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Opinioni

Aria inquinata, sia Tosi che Zaia non sanno cosa dicono

Smog

Importanti le politiche per la produzione di energia pulita ma altrettanto essenziali sono i provvedimenti che mirano alla riduzione di Black Carbon nell’aria

Ancora una volta – e più che in passato – altissimi livelli di inquinamento si verificano a Verona durante i periodi di siccità invernale. Il peggiore inquinamento è tuttavia quello contenuto nelle banalità diffuse ai quattro venti dai nostri amministratori politici locali, sia veronesi (Tosi e colleghi) che veneti (Zaia). Divisi ormai in tutto, eccetto nel sostenere superficialmente che:

1. Solo il maltempo può limitare i danni nel breve termine (così testualmente si esprime Zaia, nella intervista pubblicata il 5 gennaio dall’Arena: «non ci sono soluzioni reali, nell’immediato, se non pioggia e neve»);
2. Non è necessario limitare il traffico privato, ed anzi vanno costruite in città nuove grandi strade destinate ad auto e mezzi pesanti (basti ricordare l’accanimento di Tosi per il traforo, o la sciagurata decisione di ‘liberalizzare’ la ZTL proprio nei giorni in cui si consentiva di utilizzare gratuitamente il mezzo pubblico).

A presunta riprova di queste affermazioni viene ricordato come, nelle città dove si adottano misure di contenimento del traffico, non sempre le polveri sottili si riducano in modo significativo. Forse, prima di parlare, sarebbe opportuno – soprattutto quando si hanno responsabilità pubbliche – studiare il problema. Distinguiamo l’analisi del fenomeno e delle sua cause dai possibili rimedi.

Secondo tutti gli studi scientifici più accreditati (se serve, posso fornire i riferimenti), traffico privato e riscaldamento domestico – incluso quello derivante da impianti a biomasse – sono le principali cause del fenomeno. Fuochi e falò all’aperto (come i panevin che piacciono tanto al trevigiano Zaia), dove frequenti e concentrati, contribuiscono in modo significativo. L’alta pressione della Val Padana è un importantissimo moltiplicatore degli effetti tossici. L’elevato livello di inquinamento nelle città è causa diretta e grave di malattie e danno alla salute, soprattutto a carico dei soggetti più deboli. Vi sono seri ed autorevoli studi, condotti negli anni scorsi anche dalla nostra Ulss 20, che lo dimostrano in modo inequivocabile: per fare solo un esempio, il numero giornaliero dei ricoveri ospedalieri è in diretta relazione causale con i livelli di inquinamento.

Veniamo ora ai possibili rimedi. Certamente quelli più importanti consistono in strategie a lungo termine, che tuttavia devono proprio privilegiare – oltre che lo sviluppo di energie pulite – interventi tali da contenere in modo drastico il traffico privato: l’esatto contrario di quanto si sta facendo a Verona. Ma vi è di più. La giusta insistenza verso la necessità di interventi strutturali non deve far dimenticare l’importanza di adeguati provvedimenti emergenziali di riduzione del traffico e di contenimento del riscaldamento (e dei falò) anche e proprio nei periodi di picco del fenomeno. E’ vero infatti che non sempre questi interventi consentono di ridurre in modo importante la concentrazione nell’aria di polveri sottili. Peraltro, tutti gli studi più recenti mostrano come:

1. Il migliore indicatore della qualità dell’aria urbana non si trovi tanto nelle polveri sottili, quanto nel cosiddetto Black Carbon (BC) (Nero di Carbonio) ad esse associato. Il BC è una misura delle particelle ultrafini formate da aggregati di carbonio elementare prodotti al momento della combustione (soprattutto dei motori diesel), ricche di idrocarburi policiclici aromatici, con dimensioni aerodinamiche variabili da 10 a 100 nanometri, rappresentative del cosiddetto particolato “primario”.
2. La concentrazione di Black Carbon si riduce immediatamente ed in modo importante quando vengono adottati provvedimenti emergenziali.

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Per una sintesi delle ricerche su questo tema – che devono molto anche a Giovanni Invernizzi, uno studioso italiano recentemente scomparso.

Concludendo:
a. Bisogna certamente impostare politiche a lungo termine per la produzione di energia pulita;
b. Altrettanto importanti sono però le misure – sempre strutturali – impostate sul contenimento del traffico privato e sulla incentivazione del trasporto pubblico di massa;
c. Tutto questo non deve però far dimenticare l’importanza di adottare anche interventi a breve termine di contenimento del fenomeno: essi infatti sono in grado di ridurre in modo significativo l’inquinamento (se correttamente misurato) e quindi di tutelare la salute della popolazione.

Luciano Butti

Written By

Luciano si è sempre occupato, per lavoro, dei rapporti fra leggi, scienza e ambiente. Insegna diritto internazionale dell'ambiente all'Università di Padova. Recentemente, ha svolto un lungo periodo di ricerca presso l'Università di Cambridge, dove ha studiato i problemi che avremo nel disciplinare per legge le applicazioni dell'intelligenza artificiale (in particolare, le auto elettriche a guida autonoma). Ama la bicicletta, le attività all'aria aperta e la meditazione. luciano.butti1@gmail.com

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