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Morando a Villafranca: «Ripresa incerta senza riforme»

Enrico Morando

Intervenendo alla Festa del PD di Villafranca il viceministro all’Economia elenca le riforme strutturali del Governo. Critiche alla Camusso «incapace di leggere la svolta»

Mentre il premier Renzi e il ministro Padoan presentano a Roma il Def (Documento di Economia e Finanza), venerdì 18 settembre alla festa del PD di Villafranca il viceministro all’Economia Enrico Morando commenta le stime di crescita del PIL, innalzate dal Governo dallo 0,7% allo 0,9% per il 2015 e all’1,6% per il 2016. Intervistato da Lorenzo Dalai, Morando ha confermato il terzo trimestre consecutivo di crescita per l’Italia, ma ha anche ammesso la congiuntura favorevole. «Siamo la seconda manifattura d’Europa dopo la Germania, la sesta nel mondo – ha detto il viceministro – e la nostra Bilancia commerciale è decisamente a favore delle esportazioni che risentono del clima favorevole legato al deprezzamento della moneta». Gli altri fattori contingenti positivi evidenziati sono di carattere energetico, come il calo del prezzo del petrolio e una maggiore produzione di energia interna.

«Dalla recessione siamo usciti – spiega Morando – ma è anche vero che se il Paese non cambia marcia, se cioè non saranno realizzate le riforme necessarie a sostenere l’economia anche in presenza di una congiuntura negativa, il rischio è di trovarci di nuovo impantanati. Riforme che interessano lo stato sociale, la questione fiscale e la stessa Costituzione».

Come conciliare la necessità di ridimensionare il Debito pubblico (2199 miliardi a luglio, secondo i dati della Banca d’Italia) con la diminuzione delle tasse promesse da Renzi? Sale infatti del 2,2% la previsione del Deficit per il prossimo anno. Di fronte all’evidenza dei fatti, Morando espone i provvedimenti del Governo per far capire che se i numeri ancora non ci sono, la strada presa è quella giusta, ed elenca due interventi strutturali giunti in porto. Il primo è quello del bonus in busta paga di 80 euro per tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo inferione ai 24 mila euro: «Nell’aprile 2014 per i nostri detrattori era solo un promessa, ma a giugno è diventata legge – ha detto Morando –. E’ vero che ci ha fatto stravincere le europee, ma abbiamo anche messo a disposizione 10 miliardi di euro per aiutare tante famiglie in difficoltà».

La seconda azione strutturale è quella che ha consentito alle imprese, con almeno un lavoratore a tempo indeterminato, di togliere dalla base imponibile IRAP la componente del costo del lavoro, in modo da incentivare le assunzioni. «Un provvedimento che se fino a poco fa costava allo Stato 5 miliardi di euro, per effetto delle nuove assunzioni, incentivate dal Jobs Act, tende a crescere».

Passando agli interventi eccezionali, il sottosegretario con delega all’Economia ha ricordato la defiscalizzazione degli oneri contributivi, fino al massimo di 2000 euro e per 3 anni, prevista per le aziende che assumono entro il 2015. E puntuale è arrivata la polemica con il sindacato. Citando Susanna Camusso, senza farne il nome, Morando ha detto che i 180 mila nuovi posti certificati e ottenuti grazie alla riforma, per certi dirigenti sindacali sono “solo” trasformazioni da lavoro precario e non sarebbero quindi ascrivibili nell’elenco dei nuovi assunti. «Ma come – ha esclamato Morando –, non avevamo detto che eravamo di sinistra e che volevamo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro?».

Morando ha concluso il suo intervento a Villafranca parlando di pensioni, quindi di flessibilità per consentire di anticipare l’età pensionabile, con piccole penali, soprattutto a quelle persone che, vicine ai sessant’anni, avendo perso il posto di lavoro si trovano attualmente senza reddito.

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1 Comment

1 Comment

  1. lorenzo dalai

    20/09/2015 at 09:18

    aggiungerei che Enrico Morando è arrivato a Villafranca con la sua auto,guidandola personalmente,senza accompagnatori e scorta,cittadino tra i concittadini.
    Cordiale e affabile è la dimostrazione di come si possano rivestire incarichi di grande responsabilità con semplicità, ma con grande competenza.

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