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VeronaPolis, in tempi di muri c’è chi costruisce ponti

Giorgio Massignan, Giovanni Paolo Priante

Giorgio Massignan: «Class action per difendere la città da scelte che nascono dal rapporto perverso tra politica e affari»

Prima uscita pubblica per VeronaPolis, l’associazione culturale nata per tutelare il patrimonio urbanistico, storico, artistico e ambientale del territorio veronese, come è stato spiegato lunedì 15 giugno durante una conferenza stampa dal coordinatore Giorgio Massignan, da Giovanni Paolo Priante e da Alberto Ballestriero che assieme a Maurizio Corticelli, Antonio Freddo, Gianfranco Magalini e Fulvio Magrinelli sono i soci fondatori e fanno parte del direttivo.

«Non si tratta dell’ennesima associazione ambientalista – precisa  Massignan, che dopo 30 anni come presidente di Italia Nostra inaugura così un nuovo corso – ma di un osservatorio territoriale per denunciare i danni prodotti dal perverso rapporto tra politica e affari, soprattutto per quanto riguarda le scelte urbanistiche».

Le competenze dei soci fondatori sono molteplici e non sfugge la presenza di due avvocati (Corticelli e Magalini), presto motivata: «Metteremo a disposizione dei vari gruppi, associazioni e comitati impegnati per una città a misura d’uomo gli strumenti per essere più incisivi nel loro lavoro – spiega Massignan – tra cui la possibilità di ricorrere allo class action contro quegli amministratori particolarmente ostinati nel perseguire politiche che con il bene comune nulla hanno a che fare».

Tra gli esempi di cattiva amministrazione VeronaPolis cita la nascita in ZAI di sei centri commerciali «che porterà alla paralisi viabilistica», nonostante l’approvazione del primo stralcio del progetto di revisione viaria dello scorso 12 giugno, una soluzione che Massignan definisce senza mezzi termini «ridicola». Sempre riguardo Verona Sud, Priante spiega che «giustificare l’insediamento di nuove maxiaree commerciali con la creazione di nuovi posti di lavoro è pura demagogia, come dimostra la chiusura di tanti negozi, dovuta proprio al proliferare dei centri commerciali di cui non si capisce il senso, vista la crisi di cui soffre la grande distribuzione».

Il modello proposto da VeronaPolis è quello della creazione, sull’esempio di quanto già accade in altri Paesi come Inghilterra e Germania, di una commissione che rappresenti la società civile, in grado di elaborare, con l’aiuto dei cosiddetti facilitatori tecnici, le proposte di pianificazione da presentare al Consiglio comunale. «In questo modo – spera VeronaPolis – gli amministratori troverebbero controproducente in termini di consenso snaturare quanto proposto direttamente dai loro elettori». (g.m.)

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1 Comment

1 Comment

  1. ANNALISA TANTINI

    17/06/2015 at 21:45

    Mi interessano questa Associazione e i suoi fini.

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