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The Pride di Alexi Kaye Campbell con Luca Zingaretti

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Valeria Millo e Luca Zingaretti

Il Grande Teatro propone, martedì 26 gennaio alle 20.45 al Nuovo, The Pride di Alexi Kaye Campbell dove Luca Zingaretti è regista e protagonista.

Dopo Il testamento di Maria di Colm Tóibín con Michela Cescon, il Grande Teatro 2015-16 propone, martedì 26 gennaio alle 20.45 al Nuovo, l’attesissimo The Pride di Alexi Kaye Campbell che ha per protagonista Luca Zingaretti. Valeria Milillo, Maurizio Lombardi e Alex Cendron gli altri interpreti. Regia dello stesso Zingaretti. Lo spettacolo, prodotto da Zocotoco, è andato in scena con grande successo in prima nazionale, nella traduzione di Monica Capuani, lo scorso 25 novembre al Teatro Argentina di Roma. Il testo del drammaturgo-attore greco Campbell (nato ad Atene nel 1966 da padre greco e madre inglese) non è solo una storia sull’omosessualità, è una storia che tocca le corde profonde di ognuno di noi. «È – ha dichiarato Zingaretti in occasione della “prima” all’Argentina – un testo splendido, ma difficile, con due storie parallele e un argomento “caldo”, perché facciamo tutti i liberali, ma i pregiudizi sono ancora tanti. Gli amici mi sconsigliavano di farlo. È un testo che parla dell’identità, del coraggio di scoprire chi si è veramente, di prenderne atto, e agire di conseguenza. Pochi di noi vivono la vita che si sono scelti. The Pride esplora temi come il destino, l’amore, la fedeltà e il perdono. Perché nella vita, tutti prima o poi, etero e gay, ci troviamo ad affrontare lo stesso dilemma: scoprire chi siamo veramente e cosa veramente vogliamo dalla vita. Quando da ragazzo facevo politica, ci chiedevamo sempre se le nostre scelte fossero nostre o indotte da altri».

– E oggi? – chiedeva l’interlocutore.

«Oggi i giovani – ha risposto Zingaretti – vogliono solo uniformarsi alla massa, come se non ci fosse più un altrove. Non riguarda solo le scelte di vita. È tutto: è quando compri un telefonino che usi poco, ma devi comprarne comunque uno superaccessoriato e dopo due anni sei obbligato a cambiarlo perché non funziona più. È quando vivi accettando il mondo com’è e ti dimentichi di chiederti: ma questo sono io, è la vita che gratifica il mio io più profondo, “mi sono raggiunto” in questa esistenza?».

Zingaretti “si è raggiunto” alla grande: è stato calciatore professionista (mediano nel Rimini), studente impegnato con la sinistra, allievo dell’Accademia di Arte Drammatica e, terminata l’accademia, interprete di una quarantina di film, di oltre venti pièce teatrali e di una ventina di fiction, Montalbano in testa, di cui uscirà una nuova serie nel 2016. Intanto, fino a marzo, è impegnato nelle rappresentazioni di questo The Pride il cui autore ha studiato negli States e recitato per diverse stagioni nella Royal Shakespeare Company. Il debutto di Campbell come drammaturgo avviene nel 2008, proprio con The Pride. Dopo il grande successo londinese, lo spettacolo va in scena a New York nel 2010. Sia in Inghilterra che negli States The Pride ottiene grande successo e frutta a Campbell numerosi premi teatrali. Viene successivamente messo in scena in Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, Svezia, Belgio, Grecia, Germania e Italia.

Quattro, dopo The Pride, le opere teatrali scritte da Campbell: Apologia (2009), The Faith Machine (2011), Bracken Moor (2013) e Sunset at the Villa Thalia (2016) che debutterà al National Theatre di Londra nel 2016. Campbell è anche l’autore della sceneggiatura di un film diretto da Simon Curtis: Woman in Gold (2015) uscito in Italia lo scorso ottobre dopo essere stato presentato con successo al Festival di Berlino. Il film, ispirato a una storia vera avvenuta negli anni Novanta, ricostruisce le battaglie legali di una signora che riesce a farsi restituire dallo Stato Austriaco un quadro di Gustav Klimt che era stato sequestrato alla sua famiglia durante l’occupazione nazista.

The Pride è un testo in cui ingegnosamente si alternano due storie distinte ma riflesse, ambientate rispettivamente nel 1958 e nel 2015. In questo modo si intrecciano le vicende di tre personaggi (due uomini e una donna) che condividono i nomi in entrambe le storie e per volere dell’autore sono interpretati dagli stessi attori, a sottolineare come l’una sia l’ombra dell’altra. È il 1958: Sylvia, sposata con Philip, sta lavorando alle illustrazioni dell’ultimo libro di Oliver. Quando Philip e Oliver s’incontrano per la prima volta, tra i due uomini scatta una strana “vibrazione”. Comincia tra loro un gioco che li costringe a girare intorno a qualcosa che è impossibile affrontare esplicitamente. È il 2015: stanco dell’infedeltà del suo compagno Oliver (giornalista di talento con cui ha una relazione da un anno e mezzo), il photo-reporter Philip lo lascia. Oliver si ritrova così ad annegare le sue pene nel whisky e nei giochi di ruolo con uomini improbabili che cerca su Internet. Sylvia, amica di entrambi cercherà di capire cosa abbia spinto Oliver a rovinare una relazione che stava a cuore a tutti e due. Le azioni che Philip, Oliver e Sylvia compiono nel 1958 influenzano e spiegano quello che avviene nel 2015, con una trama abilmente intessuta che coinvolge lo spettatore nelle vicende interpretate da Zingaretti (Philip), da Valeria Milillo (Sylvia), da Maurizio Lombardi (Oliver) e da Alex Cendron (l’uomo, Peter, il dottore).

Le scene sono di Andrè Benaim, le luci di Pasquale Mari, i costumi di Chiara Ferrantini e le musiche di Arturo Annecchino

Dopo la “prima” di martedì, repliche tutte le sere alle ore 20.45 fino a sabato. L’ultima replica, domenica 31 gennaio, è alle ore 16.00.

Giovedì 28 alle ore 18.00, al Teatro Nuovo, Luca Zingaretti e gli altri interpreti di The Pride incontreranno il pubblico. L’ingresso all’incontro è libero.

Info e vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100.

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