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Elena Alquati

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Elena Alquati in cucina con gli studenti dell’Alberghiero

Elena Alquati

Elena Alquati

La Alquati è presidentessa e fondatrice del l’Ordine dell’Universo, l’Associazione Macrobiotica Italiana nata a Milano nel 2005 per occuparsi di salute e alimentazione.

Affettuosamente l’oncologo Franco Berrino la definisce una «cuoca, la sua cuoca». Ma, in realtà Elena Alquati – che alle 18 del 9 aprile sarà a Verona con il professore al Silos di Ponente dell’Università, mentre il mattino cucinerà insieme agli studenti dell’Istituto Alberghiero Angelo Berti – è una cuoca un po’ speciale e vanta un curriculum professionale stellato, ricco di titoli, diplomi e studi di approfondimento.

E’ presidentessa e fondatrice del l’Ordine dell’Universo, l’Associazione Macrobiotica Italiana, nata a Milano nel 2005 per occuparsi di salute e alimentazione. E’ inoltre operatrice in medicina tradizionale cinese, che collabora da tempo con i progetti di Berrino presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Tumori di Milano.

Chapeau dunque a questa figura di cuoca che da tempo si impegna a tenere corsi teorico-pratici di cucina per divulgare una sana e corretta alimentazione, tesa più oltre ad educare a uno stile di vita più attento al ben-essere di corpo e mente. Una condizione di armonia realizzabile in un habitat concepito come tuttora governato dall’ordine di una natura scandita dai ritmi delle sue stagioni, nutrendosi dei suoi frutti, regolata dalle variabilità climatiche. Una vocazione dunque tutta giocata sull’impegno, la professionalità, il rigore scientifico e focalizzata sulla cura del corpo, un corpo oggi ammalato, intossicato da cibi sofisticati, ricchi di conservanti, addittivi, elementi nocivi.

Un corpo catturato dalla velocità dei ritmi di vita che ha dimenticato il respiro della natura, la necessità dell’esercizio fisico, incurante dei bisogni dell’anima. Una cura tutta impostata su di una sana alimentazione. Cibi naturali, cucinati in modo semplice, ma con passione. Utilizzando spezie, fragranze, essenze abbandonate, o che vengono da lontano, da altre tavole, da altre culture. E’ qui, nella loro preparazione, che talento, sapienza, fantasia sono all’opera.

Mi piace immaginare, quella Babette di Karen Blixen che sapeva trasformare un pranzo in <«una specie di avventura amorosa [..] in cui non si distingue più tra la fame, o la sazietà, del corpo e quella dello spirito». Certamente, oggi, nell’abissalità delle differenze storiche, culturali, e guidati, come ci insegna Elena Alquati, da nuove sensibilità, conoscenze, servendosi di altri ingredienti, condimenti, stili di cotture, ma con la stessa divina passione che abita e ispira l’artista quando errante si muove tra le magie del cibo come dono della Terra.

Corinna Albolino

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