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ATV, come abbattere lo smog con soli 27 euro l’anno

Se l’abbonamento al mezzo pubblico fosse esteso d’ufficio a tutti i veronesi costerebbe solo 27 euro l’anno, una cifra irrisoria per abbattere l’inquinamento e guadagnarci tutti in salute

Tra i 28 Paesi dell’Unione europea l’Italia è quello con il più alto numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita causate dall’inquinamento dell’aria. Ad attestarlo è un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): la Penisola nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. L’inquinamento atmosferico, nota l’Aea, è il principale fattore di rischio ambientale per la salute degli europei, riducendo la loro qualità di vita e la speranza di vita.

Secondo lo studio, la maggior parte di chi vive in città in Europa si ritrova sempre esposta a livelli di inquinanti considerati a rischio dall’Oms. In Italia, è la Pianura Padana a confermarsi come l’area più colpita dal fenomeno delle polveri sottili.

Dopo le emergenze degli ultimi giorni è ormai chiara a tutti la necessità di un urgente e decisivo piano di intervento che vada finalmente ad incidere sulle politiche relative alle fonti di inquinamento, come più volte annunciato ma mai attivato a livello nazionale. Ed è altrettanto chiaro che, sebbene importanti, non possiamo limitarci ad applicare le migliorie tecnologie disponibili per ridurne gli impatti (dalla riqualificazione energetica degli edifici all’uso delle rinnovabili passando per la riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici) bensì dobbiamo agire anche e soprattutto su una modifica radicale del sistema trasportistico puntando in maniera decisa verso una mobilità sostenibile.

Oggi l’Italia continua a detenere il record del numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48 circa, mentre il trasporto privato continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno. Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita.

Abbiamo letto sui giornali che alcune città hanno offerto il servizio gratuito di trasporto pubblico. Verona sta verificando in queste ore la possibilità di offrire il servizio gratuito negli ultimi due fine settimana di dicembre. Se i dettagli tecnici non porranno troppe limitazioni, l’iniziativa potrebbe rivelarsi un’ottima occasione per sperimentare sul campo il gradimento da parte dell’utenza e i benefici sotto il profilo ambientale e del traffico di un ampio ricorso alla mobilità sostenibile.

Ma sono anche convinto che si più fare molto di più, come ad esempio valutare l’opportunità di offrire a tutti i residenti un abbonamento annuale al trasporto pubblico. Da una mia prima valutazione i ricavi annuali di ATV derivanti dalla vendita di biglietti e abbonamenti, spalmati su tutta la popolazione residente a Verona e Provincia (ad esclusione di bambini e over 70) comporterebbe una spesa per ciascun cittadino pari a 27 euro/anno.

A fronte dell’esborso di una cifra irrisoria pro-capite, si potrebbe aprire uno scenario del tutto nuovo di riorganizzazione della mobilità delle nostre città, per agire concretamente per l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico e per ridurre i costi legati al possesso dell’automobile. I benefici (assai superiori in ogni caso al contributo individuale) ricadrebbero su tutti, indifferentemente dall’uso effettivo del mezzo pubblico.

Se è vero, come confermato dall’Agenzia europea dell’ambiente, che l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa, offrire un mezzo alternativo all’automobile con contributo di meno di 30 euro l’anno, credo proprio che valga la pena provarci.

Giulio Saturni

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6 Comments

6 Comments

  1. Giulio Saturni

    18/12/2015 at 10:09

    Per rispondere a Giorgio il costo di un nucleo famigliare di 4 persone ammonterebbe a 108 euro l’anno contro i 1.220 di oggi per la città e 1.760 per l’hinterland (fascia T3).
    Ovviamente i 27 euro potrebbero essere rimodulati in base alla qualità del servizio, e quindi per chi risiede in città il costo potrebbe essere superiore a discapito dei residenti più “periferici”.
    Teniamo poi presente che i 27 euro è una stima a mio avviso molto prudenziale, visto che delle 4 giornate gratuite ATV ha stimato un costo di 120.000 euro, pari a 30.000 euro al giorno, che equivale a circa 10 milioni l’anno. Se tenessimo questo riferimento, che ricordo trattasi di solo servizio festivo, la spesa pro-capite ammonterebbe a “soli” 15 euro l’anno.

  2. Flavio Coato

    15/12/2015 at 14:55

    Già se ne parlava tra amici qualche tempo fa con l’ipotesi di inserire un costo in bolletta, dei rifiuti ad esempio, tarando a seconda di diversi parametri quali il luogo di residenza o il tipo di lavoro ecc. L’idea era di rendere gratuito il bus dentro una determinata area come fanno in molte città del mondo, in Australia ad esempio. Diventerebbe conveniente usarlo visto che gia lo si paga. Se i costi pro capite sono veramente dell’ordine di qualche decina di euro il discorso va approfondito

  3. Cristina Stevanoni

    14/12/2015 at 09:42

    Primo passo, caro Giulio, per rinsavire insieme! Ma insieme, contestualmente, una riflessione sulla qualità del trasporto pubblico, e, più in generale, sulla mobilità. Con i miei 27 euro non vorrei dare man forte al traffico, parossistico, dei mezzi pubblici lungo la direttrice Via San Paolo, Via XX Settembre…

  4. Claudio

    13/12/2015 at 14:44

    Si tratta di una rivoluzione copernicana.
    Mettere al centro il bene comune con una gestione pubblica non speculativa anzichè la visione privatistica dei servizi.
    Per adesso Invece si pensa di privatizzare la scuola la sanità, il welfare, fra poco anche la polizia e l’esercito.

  5. Marcello Toffalini

    13/12/2015 at 11:50

    D’accordo, ma escluderei anche la conta dei figli minorenni almeno finché sono studenti iscritti e frequentanti la Scuola. Probabilmente i 27 euro diverrebbero 28 ma sarebbe incentivato di sicuro il mezzo pubblico con notevole abbassamento del traffico e ricadute sulla durata dei percorsi delle linee pubbliche.

  6. GiorgIo Chelidonio

    13/12/2015 at 10:33

    E porre la stessa “cifra unica” nella bolletta dell’energia elettrica (dunque per nucleo famigliare) …a quanto ammonterebbe? L’idea mi pare davvero intrigante!
    Grazie,

    Giorgio

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