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Alessandra Moretti

Interviste

Alessandra Moretti: «Voglio un Veneto proiettato nel futuro»

Intervista con Alessandra Moretti, candidata alla presidenza della regione Veneto. La prima grande riforma? «Quella delle ULSS che passeranno da 21 a 8 per consentire la nascita dei Centri di medicina integrata, strutture territoriali dove si potranno avere prestazioni 24 ore al giorno, anche nelle zone più disagiate». Il ruolo delle donne e quello degli amministratori locali.

Eletta nel 2014 al Parlamento Europeo con 230.188 voti nelle fila del Partito Democratico, Alessandra Moretti si è dimessa a gennaio 2015 per candidarsi alla presidenza della Regione Veneto. La incontriamo a Mozzecane, tappa del suo tour che la porterà nei 579 comuni del Veneto.

– Qual è il tratto caratterizzante della sua campagna elettorale?
«Dimettendomi da europarlamentare penso di aver dato un segnale forte ai cittadini, che oggi chiedono discontinuità con un passato dove nessuno negli ultimi vent’anni ha mai lasciato un posto sicuro per correre in una competizione elettorale».
– Cosa si aspetta da questo suo tour di visite nei comuni del Veneto ?
«Mi sono messa in “modalità ascolto” per sentire e capire cosa si aspettano cittadini e amministratori, in special modo i sindaci, dal futuro governo della loro regione. Dalle loro richieste, dai loro bisogni e dalle loro proposte scaturirà un programma fatto di concretezza e non di slogan».
– In tutto questo c’è uno spazio speciale per la componente femminile?
«Sicuramente, non una presenza di testimonianza, ma un apporto di donne candidate a rivestire ruoli da protagoniste per un Veneto proiettato nel futuro. Come Partito Democratico lo stanno ampiamente dimostrando le donne che rivestono incarichi importanti sia nel Governo, sia a livello locale, dove abbiamo sindache di grandissime capacità».
– Uno dei temi che stanno più a cuore ai cittadini è sicuramente quello della sanità, qual è la sua proposta?
«Su questo abbiamo già individuato una serie di misure da attuare immediatamente dopo l’esito elettorale, che ci vedrà amministrare una regione da vent’anni preda del malgoverno e del malaffare: assessori e dirigenti arrestati, altri indagati, un ex presidente condannato in via definitiva dopo il patteggiamento. La prima sarà la riduzione delle ULSS, che passeranno da 21 a 8, con una razionalizzazione che consentirà di risparmiare oltre 50 milioni di euro l’anno. Questi fondi li destineremo alla creazione di Gruppi di medicina Integrata, strutture territoriali dove si potranno avere prestazioni 24 ore al giorno, anche nelle zone più disagiate».
– Una maggiore attenzione al territorio è la promessa di tutti i politici.
«Servizi e infrastrutture sono il metro con cui il cittadino misura la politica. Per realizzare quanto serve non si accetteranno più decisioni calate dall’alto, ma verrà dato più spazio alle esigenze dei territori, che dovranno, attraverso i sindaci, dare il loro apporto criticamente costruttivo per realizzare quanto è necessario alla nostra economia e alle nostre imprese per essere competitive».
– Altri nodi cruciali sono l’ambiente, la sicurezza…
«La Giunta Zaia ha varato due Piani Casa che hanno contribuito a cementificare ancora di più il Veneto, con ripercussioni sulle gravi problematiche idrogeologiche che sono sotto gli occhi di tutti; ha approvato un numero esorbitante di centri commerciali  impoverendo i centri storici e aumentando un diffuso senso di insicurezza. Sulla questione sicurezza di fatto la Lega, al di là del “paroni a casa nostra”, ci lascia dopo vent’anni un Veneto disastrato dal punto di vista sociale, più insicuro, ma non perché lo affermiamo noi, lo dimostra il dato di bilancio: da 23 milioni i fondi per la sicurezza del territorio sono passati a 60 mila euro; un azzeramento di fatto».
– Pensa di avere qualche caratteristica in comune con Zaia?
«L’unica caratteristica in comune che vedo è quella che entrambi facciamo poliitca; ma abbiamo modalità totalmente diverse sul come intendiamo questo impegno, che per me deve essere servizio. Io l’ho dimostrato dimettendomi da parlamentare europeo prima di iniziare questa campagna elettorale; lui, cinque anni fa, ha corso continuando a rivestire l’incarico di ministro dell’Agricoltura, utilizzando di fatto quella posizione come trampolino di lancio. Chiaramente un uomo di potere».
– Ci sono consiglieri regionali uscenti del PD che hanno chiesto una deroga alla regola interna del PD che pone il limite dei due mandati per potersi ripresentare la terza volta e quindi espletare un ulteriore mandato. Cosa e pensa?
«Sono molto rispettosa delle decisioni che prenderà il partito a livello regionale. In linea generale io però sono contraria alle deroghe».

