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Profughi, Verona fa la sua parte e aspetta l’Europa

I dati della Prefettura al 31 agosto 2015 parlano di 1118 profughi presenti nel veronese. A colloquio con Giuliano Ceschi (Caritas), Carlo Melegari (Cestim), Fiorenzo Scarsini (Ostello della gioventù), Michele Righetti (Il Samaritano). Un Patto di ingresso europeo per regolare i flussi, ecco come si potrebbe fare. Ceschi: «Proporremo la modalità di ospitalità in famiglia, affiancato dal supporto organizzativo della Caritas».

La gestione di profughi e richiedenti asilo ha dominato le cronache e alimentato le polemiche per tutta l’estate e promette di rimanere sulle prime pagine nazionali e locali anche nei prossimi mesi. Apparentemente ancora un’emergenza è ormai a tutti gli effetti «un dato di fatto che impegnerà per anni Italia, Europa e mondo intero» come afferma perentorio mons. Giuliano Ceschi,  presidente della Caritas veronese. Ma prima che il problema sia finalmente fatto proprio dalla Unione europea  sono i singoli stati e i vari territori che si trovano a gestire questa situazione.

Dal 2 febbraio anche a Verona è operativa la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, competente per l’esame delle domande nelle regioni Veneto e Trentino Alto Adige. Il suo ambito comprende le province di Verona, Vicenza, Treviso, Belluno, Trento e Bolzano (mentre per quelle di Padova, Venezia e Rovigo è attiva una sua sezione, istituita a Padova). Con sede in Prefettura,  la Commissione – che è presieduta dal viceprefetto Anna Sabato ed è composta da rappresentanti della Polizia, del comune e dell’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) – durante l’estate ha dovuto accelerare i ritmi di lavoro, tanto che la media giornaliera delle pratiche evase a giugno era di di 4 richiedenti asilo, quella attuale di 13 .

I dati forniti dalla Prefettura parlano al 31 agosto di 1118  profughi presenti sul territorio veronese. Dopo le iniziali tensioni che si sono avute in luglio a Costagrande, con la manifestazione dei residenti affiancati da Forza Nuova e la protesta degli stessi immigrati che chiedevano mezzi pubblici per raggiungere la città, tutti gli immigrati sono  stati sistemati e accolti  grazie al lavoro di 13 cooperative e associazioni, tra cui la Caritas,  in 31 strutture (tra cui 10 alberghi) distribuiti in vari comuni della provincia.

Nel Comune di Grezzana si trova il gruppo più numeroso (417) concentrato a Costagrande. Segue quindi Verona che ospita 246 stranieri in 10 strutture; Bussolengo con 71 ospiti in due alberghi; Caprino veronese con 55 e Zevio con 51 e a seguire altri comuni, ciascuno con qualche decina di rifugiati: ma i numeri sono in continuo aggiornamento.

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Laura Muraro è nata a Verona il 1 marzo 1963, consegue la maturità classica e nel 1987 si laurea in Lettere all’Università di Padova. Inizia quasi subito a insegnare nelle scuole medie e superiori di Verona e provincia. Dopo aver frequentato un corso di giornalismo al Centro Mazziano (Verona), dal 1989 collabora con periodici e uffici stampa locali. È iscritta all’Ordine dei giornalisti come pubblicista dal 1992. Insegna lettere come docente di ruolo presso un istituto veronese. lauramuraro@alice.it

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