e la sostenibilità del settore agricolo egiziano, migliorando la produttività agricola, la qualità e la sicurezza alimentare delle produzioni agricole attraverso il miglioramento della performance complessiva della ricerca.

Mozambico. In Mozambico, l’agricoltura è l’attività principale. Il 95% della produzione agricola totale del Paese è generato da oltre 3 milioni di piccoli agricoltori. Circa l’80% della popolazione dipende dall’agricoltura per il proprio sostentamento. Di circa 40 milioni di ettari di terreno adatti a scopi agricoli, solo il 10% è oggi coltivato a canna da zucchero, tabacco, cotone, semi oleosi, pomodori, agrumi, tè, mais, manioca, sorgo, fagioli, riso, miglio, arachidi, soia, patate dolci. Col Piano strategico per lo sviluppo del settore agricolo (2009-2019) sono aumentati gli investimenti ed è incrementata la produzione interna dei principali alimenti di base. Per promuovere gli investimenti in agricoltura, il Governo sta concentrando le proprie azioni su un potenziamento delle infrastrutture e ha iniziato a costruire strade, ferrovie, porti.

Sudafrica. L’agricoltura del Sudafrica vale circa 7,8 miliardi di dollari (dato 2014), in crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente e incide fra il 2 e il 3 per cento del Pil del Paese. Trova occupazione nel settore agricolo il 13,6% della popolazione. Tra le colture principali mais, canna da zucchero, frumento, orzo, sorgo, patate, avena e miglio. Tra le colture fruttifere occupano una posizione di rilievo uva, mele, pere e agrumi. L’area compresa fra Mafikeng, Lesotho e Swaziland è nota come il “triangolo del mais”. Il Transvaal, invece, si caratterizza per la coltivazione del tabacco. I vigneti sono localizzati principalmente nella zona sud-occidentale della Provincia di Cape Town e genera elevati quantitativi di vino, pari a circa 10 milioni di ettolitri. La bassa fertilità del suolo e la scarsità delle precipitazioni limitano lo sfruttamento agricolo del territorio. L’85% dei terreni è pertanto riservato all’allevamento.

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