Lorenzo Dalai

 

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4 Comments

4 Comments

  1. SILVANA

    21/02/2015 at 17:51

    Cosa penseranno le 230.188 persone, donne e uomini, che l’hanno votata perché Lei entrasse in Parlamento Europeo?

  2. PAOLO RICCI

    22/02/2015 at 10:39

    E quelli che prima l’hanno vista portavoce di Bersani poi renziana di ferro ed infine sedicente quanto patetica ladylike ? Più che un Veneto vedo un taxi proiettato nel futuro, ma ne riparleremo un po’ più avanti.
    Paolo Ricci

  3. ANTONINO LEONE

    24/02/2015 at 08:17

    Sembra che qualche personaggio si diverte ai danni del Veneto ad offuscare le prospettive politiche della Regione senza offrire una proposta credibile. Alessandra Moretti rappresenta l’unica alternativa democratica e reale alla gestione Galan e Zaia, la quale ha portato il Veneto a condizioni non certamente positive di cambiamento. I miopi vedono in Alessandra Moretti il personaggio che coglie tutte le occasioni politiche. Al contrario Alessandra si è limitata con spirito di servizio a rispondere positivamente alle richieste del Partito Democratico, candidandosi prima alle politiche e dopo alle Europee ed alla Presidenza della Regione Veneto. Per convenienza personale avrebbe potuto rispondere no e continuare ad impegnarsi come parlamentare. Ad Alessandra Moretti sta a cuore la Regione Veneto e per tale motivo è impegnata a contrastare il centro destra ed offrire alla comunità veneta una prospettiva di sviluppo e di crescita ed un’alternativa all’insufficiente politica della Giunta Zaia che certamente non ha prodotto risultati positivi. Alessandra è un politico capace, intelligente e sensibile ai bisogni ed alle esigenze che vengono espressi chiaramente negli incontri organizzati nei comuni. Personalmente la conosco e la stimo tanto e credo che questa sia l’ultima occasione che il Veneto può cogliere per realizzare il cambiamento che le persone desiderano. Occorre anche tenere presente il vasto consenso che ha realizzato alle Elezioni Europee ed alle primarie. Alessandra è l’unica persona capace di aggregare un vasto consenso a favore del rinnovamento e del cambiamento. Condivido la sua posizione contro le deroghe ai consiglieri regionali che hanno superato le due legislature. Il PD farebbe bene a tenerne conto altrimenti nella campagna elettorale il fattore rinnovamento non può essere utilizzato.

  4. FRANCESCO BUTTURINI

    16/03/2015 at 09:55

    leggo solo oggi questo articolo e i vari commenti.
    Sottoscrivo in tutto e per tutto il commento di Leone e chiedo, invece a Ricci e Silvana: perché dobbiamo continuare a farci del male con le nostre mani?
    Possibile che il passato continui a non insegnare?
    Capisco il desiderio estenuante di perfezione: ma dove ci ha portato?
    Landini dove porterà i suoi frammenti di sinistra?
    A quale inutile 0,?
    E’ ovvio che voto e sostengo Moretti e il gruppo che le sta vicino a partire da Orietta Salemi che considero una “signora” della politica nella speranza che Verona voglia affidarle il peso di salvare la nostra città dal degrado culturale e politico in cui vive (o sopravvive) da troppi anni.

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